Perché il “vestito che cambia colore” è il miglior strumento di pace al mondo?

La foto del vestito di Caitlin McNeill apre la porta a riflessioni su come possano cambiare le prospettive su qualcosa e su come si possano esprimere pacificamente le proprie opinioni.

vestito di Caitlin McNeill


 

In questi giorni il web ha assistito a un curioso fenomeno che potremmo definire quasi un “esperimento sociale”, ovvero la circolazione della foto di un vestito che alcuni vedevano bianco e oro e altri nero e oro.

Tra scambi di opinioni, condivisioni e botta e risposta quello che ha prevalso è stato il fatto che ognuno ha espresso pacificamente la propria opinione.

Una blogger quindi ha colto l’occasione per fare di questo evento un momento di riflessione sul perché “il vestito della cantante scozzese Caitlin McNeill sia il miglior strumento di pace visto finora”.

Perché il vestito di Caitlin McNeill è uno strumento di pace?

Per trasmettere un concetto, una nozione, un buon maestro deve mostrare qualcosa di concreto, far toccare agli alunni qualcosa di vero per maturare un’idea. Se si parla di tenerezza, per esempio, perché non mettere in braccio ai ragazzi un bel cucciolo?

Una delle cose migliori non è convincere gli altri a guardare il mondo con la vostra prospettiva, ma a considerarlo in modo nuovo. Per questo non è esatta l’espressione “ti dico le cose come stanno” ma: “nessuno dice la cose come sono, ma come le vede ciascuno“.

Chi cerca davvero la verità vorrà condividere la propria prospettiva con qualcuno, sentire anche il suo parere, non sentirà il bisogno urgente di giudicare cosa è giusto e cosa è sbagliato, perché sa che entrambe possono essere vere.

Chi cerca la pace sa che non esiste una sola cosa, perché ci sono milioni di prospettive diverse su una cosa. Invece di preoccuparci di convincere gli altri a vedere ciò che ci circonda con il nostro metro di giudizio dovremmo spiegare come lo vediamo ed essere curiosi nei confronti delle altre prospettive.

Imparare dagli altri, rimanere aperti alle opinioni altrui è un modo fantastico di vivere secondo la blogger.

Sul lungo periodo poi ci si potrebbe accorgere che nessuno si era sbagliato: “magari semplicemente vediamo le cose in modo diverso. Magari non è una cosa tremenda questa, magari è magnifica, forse la tua esperienza con questo vestito è valida quanto la mia”.

Le figlie della blogger hanno subito applicato questa consapevolezza a un litigio che avevano appena avuto a proposito della stanza concludendo che forse avevano ragione entrambe e che semplicemente vedevano la situazione in modo diverso.

Anche su un vestito si possono compiere filosofiche riflessioni che includono il confronto e il guardare le cose mettendosi nel panni degli altri, quindi sviluppando empatia.

La blogger termina con una citazione di Rumi:

Out beyond ideas of wrongdoing and rightdoing, there is a field. I will meet you there”.

(Al di là delle idee sul modo giusto e quello sbagliato, c’è un campo e ti incontrerò là”).

Unimamme e voi cosa ne pensate di queste acute considerazioni sull’adottare prospettive diverse sui problemi e, mettendo da parte l’orgoglio, considerarle con una prospettiva più ampia?

Oltre al vestito di Caitlin McNeill apre la porta a riflessioni su come possano cambiare le prospettive su qualcosa e su come si possano esprimere pacificamente le proprie opinioni. si può applicare anche altrove?

 

(Fonte: Momastery.com)

Firma: Maria Sole Bosaia

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