SOS pidocchi: perché sono difficili da eliminare e come affrontarli

Un recente studio spiega perchè i pidocchi sono cosi resistenti ai trattamenti che dovrebbero ucciderli.

pidocchiQuante volte vi sarete trovati ad affrontare l’epidemia di pidocchi che si verificano nelle scuole dei vostri figli? Vi servirà sapere allora la novità scientifica riguardo questi fastidiosissimi animaletti a sei zampe.

Uno studio appena pubblicato su Medical and Veterinary Entomology spiega perché è così difficile e lungo liberare completamente la testa da questi fastidiosi parassiti, che non depongono le uova direttamente sulla pelle ma le depositano alla base del fusto del capello.

Le lendini, ovvero le uova dei pidocchi, nelle giuste condizioni possono resistere, dormienti, durante il trattamento disinfestante che si fa sul cuoio capelluto, fino addirittura a due settimane.

Quindi per eliminare le uova residue, che possono ancora schiudersi sarebbe necessario ampliare il trattamento standard di una settimana e ripetere una terza applicazione a distanza di 14 giorni.

Per uno studio più approfondito della resistenza delle lendini, Ian Burgess dell’Insect Research & Development Ltd. in Cambridgeshire, Regno Unito, ha osservato i dati provenienti da 20 studi su trattamenti che uccidono pidocchi attraverso mezzi fisici come lozioni che soffocano gli insetti.

Attraverso questi dati Burgess è arrivato alla conclusione che siano 2 i fattori importanti a determinare il tempo che impiegano le uova a schiudersi:

  • il punto della testa dove si trovano (ma di questo si era già a conoscenza)
  • la temperatura.

Cosa fare allora per trattare la pediculosi? Ecco le indicazioni:

  • insegnare loro a non scambiarsi abiti e soprattutto cappelli e sciarpe
  • applicare subito un prodotto specifico se sono presenza di uova o pidocchi bisogna
  • ripetere il trattamento seguendo in modo attento le istruzioni del prodotto
  • usare spesso un pettine con denti fitti, soprattutto per eliminare le uova.
  • ripetere una terza applicazione del prodotto specifico dopo due settimane dalla seconda effettuata.

Insomma mamme, ora non avete scuse…armatevi, combattete e uscirete vittoriose! 😉

Firma: Cristina Cordischi

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