Studentesse a luci rosse: perchè succede?

Due studentesse si producono in un video hard e tra gli adolescenti è boom di download.

Abbiamo già affrontato su questo sito il delicato argomento che riguarda gli adolescenti e la loro sessualità in rapporto al web, ma ci troviamo, ahinoi, costretti a trattarlo di nuovo per via di alcuni recenti fatti di cronaca.

Nell’occhio del ciclone c’è infatti in questi giorni un video che vede protagoniste due ragazze, una quindicenne e l’altra ventenne, originarie di Fermo. Le due giovani hanno infatti diffuso in rete un vero e proprio video hard, con tanto di fotografie allegate, che le vede impegnate in effusioni molto spinte.

Il video ha sconvolto tutta la provincia e sta passando sui telefonini dei ragazzi di tutto il fermano: tutti gli adolescenti del luogo hanno quindi potuto vedere le studentesse, riconoscibili in viso, impegnate in quello che all’inizio sembra un momento giocoso e che poi si trasforma in un vero e proprio film porno. Sono state diffuse inoltre anche delle foto, ancora più spinte del video, pubblicato in versione soft sul profilo Facebook di una delle due giovani.

Le immagini sono evidentemente amatoriali, come è altrettanto evidente che una terza persona stesse riprendendo tutta la scena; a questo punto la domanda che tutti si pongono però è questa: è legale pubblicare immagini di un certo tipo in cui compare una minore, anche se questa è consenziente? E ancora, chi è la terza persona che ha girato il video e scattato le foto? Una amica? Qualcuno che voleva sfruttare la scena per fini personali?

Ormai siamo abituati a notizie sconvolgenti che riguardano l’uso assolutamente incontrollato dei mezzi tecnologici a sfondo sessuale da parte degli adolescenti, ma la domanda è come fare per evitare che i propri figli incappino in episodi del genere?

Cosa è meglio fare:

  • puntare sul controllo assoluto di telefonini e frequentazioni,
  • cercare di educarli al meglio e sperare che riescano a distinguere da soli tra giusto e sbagliato?

Voi care mamme, cosa ne pensate?

Firma: Paola Giglio

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