Sindrome alcolica fetale: una nuova speranza di cura

Una ricerca mostra un trattamento che potrebbe curare la Sindrome alcolica fetale.

 

Sindrome alcolica fetale

Unimamme, oggi vogliamo parlarvi di una Sindrome molto pericolosa che ha gravi conseguenze sulla salute dei bambini

Sindrome alcolica fetale: trovata una cura?

Uno studio della Northwestern Medicine ha dimostrato che due medicinali comunemente usati eliminano il deficit di apprendimento e memoria sintomi della Sindrome da alcool fetale.

Gli scienziati hanno scoperto anche un meccanismo chiave molecolare tramite il quale l’alcool danneggia neurologicamente e a livello di sviluppo il feto.

Abbiamo identificato un trattamento potenziale per lo spettro da disordine alcolico, attualmente non ce n’è nessuno” dichiara l’autrice  Eva Redei.

I ricercatori hanno eseguito dei test sui piccoli dei ratti, al momento invece stanno raccogliendo fondi per eseguire test clinici.

Negli Usa un bambino su 5 nasce con questo disordine. Questo include deficit di apprendimento e memoria, gravi problemi di comportamento, un alto tasso di depressione, basso q.i. problemi cardiovascolari e di sviluppo.

Se le medicine coinvolte nei test clinici risulteranno efficaci, i figli delle donne che hanno consumato alcool in gravidanza potranno essere trattati con questi farmaci.

Redei sottolinea che ci sono donne che bevono prima di sapere di essere incinte e altre che scelgono di non smettere di bere durante la gravidanza.

“Se l’efficacia delle medicine sarà provata queste donne potranno comunque aiutare il futuro dei figli”.

Gli scienziati hanno somministrato ai cuccioli di topo esposti all’alcool nell’utero:

  • tirossina: un ormone che è presente in misura ridotta per le donne incinte che bevono e nei piccoli con la sindrome alcolica fetale
  • metformina: un farmaco da insulina sensibilizzante che abbassa i livelli della pressione sanguigna, aspetto che è elevato negli alcolizzati.

I cuccioli di topo hanno ricevuto i farmaci per 10 giorni dopo la nascita.

Poi gli scienziati li hanno lasciati crescere e hanno controllato la loro memoria rispetto ai ratti a cui non sono stati somministrati i farmaci.

Si è scoperto che negli animali adulti entrambi questi trattamenti hanno invertito i deficit di memoria e alcuni dei cambiamenti molecolari causati dal consumo di alcool materno.

Bere riduce i livelli di tirossina, un ormone essenziale creato dalla ghiandola della tiroide che regola diverse funzioni nello sviluppo del cervello. I piccoli nati con bassi livelli di tirossina hanno disabilità nel neurosviluppo.

Anche livelli eccessivi di glucosio hanno un impatto negativo sul cervello del feto.

I ricercatori hanno scoperto che entrambi i farmaci normalizzano i geni che controllano l’espressione del DNA metiltransferasi1, un enzima critico per lo sviluppo del cervello attraverso un processo epigenetico chiamato metilazione del DNA.

Gli scienziati hanno dato ai cuccioli di ratto un farmaco per sopprimere il gene, una volta somministrata la metomorfina la memoria è tornata normale.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questi importanti risultati mostrati su Science Daily?

Noi vi lasciamo con un articolo di approfondimento sulle mamme che bevono in gravidanza.

Firma: Maria Sole Bosaia

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