Mamma perde il figlio e denuncia l’insensibilità del ginecologo che l’ha fatta partorire | FOTO
Mamma perde il figlio e denuncia l’insensibilità del ginecologo che l’ha fatta partorire | FOTO

Mamma perde il figlio e denuncia l’insensibilità del ginecologo che l’ha fatta partorire | FOTO

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Universomamma

Una mamma racconta la sua esperienza, con un figlio nato morto e un medico insensibile.

Unimamme, oggi vi parliamo della vicenda di una mamma che come tante altre coetanee coltivava il sogno della maternità, purtroppo ha avuto una fortissima delusione e ha dovuto affrontare un dramma personale.

Una ragazza che ha perso il figlio racconta la sua storia per diffondere consapevolezza

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Nel 2017 Kristal e il suo partner Diego, insieme da soli 6 mesi, hanno scoperto di attendere un bambino. Ecco come ha raccontato la sua storia. Sono scoppiata in lacrime, mi sono arrivate un milione di sensazioni e sono stata sopraffatta. Io e Diego parlavamo dell'” e se”, ma ora era realtà. Ero incinta. Da quando ero piccola sapevo di voler diventare una mamma. Scherzavo dicendo che ero sulla Terra per diventare una mamma nonostante non fossi eccitata quanto pensavo lo sarei stata il giorno in cui ho scoperto che ero incinta. Ero terrorizzata, preoccupata, impreparata.”

Dopo un controllo Kristal ha avuto la conferma che era incinta di 7 settimane. Così hanno iniziato a dirlo ai genitori. Quello a reagire peggio è stato il papà: “Non ho mai visto mio padre così triste e deluso in tutta la mia vita. Mi ha guardato con occhi acquosi ed è andato via. Ero confusa, non aveva detto niente.” Kristal viveva ancora con i genitori.

“Non sei da sola, non devi prendere nessuna decisione improvvisa riguardo a sposarti o trasferirti, noi siamo ancora i tuoi genitori e casa tua è ancora casa tua.” Le ha detto invece la madre. Kristal ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Dopo che Diego l’ha raccontato alla sua famiglia i due hanno deciso di dirlo a tutti, attraverso i social.

“Ho avuto una normalissima gravidanza, raramente ho vomitato, non avevo sintomi.” racconta Kristal.

In Aprile hanno scoperto il sesso del bambino: attendevano un maschietto. Il nostro Ian Max, eravamo al settimo cielo. Nonostante tutti chiedano un bambino sano, noi sapevamo di volere un maschio.

Un giorno Kristal ha sentito un dolore molto acuto allo stomaco. Vedendo che il dolore non passava ha chiamato la ginecologa. Quando si è recata da lei la ginecologa le ha detto che il piccolo stava bene, che si muoveva e che il ritmo del cuore era perfetto. Dal momento che Kristal avrebbe dovuto fare l’ecografia il giorno dopo la ginecologa le ha detto che avrebbero deciso il da farsi dopo l’ecografia. Mi ha detto che probabilmente stavo avendo dolori di crescita, visto che ero alla 21°settimana. Sono andata al lavoro, ma ho detto al mio capo che non mi sentivo bene e sono uscita prima”.

Kristal lavorava in un programma di dopo scuola ed era circondata da bambini tutto il giorno. Il giorno dopo però Kristal non appena alzata non si è sentita bene, così è rimasta a casa e ha continuato a dormire.

Questa è la parte della storia che mi rende più emotiva perché vorrei aver fatto le cose diversamente, vorrei essere andata dritta al pronto soccorso alle prime avvisaglie di dolore e vorrei aver ascoltato il mio istinto che mi diceva che qualcosa non andava.”

Alla fine il compagno, uscito dal lavoro, l’ha accompagnata al pronto soccorso. Una volta al pronto soccorso l’hanno sottoposta a monitoraggio. “Una donna è entrata per controllare Ian ed era: “ah si sta divertendo, sta saltando”. Il mio cuore era felice di sentire e vedere che il mio bambino stava bene. Ma quanto mi sbagliavo. Un’infermiera è poi entrata per chiedermi come mi sentivo, perché ero venuta, mi ha aperto le gambe, ha guardato e ha detto subito: “vado a chiamare un dottore”. Il dottore è arrivato, ha guardato e in quel momento il mio cuore si è spezzato in un milione di pezzi. Mi ha detto che le membrane della sacca dell’acqua sporgevano e che stavo già perdendo acqua.  (Ero tecnicamente già in travaglio, il dolore che sentivo erano contrazioni). L’acqua che a Ian serviva per sopravvivere, stava uscendo. Mi ha detto che la mia cervice si era aperta e che la placenta era venuta in contatto con il canale vaginale causando un’infezione”.

