Le “manine” di una studentessa per insegnare ai bimbi il linguaggio dei segni

Una ragazza ha trovato un brillante metodo per favorire l’apprendimento del linguaggio dei segni a bambini e adulti.

Ormai la tecnologia, unita alla creatività, può realizzare progetti che solo pochi anni fa sarebbero stati impensabili, come quello di cui vogliamo parlarvi oggi.

linguaggio dei segniUna studentessa di nome Elena Dall’Antonia ha avuto la brillante intuizione di usare la stampante 3D e Arduino come valido sostegno per l’apprendimento della lingua dei segni.

“Queste tecnologie si dimostrano davvero adatte ai fini educativi, permettono di trasformare delle idee in qualcosa di concreto in maniera semplice, rapida ed economica” ha dichiarato la giovane su Startup Italia.

Il kit da lei ideato è un progetto Open Source, vuol dire che tutti i file sono disponibili in maniera gratuita per realizzarlo in autonomia.

Il pacchetto è composto da 26 manine modellate e stampate in 3D (ognuna per ogni lettera dell’alfabeto LIS, Lingua Italiana dei Segni), tutte possono essere stampate velocemente e a basso costo.

A questo si aggiunge una mano robotica controllata da Arduino che può essere utilizzata per i giochi interattivi con i bambini.

Lo scopo di questa invenzione è infatti quello di creare un sussidio all’apprendimento del linguaggio dei segni per bambini sordi in età infantile.

Grazie all’esperienza tattile e al gioco, l’apprendimento risulta più facile e divertente per i bambini.

MANIpulate4-681x1024-681x1024MANIpolare, questo il nome del kit, però può essere utilizzato anche dagli adulti che vogliono avvicinarsi al linguaggio dei segni.

Il kit è stato testato da esperti della comunicazione, da educatori, esperti di tecnologia, ma soprattutto da bambini sordi e udenti in modo da migliorare il sistema fino a renderlo perfetto.

Ecco alcune caratteristiche che rendono questo prodotto davvero valido:

  • è economico: il costo totale è di 310/330 Euro
  • open source: è disponibile pubblicamente per chiunque
  • personalizzabile: la mano robotica può essere programmata a piacimento per diversi giochi, le mani in 3D possono essere stampate secondo colori a piacimento, con diversi materiali, ecc…
  • realistico: la mano robotica e quelle piccole in 3D sono simili a quelle vere per dimensioni, movimento e forma
  • durevole: la mano robotica è robusta e non si surriscalda
  • Portatile: il kit è leggero e poco ingombrante

Bisogna ricordare però che Manine ha come perno una mano robotica realizzata in 3D basata sul progetto Looqui ex Parloma. Si tratta di una startup che lavora nel campo della robotica e della telepresenza per migliorare la vita delle persone sordo – cieche.

Le Manine però sono state modellate da Elena per venire utilizzate senza mano robotica. Consentono di toccare e studiare i modelli in tutte le prospettive. I modelli dell’alfabeto LIS sono stati caricati su Thingiverse, un sito dedicato alla condivisione di file di oggetti per la stampa 3D.

“Per creare dei giochi interattivi con la mano robotica e le ventisei manine in 3D, necessitavo di qualcosa che potesse leggere ed identificare tutte le manine. Per fare questo ho deciso di costruire una piccola base da collegare alla mano robotica che utilizzasse un meccanismo di lettura/riconoscimento tramite relè reed e magneti. Ho scelto questo mezzo poiché molto economico (circa 20 euro tra relè, magneti e materiale vario) e adatto allo scopo: una base colorata ad incastro è molto più adatta ad un target di bambini, piuttosto che altri tipi di riconoscimento più costosi e complessi (come QR code, RFID, ecc.). Questo sistema, grazie all’ottima modellazione che ha permesso di far combaciare perfettamente le calamite e i relè reed, risulta molto preciso: le mani vengono riconosciute senza problemi”.

Naturalmente il progetto concepito da questa giovane donna è ulteriormente innovabile e perfettibile poiché non tutte le lettere dell’alfabeto LIS sono chiare come dovrebbero essere.

Per questo motivo Elena, insieme agli ingegneri mira a creare un polso dinamico, a migliorare la mano robotica rendendola perfetta per i bambini.

Quindi ha deciso di utilizzare sono le 15 lettere più comprensibili, eliminando la C, la E, la K, la O e la X per i problemi causati dalla scarsa precisione delle falangi intermedie e poi la G, la H, la M, la N e la  perché non riescono ad effettuare la torsione completa del polso. Idem per la lettera I.

La mano robotica di Manipolare riesce invece a riprodurre molto bene la Z.

Infine, per celebrare questa intraprendente ragazza, ecco come inizia la tesi:

“A scoltami; ascolta i miei pensieri, leggi i miei occhi, sforzati di capire

B ussa al mio cuore: non vede l’ora di aprirsi a te

C onoscimi, comunica con me

D immi di te: io voglio conoscere il tuo mondo

E vita di nasconderti o di evitare il mio sguardo quando ti parlo o quando segno solo perché non mi capisci

F ai di tutto per comunicare: io voglio interagire con te

G uarda le mie mani: parlano di me

H ai timore di non capirmi? Io ne ho molto di più di non riuscire ad esprimere ciò che ho dentro

I mpara la mia lingua: vedrai che ne trarrai giovamento anche tu

L asciami entrare in relazione con te,

M a sforzati di guardare il mondo come lo vedo e lo sento io, come io mi sto sforzando di capire il tuo

N on ti preoccupare: io farò di tutto per capirti

O sserva i miei gesti; essi racchiudono in loro la profondità del mio pensiero

P rendimi a cuore: I care

Q uando parli, muovi le labbra in modo chiaro altrimenti non riesco a leggerle

R aggiungimi: impara a conoscere il mio modo di interagire con il mondo

S egna insieme a me: riusciremo finalmente a comunicare

T rattami come una persona intelligente, quale io sono: capisco tutto, basta che tu sappia spiegarmelo

U n mondo silenzioso non è un mondo vuoto: ma il vero handicap lo crea la maggioranza quando non riesce a capire e a comunicare senza i suoni

V isuo-manuale: è così che viene classificata la mia lingua

Z ittisci tutti coloro che pensano che io nell’aria faccia solo gesti senza senso.”

Unimamme forse ricorderete la storia di quegli studenti che hanno progettato un braccio per un bambino disabile grazie alla stampante 3D.

Voi cosa ne pensate dell’idea di Elena? Noi la troviamo semplicemente fantastica!

 

Firma: Maria Sole Bosaia

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