Stamina, il Tar del Lazio dà ragione a Vannoni: nuova speranza per gli ammalati

Il Tar del Lazio accoglie il ricorso di Davide Vannoni contro il no del Comitato scientifico alla sperimentazione. Per i malati arriva una nuova speranza.

Il metodo Stamina è un controverso trattamento terapeutico a base di cellule staminali inventato da Davide Vannoni, presidente e fondatore della Stamina Foundation Onlus. Il metodo stamina consiste:

  • nel prelievo di cellule dal midollo osseo dei pazienti
  • nella successiva manipolazione in vitro delle cellule stesse (incubazione delle cellule staminali per 2 ore in una soluzione 18 micromolare di acido retinoico)
  • nell’infusione nei pazienti stessi

Il metodo Stamina viene considerato dal suo ideatore molto utile per curare 120 malattie neurodegenerative. Nel 2013, il metodo stamina è finito sotto la luce dei riflettori per un servizio del programma televisivo Le Iene che ne mostra l’utilizzo su alcuni bambini affetti da diverse malattie neuro-degenerative (tra queste anche la SMA di tipo I). In particolare, Le Iene hanno portato alla luce la storia della piccola Sofia De Barros e della lotta che sua madre sta facendo affinché venga autorizzata la sperimentazione del metodo Stamina. Nonostante la lotta, però, le speranze di curare la piccola Sofia con il metodo Stamina sono ancora poche.

Il Comitato di esperti istituito dal Ministero della salute, infatti, nel settembre scorso, ha bocciato all’unanimità il metodo Stamina perchè «privo di consistenza scientifica» e potenzialmente pericoloso per la salute dei pazienti.

L’ideatore del metodo Stamina, però, non si è mai arreso e contro la decisione del Comitato del Ministero della salute ha presentato ricorso al Tar della Lazio che, oggi, ha dato ragione a Davide Vannoni.

I giudici, infatti, come riporta il Corriere.it, hanno sospeso il decreto di nomina del Comitato scelto dal Ministero della salute. Di conseguenza, anche il parere contrario alla sperimentazione del metodo Stamina resta sospeso.

Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha così avviato i lavori per la formazione di un nuovo Comitato scientifico di esperti per un’altra valutazione del metodo Stamina.

Nel ricordo, il presidente di Stamina aveva contestato:

  • la composizione della commissione che ha bocciato la sperimentazione
  • l’imparzialità degli esperti che avevano già dato parere negativo prima ancora di essere nominati

Nella motivazione della sentenza del Tar, i giudici hanno spiegato la loro decisione sostenendo che “Non è stata garantita  l’obiettività e l’imparzialità del giudizio, con grave nocumento per  il lavoro dell’intero organo collegiale e il  requisito dell’indipendenza dei componenti del comitato scientifico è  stato ritenuto essenziale anche dal Ministero della Salute. Tale indipendenza va intesa primariamente in senso ideologico e deve quindi concretizzarsi innanzitutto nel non  approcciarsi alla sperimentazione in modo prevenuto, per averla già  valutata prima ancora di esaminare la documentazione prodotta dalla  Stamina Foundation”.

Il Tar, inoltre, pur riconoscendo la preoccupazione del Ministero della salute e della comunità scientifica per un metodo nuovo che può creare solo illusioni di guarigione, sottolinea l’importanza di costituire un Comitato formato da esperti, eventualmente anche stranieri, che non abbiano già preso posizione sul metodo Stamina.

La decisione del Tar è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità degli ammalati che ora ha una speranza in più non per guarire definitivamente ma, almeno per crederci e sperare di avere ancora una chance per tentare l’impossibile.

E voi, unimamme cosa ne pensate e, soprattutto, da che parte state?

 

 

Firma: Stella Dibenedetto

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