Sanità nel Lazio: on line i dati delle strutture ospedaliere

Grazie al programma “Prevale” i cittadini potranno conoscere i risultati delle cure nella propria Regione, e le future mamme, ad esempio, i dati legati alla frequenza del parto cesareo nelle varie strutture.

Proprio negli ultimi giorni di questo torrido luglio alla Regione Lazio è stato presentato il programma Prevale. Presentato con queste parole dal Governatore Zingaretti: “Non potevamo non partire dai dati oggettivi, oggi partiamo con la novità della rivoluzione della trasparenza”  “Ciò che emerge dai dati è un quadro, che in parte conoscevamo, di convivenza tra strutture di eccellenza e sacche di inefficienza, o addirittura di rischi per la salute dei cittadini. Noi non vogliamo stilare la pagella dei buoni e dei cattivi, dei bravi e dei non bravi ma finalmente partire dai dati oggettivi di quella che è oggi l’offerta della sanità nel Lazio per uscire dal tunnel”.

Vediamo cosa è e come può essere utile a tutti i cittadini e quindi anche alle mamme, ad esempio, in cerca della struttura dove partorire.

Ma iniziamo dal nome. Che cosa è Prevale?
P.Re.Val.E è il ‘Programma regionale di valutazione degli esiti degli interventi sanitari‘ del Lazio.

A cosa serve?
Il programma mette on line tutti i i dati della sanità del Lazio: struttura per struttura, ospedale per ospedale, cura per cura, con i dati di efficienza, i risultati degli interventi, i tassi di successo ma anche di mortalità delle cure.

Qual è l’indirizzo web?
www.epidemiologia.lazio.it/prevale13

Quale periodo di tempo è analizzato?
I dati del ‘Prevale 2013‘ sono riferiti al periodo 2007-2012.

Come sono calcolati gli indicatori di esito?
Gli indicatori di esito sono calcolati per condizioni in cui esistono trattamenti di provata efficacia, la cui offerta dovrebbe essere garantita in modo equo a tutta la popolazione, come la cura tempestiva del femore, della colecisti o l’angioplastica.

Cosa altro è preso in considerazione nella valutazione?
Per ogni singola struttura o per popolazione residente, il valore di ogni indicatore è calcolato tenendo conto delle caratteristiche individuali e di gravità dei pazienti, e i risultati sono confrontati sia con i valori medi regionali che con le strutture con performance più favorevoli, oltre che un confronto con i dati del Programma Nazionale Esiti. Ci sono inoltre confronti temporali annuali dal 2007 al 2012. Infine, sono disponibili, per popolazione residente, misure di frequenza di condizioni considerate ad alto rischio di inappropriatezza, come i tassi di isterectomia per patologia non neoplastica o le tonsillectomie (interventi cioè non propriamente necessari).

Cosa troviamo nella versione 2013?
La versione 2013 del P.Re.Val.E contiene 43 indicatori di volume di attività e 76 indicatori di esito, per diverse aree cliniche di assistenza sia ospedaliera che territoriale. I risultati di P.Re.Val.E mostrano una grande eterogeneità degli esiti delle cure, sia per soggetto erogatore che per popolazione.

Concentrandoci sui dati che piu’ interessano le donne in attesa, a proposito di parto cesareo, ecco alcuni dati che possiamo desumere utilizzando questo strumento online:

  • la “Proporzione di parti con taglio cesareo primario” (cioè in donne che non avevano già avuto un parto cesareo in precedenza) è uno degli indicatori di qualità più usati a livello internazionale;
  • l’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) raccomanda l’uso del taglio cesareo nel 10-15% dei parti;
    allo stato attuale la percentuale di parti cesarei registrata in Italia è la più alta d’Europa;
    nella Regione Lazio nel 2012 una donna su tre ha un parto cesareo primario!  Ma guardiamo qualche dato più specifico:

    • più del 40% al Policlinico Umberto I, all’ospedale S.Pietro Fatebenefratelli, agli ospedali di Alatri, Rieti, Monterotondo e Colleferro, e alla casa di cura accreditata Villa Pia
    • meno del 20% negli ospedali C. Cristo Re, S.Eugenio di Roma, S. Maria Goretti di Latina e Belcolle di Viterbo.
  • Questa disomogeneità di qualità dell’offerta tra ospedali fa sì che in termini di popolazione, quasi una donna su due residente nel comune di Rieti abbia un parto cesareo primario e solo una su cinque nei comuni di Latina e Viterbo.
  • Sulla proporzione di parti cesarei primari non ci sono variazioni di rilievo tra 2007 e 2012.

Ci auguriamo davvero che questa operazione di trasparenza sia utile a tutti gli abitanti della Regione Lazio e non…

Firma: Claudia Lauricella

Notizie Correlate

Commenta