Un bimbo definito “mostro” da medici e famigliari è un dono per i genitori

La storia della famiglia di un bambino con la Sindrome di Down e della gioia che ha portato loro nonostante i pronostici.

Unimamme, oggi vi raccontiamo l’incredibile storia di una mamma e del suo piccolino.

La storia di un bambino con la Sindrome di Down che abbatte i pregiudizi

All’inizio della gravidanza i medici hanno avvisato Veronika Semchenko che il suo bambino sarebbe sopravvissuto, ma avrebbe avuto la Sindrome di Down.

I dottori, vedendo i risultati del test hanno consigliato a lei e al marito di mettere fine alla gravidanza, ma la coppia non ha acconsentito.

“Potete anche vedere la situazione in modo positivo, vedere quel bambino come un dono speciale. A questo bambino è stata data una vocazione speciale quando ci è stato inviato”.

I medici e la loro famiglia hanno dichiarato che questo bambino speciale non avrebbe portato altro che tristezza, dolore e parcelle mediche.

Secondo loro il  bimbo sarebbe stato un peso e avrebbero fatto meglio ad abortire.

Veronika e Evengy però nutrivano la speranza che il figlio sopravvivesse, che potesse essere sano. Un anno dopo la nascita del piccolo Erofey i suoi genitori stanno ancora aspettando di affrontare tutte quelle difficoltà pronosticate da medici e parenti.

Niente di tutto ciò di cui avevano parlato è accaduto, non ci sono state notti infinite trascorse in ospedale e cliniche perché Erofey ha portato loro solo gioia ed energia.

Veronika avverte quindi tutti i genitori come lei suggerendo di non essere spaventati e intimiditi quando devono confrontarsi con un bimbo speciale.

Per loro Erofey è speciale, non perché abbia bisogno di attenzioni speciali, ma perché è un regalo speciale per loro.

Alcune persone di nostra conoscenza erano preoccupate riguardo a un bambino con questa diagnosi. Ma non appena l’hanno incontrato hanno cambiato idea”.

Ecco cosa ha scritto Veronika su un social network russo:

Da quando nostro figlio è nato sono successe tante cose meravigliose. Ci sono stati molto segnali che lui sarebbe sopravvissuto, il nostro piccolo infatti ha la Sindrome di Down. La gente ci chiede spesso se lo sapevamo. I medici, invece sono stati molti espliciti sulla questione.

Io e mio marito ci eravamo detti: se il piccolo vuole vivere, lo farà. Hanno provato a farci cambiare idea. Ci hanno detto che avremmo dato vita a un mostro e che eravamo pazzi.

Quando si dice speciale, ci sono due modi per intenderlo, negativamente (quindi un bimbo che sarà escluso, che non sarà come gli altri, che sarà malato), ma si può vedere anche positivamente, come un dono. Questo bimbo aveva una missione speciale quando ci è stato dato.

Lui ha qualcosa che non abbiamo, una sorta di forza interiore. I suoi abbracci ci danno molto amore. C’è un universo intero nel suo sorriso. L’espressione dei suoi occhi è profonda, lui è diverso e noi siamo fieri di essere i suoi genitori.

Immergersi nel suo amore e nella sua felicità è una sensazione meravigliosa. Erofey è come un libro magico, ha riempito le nostre vite di magia e miracoli”.

Unimamme, cosa ne pensate della storia di questa famiglia di cui si parla su Downside.org?

Vi lasciamo con le parole pronunciate da una ragazza con la Sindrome di Down all’ONU.


Firma: Maria Sole Bosaia

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