Sanità e bambini: inaccettabili differenze tra Regione e Regione

Il diritto alla salute di un bambino italiano pare dipendere dalla variabile “luogo di nascita”. Ecco i dati del dossier della Società Italiana di Pediatria al quale segue un importante appello.

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Che ci siano importanti differenze tra le Regioni circa la gestione sanitaria in Italia è noto.  In quale regione è meglio vivere?  Ci siamo fatti di recente questa domanda proponendovi i dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane.

Entrando nello specifico della tutela della salute dei bambini italiani la situazione non cambia. L’Italia è un paese poco omogeneo e al suo interno ci sono differenze molto rilevanti. Tanto è stato rivelato da un dossier “La salute dei bambini e la sanità delle regioni: differenze inaccettabili”,  predisposto dal Comitato per la Bioetica della Società Italiana di Pediatria (SIP).

Società Italiana di Pediatria: nel sistema sanitario sono troppe le differenze tra Regioni

Il Presidente della SIP Giovanni Corsello afferma: “Questa situazione è inaccettabile, sia guardando alla disomogeneità nella qualità del servizio offerto sia guardando alla confusione normativa che si è creata. I bambini pagano un prezzo particolarmente alto a questa disomogeneità e a questa confusione. I bambini italiani, oggi, non sono tutti uguali: programmi di vaccinazione, screening neonatali, rete punti nascita, assistenza oncologica e cure palliative rappresentano altrettante priorità di una politica sanitaria che non è stata capace di garantire i fondamentali principi di uguaglianza, universalità e equità. E purtroppo nemmeno i Livelli Essenziali di Assistenza”.

Questi alcuni degli impressionanti dati a testimonianza di tale forte dichiarazione:

  • morte neonatale: nelle regioni meridionali la mortalità infantile rappresenta il 70% delle morti neonatali, questa percentuale scende drasticamente al 40 % al settentrionale.
  • screening neonatale: se un bambino nasce in Toscana vie ne effettuato lo screenig metabolico neonatale che da possibilità di individuare e trattare precocemente oltre 40 patologie non comuni. Se un bambino nasce in Campania però i test obbligatori sono solo i tre obbligatori per legge, ipotiroidismo congenito, fibrosi cistica e fenilchetonuria.
  • vaccini: in Puglia, Basilicata, Veneto, Toscana i bambini saranno gratuitamente vaccinati contro il menigococco B causa della meningite, mentre nelle altre regioni non sarà così.
  • cure palliative: la legge 38/2010 ha previsto l’istituzione delle cure palliative ma la rete pediatrica che permette ai bambini di usufruire di  queste cure è presente solo in 5 regioni.

Il rischio di diseguaglianze nel trattamento è ormai diventato un dato di fatto, e purtroppo il diritto alla salute di un bambino italiano pare dipendere dalla variabile “luogo di nascita”. Così, mentre i piccoli nati in Toscana hanno probabilità di conoscere per tempo attraverso lo screening neonatale eventuali patologie rare ed affrontarle per tempo, al Sud non è affatto così.

Con questi dati, la SIP, si inserisce nel dibattito aperto sulla riforma del titolo V della costituzione chiedendo:

  •  livelli appropriati e inderogabili di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali,
  • adeguata parità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

Un tema importante, dati impossibili da accettare, perché un bambino nato a Firenze ha indiscutibilmente lo stesso diritto alla salute di un piccolo nato a Reggio Calabria.

Voi unimamme sostenete questo appello?

 (Fonte: sip.it)

Firma: Manuela Leone

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