Sindrome di Down: tra preoccupazioni e speranze un viaggio inevitabile verso l’autonomia

Una mamma blogger parla della sua esperienza con il figlio che ha la Sindrome di Down, ma che ormai è diventato “grande”.

ragazzo con la sindrome down ristorante

Tutte le mamme si preoccupano per l’avvenire dei figli, ma non solo, nella domanda “cosa farai quando il tuo bimbo sarà cresciuto?” si nascondono mille sottintesi.

La blogger Mandra Sikora, sull’Huffington Post, ci parla della sua esperienza con il figlio Marcus, che ha la Sindrome di Down, ripercorrendola fin dall’inizio dalla scoperta della gravidanza alla notizie che avrebbe avuto un figlio affetto da questa malattia.

Archiviati i comitati di “sostegno” capaci solo di evidenziare i lati negativi di allevare un bimbo con la Sindrome di Down, la blogger ha dovuto arrangiarsi combattendo le proprie battaglie per il diritto all’educazione del figlio in una scuola che davvero avesse a cuore la sua crescita.

C’è voluta molta forza e coraggio per attraversare tutte le varie operazioni a cui Marcus è stato sottoposto, nel frattempo lui ha cominciato a sviluppare una passione per il teatro, per la musica, le performance e gli hotel.

Essere madre vuol dire anche lasciare ai figli autonomia e, nel caso di Mandra, permettere che il figlio ormai grandicello se la cavi da solo nel bagno degli uomini, confidando che lui si comporterà bene e che nessuno gli farà del male.

Vederlo uscire da uno di quei bagni esclamando “un uomo mi ha aiutato” con l’asciugamano, con il lavello, ecc… anche quello è un traguardo, un primo passo!

Come tante altre madri, arriva però il momento di “lasciar andare” i figli per la loro strada, giunge il tempo in cui le mamme si ritrovano senza più compiti e lezioni da seguire, senza mappe per raggiungere la classe. E ci si domanderà: e ora, cosa farai?

La mamma di Marcus ha deciso che farà quello che ha sempre fatto: controllerà che il figlio prenda le sue medicine, gli preparerà la colazione e lo accompagnerà al lavoro. La giornata si svolgerà come al solito, secondo gli impegni quotidiani, i pasti e le reciproche manifestazioni di affetto.

In quel momento forse ci si accorgerà che le preoccupazioni erano inutili e che tutto si sistemerà e si creerà un nuovo equilibrio.

Questa, dopotutto, è la speranza di tutte le mamme.

Care unimamme, questa storia ci ricorda le paure e perplessità espresse dalla mamma del piccolo Colton, di cui vi abbiamo parlato tempo fa-

E voi avete pensato al giorno in cui i vostri figli saranno cresciuti? Come pensate che reagirete?

 

(Fonte: Huffington Post.com)

 

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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