Unimamme, oggi vi raccontiamo la storia di una donna che ha trascorso 50 anni nell’attesa di poter stabilire un legame che era stato reciso molto tempo fa.

Una donna cerca le sue origini

La protagonista della vicenda ora è una professionista di mezza età con un marito e dei figli, che 50 anni fa è stata abbandonata alla nascita da una diciannovenne emiliana.

Il fatto di avere una data di nascita e di essere stata lasciata in un ospedale, subito dopo il parto, ha giocato a suo favore nel rintracciare la madre naturale.

Come saprete, di recente, la legge ha reso reale il “diritto di conoscere le proprie origini” tramite due sentenze rispettivamente della Corte Costituzionale e Cassazione.

Il procedimento non è semplice e non è detto che si abbia fortuna o che la controparte, dopo essersi rifatta una vita, abbia voglia di disseppellire il passato.

A ogni modo, per procedere, serve una richiesta formale al Tribunale dei Minori, poi bisogna inserire tutto ciò che si conosce del proprio passato.

Ad aver intrapreso questo difficile percorso sono 20 persone presso il Tribunale di Bologna. Grazie ai dati forniti dalla donna è emerso il nome di una giovane ragazza madre che, dopo aver partorito, aveva deciso di non riconoscere la figlia.

A influenzare la sua scelta c’era stata la pressione dei genitori e l’abbandono del padre della piccola.

Dopo qualche settimana però la giovane era tornata sui suoi passi, andando in cerca della figlia. La neonata però era già stata adottata da una coppia che non aveva figli.

La legge italiana dell’epoca non le consentiva di rintracciarla. La donna era quindi andata avanti con la sua vita, sposandosi, ma senza avere altri figli, dentro di sé però aveva la speranza di poter ritrovare la figlia.

Le due donne non si sono ancora riabbracciate, ma è probabile che questo accada presto.

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda raccontata su Repubblica?

Noi vi lasciamo con la storia di una mamma e una figlia data in adozione che si sono ritrovate dopo 53 anni.