Un papà disperato abbraccia i figli morti durante l’attacco con armi chimiche

Un papà disperato racconta come abbia perso tutta la sua famiglia in seguito all’attacco con armi chimiche. La sua foto è virale.

Nell’immane tragedia seguita al bombardamento col gas su una regione della Siria, una delle numerose storie riguardanti i bambini coinvolti ci tocca in profondità.

Il dolore di un papà

Abdul Hamid Youssef, fino a qualche giorno fa, era un papà che cercava di sopravvivere insieme alla sua famiglia come tanti altri civili presi nella morta di questa inutile guerra.

Purtroppo la zona in cui si trovava è stata l’obiettivo dell’attacco con armi chimiche perpetrato sulla popolazione inerme, tra cui vi era anche tutta la sua famiglia.

L’uomo ha perso 20 membri della sua famiglia tra cui sua moglie e i suoi due gemellini di soli 9 mesi.

“I miei gemelli Ahmad e Aya e mia moglie sono stati martirizzati, tutta la mia famiglia è morta” ha dichiarato l’uomo alla CNN.

Tutte le associazioni in difesa dei diritti umani e i leader mondiali esigono una serie indagine sui responsabili del vile bombardamento.

Il presidente degli Usa Trum ha usato parole di condanna in una sua recente dichiarazione: “l’atroce attacco dal regime di Assad non può essere tollerato. L’attacco sui bambini ha avuto un grande effetto su di me. Il mio atteggiamento verso la Siria e Assad è cambiato molto”.

Il personale medico, tra cui operatori di Medici Senza Frontiere, sostengono fermamente che i sintomi dei pazienti sono riconducibili all’uso del terribile e letale gas sarin.

Subito dal Cremlino hanno accusato i ribelli indicando un deposito di gas come fonte della contaminazione, uno dei capi dei ribelli ha però smentito tutto ciò negando l’esistenza di depositi nell’area e sottolineando che le bombe sono cadute dagli aerei.

Inoltre in quell’area non vi erano depositi di armi e niente di riconducibile a postazioni militari.

Sempre dalla Russia proviene il chiaro intento di rimanere al fianco di Assad.

Nel frattempo continuano a giungere testimonianze, foto e filmati delle atrocità commesse da una mano che non vuole rivelarsi.

Il dottor Shajul Islam, per esempio, ha condiviso molti video che mostrano chiaramente le conseguenze dell’attacco.

“Dubitate ancora che sia stato usato il sarin su di noi? Guardate, le pupille sono punte di spillo non reattive. Abbiamo dei campioni. Importa a qualcuno? Chi lo fermerà” ha dichiarato il medico in alcuni post sui social network riportati dal Mirror.

Nei suoi filmati si vedono anche molte persone che giacciono a letto, in preda alle convulsioni o completamente immobili.

“Vi mostrerò le prove ancora e ancora, ma sapete una cosa? Al mondo non interessa e nessuno sta facendo niente. Dovete fare pressione sul vostro governo, su chiunque per aiutarci”.

La commovente immagine di Yussef che stringe i corpicini dei figli morti è diventata virale sui social media. “Io piango ma queste sono lacrime di gioia” ha spiegato alla CNN aggiungendo che adesso i suoi piccoli sono con Dio e questo è meglio che stare in Siria.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa toccante testimonianza di un papà che sta affrontato una tragedia inimmaginabile?

Noi vi lasciamo con un approfondimento sull’attacco con gas chimici accaduto pochi giorni fa.

Firma: Maria Sole Bosaia

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