Le restavano due opzioni, a detto del medico:

  • affrettare la gravidanza
  • o lasciare che facesse tutto il corpo.

Io avevo il cuore spezzato, il mio cuore era dolorante, il mio mondo fatto a pezzi. Come ero passata dall’essere eccitata per essere arrivata a 21 settimane e vedere mio figlio crescere nella mia pancia al lasciare l’ospedale senza di lui? Ho guardato mia mamma e Diego che trattenevano le lacrime. Non volevo fare niente, volevo solo svegliarmi dall’incubo. Ho detto ai medici che avrei lasciato fare al mio corpo“.

Poco dopo ha dovuto partorire, ma già sapeva di aver perso il bambino . “Le persone al piano devono aver pensato che mi stavano uccidendo perché gridavo a squarciagola nelle sale e nella stanza. Mi hanno spostata su un altro letto, mi hanno alzato le gambe e tutto ciò che ricordo sono le luci accecanti e qualcuno che mi diceva: “spingi, continua a spingere, è quasi fuori” Dopo due spinte mi hanno chiesto se volevo tenerlo in braccio, ma io volevo prima far uscire la placenta. Ero sconvolta. Il ginecologo che ha fatto nascere Ian l’ha lasciato cadere quando è uscito e mi ha detto: “va bene, sei giovane, ne avrai altri, stai bene”. Come poteva dirmi che stavo bene quando avevo appena perso mio figlio? Non riuscivo a credere a ciò che era successo. Mia mamma credeva che sarebbe stato buttato via con la spazzatura visto il modo in cui il ginecologo aveva maneggiato Ian.”

Successivamente il bambino è stato dato alla mamma che ricorda così quel momento. “Quando mi hanno messo Ian tra le braccia ero innamorata, lui era perfetto. Somigliava al suo papà, aveva il naso e le labbra più tenere. Il suo corpo era lungo e magro come quello del suo papà. Io ero sconvolta, e piangevo, poi smettevo e ricominciavo. Tutto ciò che volevo era tenere in braccio il mio bambino”.

Il giorno seguente la ginecologa ha spiegato a Kristal cos’era successo. Aveva avuto una cervice incompetente, la placenta si era coperta di batteri e così il suo corpo aveva deciso.

L’infermiera ha preparato una scatola con tutte le cose di Ian e anche un calco delle mani e piedi del bimbo. Kristal ha potuto rimanere 2 giorni col bimbo. Oggi però Kristal dice:Il mio più grande rimpianto è di non aver scattato abbastanza foto, mi è piaciuto il tempo trascorso con lui, l’ho tenuto in braccio, l’ho baciato, ho toccato il suo faccino e le guance, ho dimenticato di scattare più foto”.

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Una volta tornati a casa Kristal e Diego hanno organizzato una commemorazione per il loro bambino dove hanno partecipato moltissime persone. “Ci manca ogni giorno mentre desidero che le cose siano andate diversamente so che Dio aveva più bisogno di lui di me. Piango per lui quasi ogni giorno ed è ironico il fatto che le persone mi dicono che sono forte perché mi sento debole senza di lui. So che Ian sa quando lo amo e mi manca, so che è nel mio cuore e mi dà conforto.”

“Questa è la mia storia, reale e cruda. Se qualcuno ha o sta sperimentando la perdita di un bimbo, un travaglio prematuro, un aborto spontaneo, non sentitevi soli. Spero che la storia del mio Ian Max aiuti e incoraggi altri a condividere la propria. Con amore, la mamma di Ian”.

Una storia triste che sottolinea sicuramente l’impreparazione di alcuni medici nell’affrontare il lutto perinatale, un problema di cui abbiamo altre volte parlato, ma è anche una storia che permette di parlare di un problema da molti sconosciuto: l’incontinenza cervicale, conosciuta anche come insufficienza cervicale.  Tale patologia è dovuta al fatto che il collo dell’utero o cervice è incapace di “tenere” una gravidanza fino al termine, per un difetto funzionale congenito o acquisito (ad esempio precedenti traumi). Ciò determina quindi un parto prematuro che è la principale causa di mortalità neonatale.

Unimamme, cosa ne pensate di questa storia raccontata da questa mamma su Love whatMatters e di questa patologia?