Usa: presto in commercio un test per le disabilità intellettive nei neonati

CytoScan Dx Assay, è l’esame del sangue che analizza l’intero genoma dei neonati.

Si chiama CytoScan Dx Assay: sembra uno scioglilingua, ma è un test del sangue, presto in commercio negli Usa, che aiuta a trovare disabilità intellettive e ritardi nello sviluppo dei bambini appena nati.

A dare il via libera per la commercializzazione di questo prodotto è stata la Fda, Food and drug administration, che spiega come il test non sia altro che una analisi del sangue che esamina  l’intero genoma del bambino in un’unica volta, riscontrando alcune variazioni cromosomiche che possono causare disabilità.

Stando a ciò che dichiarano l’Accademia dei pediatri americani e il National Institutes of Health, il 2-3% dei neonati presenta forme di disabilità intellettiva e/o fisica; queste patologie sono spesso legate a variazioni cromosomiche, come ad esempio la sindrome di Down.

Alberto Gutierrez della Fda spiega come ‘Questo nuovo strumento può aiutare a identificare le possibili cause di ritardi nello sviluppo o disabilità intellettive nei bambini, consentendo a operatori e genitori di intervenire tempestivamente con le cure e il supporto appropriati’. Ad ogni modo, specificano dalla Fda, il test non va usato come unico strumento a scopo diagnostico, né per pre-impianto, diagnosi prenatale, screening sulla popolazione o per la rilevazione di anomalie genetiche o acquisite dopo la nascita; i suoi risultati inoltre vanno considerati unicamente insieme ad altri dati clinici e diagnostici da parte di medici esperti. Non è un incoraggiamento al fai da te insomma, ma uno strumento da usare secondo certi criteri.

Prudente inoltre nel prendere in considerazione questo nuovo mezzo diagnostico è il genetista Bruno Dallapiccola, del Bambin Gesù di Roma, che su Corriere.it afferma: non bisogna affidarsi ciecamente a indagini di questo tipo,  in quanto resta da scoprire una parte significativa dei meccanismi alla base della disabilità mentale, che perciò non vengono riconosciuti dai test.’

Voi care mamme cosa ne pensate? Usereste un test di questo tipo per verificare lo stato di salute dei vostri figli?

Firma: Paola Giglio

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