Un padre stressato rallenta lo sviluppo del figlio, lo dice la scienza

sviluppoL’influenza che un padre ha nella formazione del proprio figlio, è un argomento che sempre più spesso interessa la comunità scientifica. Numerosi studio sono stati e tutt’ora vengono effettuati per valutare quanto sia il contributo maschile nella crescita e nell’apprendimento delle diverse tipologie necessarie alla formazione.

Un padre presente, amorevole, aperto, aiuta il bambino nella crescita, facendo dimenticare l’ideologia assolutamente errata e datata che l’accudimento dei bambini sia “una cosa da donne”. Le ricerche, quindi, si stanno concentrando su atteggiamenti sempre più specifici, non soltanto positivi ma anche negativi, per scoprire cosa possono provocare determinati atteggiamenti dei papà nella formazione dei bambini. Questo è il caso di un recente studio che ha voluto indagare che effetti ha per un bambino crescere con un papà stressato.

Lo studio condotto dalla Michigan State University, ha preso in esame più di 730 famiglie. Ci si è concentrati sulle famiglie a basso reddito, presentando alle coppie genitoriali un test da compilare, invitandoli a indicare se erano più o meno d’accordo con affermazioni come “Mi sento intrappolato dalle mie responsabilità come genitore” piuttosto che “A volte credo che il mio bambino non mi piaccia”.

Il risultato, anche se non si è stabilita una vera e propria relazione tra causa-effetto, è che in quei nuclei familiari dove il padre aveva un alto livello di “stress genitoriale”, i bambini al di sotto dei 3 anni tendevano ad avere minori capacità linguistiche. Inoltre, sia maschi che femmine, riportavano punteggi più bassi nei test cognitivi, incaricati di valutare abilità come il prestare attenzione, il livello di apprendimento e il ragionamento.

In conclusione, i papà possono influenzare le competenze linguistiche e lo sviluppo emotivo, fino a portare i figli in età prescolare a rischio di problemi comportamentali e soggetti a depressione.

sviluppoQuesto tipo di ricerca era assolutamente necessaria, in quanto troppo spesso ci si concentra esclusivamente sul ruolo della mamma, dimenticando che anche un padre contribuisce alla formazione di un figlio. Possiamo così stabilire che il padre non è il semplice compagno della mamma, ma un diretto corresponsabile nella formazione infantile. Proprio come afferma il Dr. Michael Yogman, presidente della American Academy of Pediatrics, in una relazione sugli aspetti psicosociali sulla salute di bambini e famiglie: “Questo nuovo studio supporta un’ampio terreno di ricerca che mostra come i padri svolgano un ruolo importante nello sviluppo cognitivo e comportamentale dei loro figli”. Continua sottolineando come ci siano diversi modi in cui un padre può influenzare lo sviluppo del linguaggio dei bambini, con modalità differenti dalle mamme, come ad esempio la maggiore propensione a incoraggiarli a esplorare e mettersi alla prova. Questo comporta quindi che un padre debba fare attenzione ai propri atteggiamenti in quanto “Siete importanti per i vostri figli, quindi è necessario prendersi cura di sé. I primi anni nella crescita di un bambino possono essere particolarmente impegnativi. Se si ha bisogno di aiuto per gestire lo stress o la depressione, non bisogna soffrire in silenzio”.

L’ostinazione degli uomini a volersi mostrare forti, solidi, virili, li porta spesso ad aprirsi poco, sia nelle gioie che nei dolori, causando un malessere interiore come prima cosa, che si ripercuote nei rapporti familiari. Secondariamente, diventano anche dei cattivi esempi da seguire per i figli, che saranno portati a ripetere gli stessi atteggiamenti, condannati a subire identiche problematiche.

L’interazione con i propri figli, però, può essere anche un’ottima medicina per tutti quei padri con problemi emotivi. La lettura piuttosto che il gioco tra un papà e figlio, infatti, oltre a giovare allo sviluppo dei più piccoli, “Possono realmente contribuire a mitigare qualsiasi stress un padre possa sentire”, afferma Yogman. Perciò, non dimenticate mai quanto è importante saper accantonare la vita quotidiana, con tutti i problemi, le difficoltà e gli impegni che porta ogni giorno, per prendersi una pausa di relax con i propri figli. Il rischio è quello di perdersi momenti di gioia importanti, come ha ricordato la recente lettera di Patrick O’Malley. Sapere vivere al loro fianco, mettere al primo posto loro, con le loro emozioni, le esperienze da vivere e il mondo da esplorare, farà guadagnare ai bambini un giusto sviluppo e ai genitori un corretto equilibrio interiore.

Voi unigenitori come siete quando state con i vostri figli? Che esperienze fate e come le vivete?

Firma: Andrea Mondati

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