ragazzo ucciso da un vaso
fonte foto: Il Messaggero/ altarino per Christian Giacomini

Una mamma cerca di mantenere vivo il ricordo degli figlio, morto a 13 anni per una disgrazia, ma qualche ignoto distrugge tutto.

Unimamme, oggi vi parliamo della lotta quotidiana di una mamma che, colpita dalla disgrazia più brutta per un genitore, desidera mantenere vivo il ricordo del figlio strappato alla vita appena adolescente.

Ragazzino di 13 anni muore per una disgrazia, i fiori in suo ricordo

Era il 10 settembre del 2012 quando, all’altezza del civico 197 in via Appia Nuova, a Roma, un vaso precipitato dal sesto piano di un palazzo ha colpito in testa il tredicenne Christian Giacomini. Il ragazzino stava camminando insieme alla mamma, Elisabetta, che si trovava qualche metro davanti a lui e si era fermata ad osservare una vetrina, quando è avvenuta la fatalità.

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fonte foto: Il Messaggero/ altarino per Christian Giacomini

La madre, vedendo la notevole quantità di sangue sparso sul marciapiede, si era messa a urlare disperata, richiamando i passanti e negozianti. Subito era arrivata l’ambulanza e Christian era stato trasportato in ospedale in codice rosso. Anche la mamma era stata portata in ospedale, sotto shock. Purtroppo le ferite causate dal vaso erano troppo gravi e il giovane era deceduto. I genitori avevano autorizzato l’espianto degli organi.

Da allora mamma Elisabetta, ogni giorno, lega a un palo una gerbera, un nastro rosa, il santino di una madonnina, una foto di Christian, un cuore, nel luogo dove è morto suo figlio.

Purtroppo c’è qualcuno che distrugge, sistematicamente, ogni notte, l’altarino che sia mamma Elisabetta, che amici e sconosciuti addobbano.

“Strappano tutto? E ogni volta lo faccio più bello” sostiene Elisabettaho perso un figlio. La mia famiglia ha scritto alla sindaca Raggi per chiedere di autorizzarne il ricordo in quel punto. Forse così finirà questa storia”.

Commercianti e abitanti della zona hanno notato l’accaduto e vorrebbero cogliere in flagrante il responsabile. Una commerciante sostiene di aver visto una donna strappare tutto con furia “stavo per metterle le mani addosso”. Ultimamente, invece, pare che il responsabile della distruzione sia un uomo. “Il problema è che esce tardi, forse quando va a buttare l’immondizia, comunque quando la gente è a casa e non pensa a mettersi di vedetta”. Alcuni infatti hanno preso particolarmente a cuore l’altarino di mamma Elisabetta e hanno provato a filmare il vandalo o a proporre soluzioni come le telecamere.

Un portiere, Saverio, aggiunge: “tutto quel che viene messo sul palo dura mezza giornata, quello lì esce di notte, strappa tutto, pure la foto della Madonnina e questo ha infastidito in tanti. Stiamo facendo la caccia per capire chi è. Christian? E chi se lo scorda: gli tenevo la testa quel maledetto giorno. Come si fa a non capire che per la mamma quel palo è una cosa viva, il figlio sta lì e che fastidio danno quei fiori? Non mi capacito di quanto si possa essere cattivi.”

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Elisabetta però mantiene un atteggiamento stoico davanti alla distruzione.“Come scrisse Christian in un tema alle medie, i sentimenti negativi portano solo infelicità. Alla fine tutti dobbiamo lasciare il mondo. Chi strappa le foto e butta i fiori di mio figlio si metta una mano sulla coscienza: se fosse stato al mio posto non avrebbe fatto lo steso? Non vado al cimitero, vado lì dove ho visto scorrere il sangue di Christian e finché vivrò continuerò a ricordarlo, lì in quel punto”.

Unimamme, voi avete qualche riflessione da condividere con noi su questa storia straziante del Messaggero? Noi speriamo che questa mamma ottenga dal Campidoglio l’attenzione che merita e che la condivisione di questo appella possa scoraggiare altri dal distruggere il ricordo di questo ragazzino.