Tumore al collo dell’utero e Papilloma Virus : nuove indicazioni per la prevenzione

Il tumore al collo dell’utero oggi non è più la forma più frequente di cancro tra le donne, ma solo in occidente. L’OMS lancia ora nuove direttive per la prevenzione.

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Lutero è senz’altro l’organo della vita. Le sue sette speciali caratteristiche ci hanno fatto ben comprendere il perché lo sia.

Con la sua forma di un imbuto rovesciato esso è formato da due parti principali: l’estremità inferiore, chiamata collo o cervice, in diretto collegamento con la vagina, e la parte superiore chiamata corpo dell’utero, le cui pareti sono formate da tessuti molto diversi tra loro.

Una delle malattie in grado di minare la salute dell’utero, e non solo, è il tumore delle cervice uterina ma può essere diagnosticato in fase molto iniziale o addirittura precancerosa se viene effettuato regolarmente lo screening con Pap-test. Come in ogni caso quindi, anche qui la prevenzione riveste un ruolo fondamentale.

Scopriamo allora cosa cambia nelle nuove direttive diffuse dall’OMS Organizzazione Mondiale dell Sanità – per la prevenzione  del tumore al collo dell’utero.

Papilloma Virus: il responsabile principale dei tumori al collo dell’utero

Il Papilloma Virus Umano o HPV – Human Papilloma Virus – è un virus le cui infezioni sono estremamente diffuse e possono causare anche malattie della pelle e delle mucose. Per fortuna non tutte le infezioni da HPV provocano il cancro della cervice e solitamente l’infezione provocata da questo virus si risolve da sola,  esso è però comunque uno dei principali fattori di rischio per il tumore della cervice.

Per molto tempo il tumore della cervice ha rappresentato la più frequente forma di cancro per le donne, ma negli ultimi anni il quadro è profondamente cambiato, anche se non ovunque. Nei Paesi in via di sviluppo, infatti, questo tumore è ancora la seconda causa di morte per cancro, mentre nel mondo Occidentale il numero dei casi e quello dei decessi continuano a diminuire proprio grazie all’introduzione del Pap-test, uno strumento di diagnosi precoce molto efficace.

Il Pap-Test è un esame veloce e indolore che permette di identificare le lesioni pre-cancerose negli stadi iniziali.  A partire dall’inizio dell’attività sessuale, e non oltre i 25 anni, ed almeno fino ai 70 anni, tutte le donne dovrebbero sottoporsi a questo esame con regolarità una volta ogni tre anni, a parte casi particolari. Prevenire la formazione di tali lesioni o diagnosticarle e curarle precocemente permette di ridurre drasticamente e quasi di eliminare l’insorgenza del tumore della cervice.

Ma da qualche anno le donne hanno a disposizione un’altra arma, un vaccino capace di tenere lontani i due tipi di HPV responsabili della maggior parte dei tumori della cervice: HPV 16 e HPV18.  In Italia il vaccino è oggi fornito gratuitamente alle bambine al compimento dei 12 anni.

Le nuove direttive dell’OMS per il Vaccino

Secondo le nuove direttive dell’Organizzazione mondiale della sanità bastano due dosi di vaccino invece che le tre finora raccomandate. Ridurre le dosi di vaccino renderà dunque più facile e meno dispendiosi i programmi vaccinali destinati oggi alle ragazzine di 55 Paesi.

L’Oms suggerisce inoltre di usare il test dell’HPV al posto del Pap test: se il risultato è negativo, si possono aspettare 5 anni prima di rifarlo e questo rappresenta un risparmio di costi per i sistemi sanitari. I due test sono comunque simili e consistono nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero, poi analizzate in laboratorio.

Potrebbe essere opportuno invece vaccinare anche i giovani maschi, sia etero sia omosessuali, in quanto costituiscono un serbatoio di contagio anche per le donne.

Secondo quanto ha affermato Nathalie Broutet, medico esperto dell’Oms per il controllo e la prevenzione del cancro alla cervice uterina: “Le nuove linee guida dell’Oms possono fare la differenza fra la vita e la morte per ragazze e donne di tutto il mondo. Non esistono formule magiche ma la combinazione dei più efficaci e accessibili strumenti per la prevenzione e il trattamento del tumore alla cervice uterina aiuterà ad allentare la tensione sui budget per la salute, già sotto pressione, specialmente nei Paesi a basso reddito, e contribuirà drasticamente all’eliminazione di questo tipo di tumore”.

Care Unimamme, in Italia ogni anno si manifestano circa 3.500 nuovi casi, mentre una donna su 10.000 riceve una diagnosi di tumore della cervice in forma avanzata, anche se le probabilità di morire a causa di questa malattia sono inferiori all’1‰, già nel confronto dei dati tra Italia e Paesi in via di sviluppo risulta del tutto evidente del ruolo giocato dalla prevenzione.

E voi fate regolari controlli? Sapevate che la vaccinazione è importante anche per i ragazzi e già durante l’adolescenza?

(Fonte: Ok-salute)

Firma: Manuela Leone

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