Una cantante “denuncia” photoshop per aver alterato la concezione di bellezza (Video)

Il video di Nouveau Parfume, canzone dell’artista ungherese Boggie, mostra le dispercezioni causate dal continuo uso di Photoshop su video e foto.

Boggie prima e dopo

‘Non sono un loro prodotto’, è questo il refrain della canzone ‘Nouveau Parfume’ di Boggie, cantante ungherese che ha scelto di accompagnare il suo singolo ad un video intelligente e che fa sicuramente riflettere.

All’inizio del filmato, la cantante appare completamente struccata, rassicurantemente acqua e sapone e con tutti i suoi difetti in bella vista. Appare umana, insomma. Mano a mano che le strofe proseguono però, la pesante mano di Photoshop inizia il suo lavoro, eliminando dapprima piccole imperfezioni e passando poi a ritocchi sostanziali.

Un esempio? L’occhio destro viene preso, girato e sovrapposto al sinistro, perchè i due globi oculari siano identici. Ora, tutti sappiamo che il corpo umano non è perfettamente simmetrico, eppure questa è l’immagine che ci viene proposta di continuo dai media, che si tratti di foto su giornali e riviste o video in tv.

Mano a mano che il video prosegue ci si rende sempre più conto della concezione distorta della bellezza, totalmente avulsa dalla realtà che, volenti o nolenti, si radica nelle nostre menti a causa di questo bombardamento mediatico. Insomma, ci vengono riproposti continuamente standard di bellezza impossibili da imitare, a noi e ai nostri figli che, soprattutto negli anni delicati dell’adolescenza, possono subire l’influenza negativa di tali sollecitazioni.

In questo scenario a dir poco inquietante, ci sentiamo di fare un plauso alla cantante Boggie, che ha deciso di rendere concretamente visibile la non veridicità delle immagini che siamo soliti vedere intorno a noi, restituendo dignità e valore alla vera bellezza, quella meravigliosamente imperfetta.

Guardate il video e giudicate voi stessi… non trovate che la trasformazione sia a dir poco sconvolgente?

E voi unimammae, non vi viene voglia di mostrarlo ai vostri figli, soprattutto se femmine?

Firma: Paola Giglio

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