Bambina in un “cuore di siringhe”: è la “prova” d’amore di una mamma

La testimonianza di una mamma ricorsa alla fecondazione assistita che ha trasformato il dolore delle cure in amore incondizionato verso la sua bimba.

fecondazione assistita

Tante sono le donne che sono costrette a ricorrere a fecondazione assistita per avere un figlio, pratica molto onerosa in termini di soldoni ma anche molto difficile da affrontare.

La strada da percorrere è tortuosa e spesso fatta di delusioni. Le donne che decidono di iniziare questo cammino sono pronte a sottoporsi a visite mediche, alla somministrazione di ormoni e a lunghe giornate di attesa.

Angela, una mamma di St. Louis, ha voluto postare su Facebook una foto che ritrae la sua meravigliosa bimba al centro di un cuore di siringhe e la foto ha suscitato tanto clamore in Rete.

La foto di una bambina in un cuore di siringhe come prova d’amore

Nella foto postata sul profilo Facebook del centro per la fertilità Sher Fertility Institute di St. Louis si vede la piccola nata grazie alla fecondazione assistita posta al centro di un cuore fatto di siringhe e fiale, solo una parte di quelle che la mamma ha dovuto usare per poterla avere. Angela, la mamma della bimba, dopo 3 anni di trattamenti, ha dovuto fare tre punture al giorno per un intero anno prima di scoprire di essere in attesa della sua bimba.

Poi ha voluto trasformare quelle stesse siringhe in un cuore per testimoniare tutto il suo amore per la piccola nonché la sua voglia di diventare mamma. Ogni singola iniezione fatta era, dunque, un mix di ormoni e di amore.

La meravigliosa foto è diventata immediatamente virale, oltre 16 mila i “mi piace” e più di 6 mila le condivisioni sui Social Network tanto che dal centro di fertilità Sher Fertility Institute hanno commentato: «Non abbiamo mai visto una foto suscitare tanto clamore».

Il messaggio che Angela ha voluto mandare a tutte le donne che affrontano il difficile iter della fecondazione assistita è «Non mollate, il tempo, l’amore e la perseveranza faranno accadere il miracolo». Come darle torto!

E voi unimamme cosa ne pensate di questa donna che ha affrontato questa lunga e spesso dolorosa cura pur di poter avere una figlia? Anche voi ci siete passate?

Firma: Francesca Nicoletti

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