Alberto Angela bocciatoAlberto Angela parla di quando è stato bocciato in 5 elementare.

Qualche tempo fa Piero Angela aveva raccontato che il figlio Alberto era stato bocciato in quinta elementare.

Come l’ho presa? Bene! Quando uno non fa bene deve essere punito! Gli bruciò molto, credo che gli abbia innescato una spirale virtuosa“ aveva commentato il saggio papà.

Più di recente, Alberto Angela, durante un’intervista riguardante la sua ultima fatica letteraria: Cleopatra. La regina che sfidò Roma, si è espresso su quel ricordo, precisando cosa è realmente accaduto.

Attenzione. Era una scuola molto rigida, non è che sono stato bocciato perché non studiavo. Era stato molto complicato, avevo fatto un esame e sono stato bocciato per un punto”.

Ora i due Angela collaborano insieme e, quando lo fanno, si chiamano per nome.

“Da quando abbiamo cominciato a lavorare insieme, tra noi c’è un rapporto tra colleghi, troverei fuori posto chiamarlo papà” ha spiegato Alberto Angela che ha impiegato solo due mesi e mezzo a scrivere il suo libro. Scriveva di notte e quando era a casa durante gli intervalli di Ulisse.

Cleopatra inoltre è stato dedicato ai suoi figli: Riccardo,  Alessandro e Edoardo, che di recente ha ottenuto l’attenzione della rete per la sua avvenenza.

A questo proposito ha dichiarato: “mi dispiace perché lui non è qualcuno che vuole esporsi, è una persona normale. Lì è il mondo che bussa alla porta, è un effetto collaterale dell’epoca in cui viviamo”.

A seguito dell’improvvisa notorietà sono stati aperti 40 falsi profili di Edoardo Angela, uno spiacevole episodio per il quale è partita un’azione legale per furto di identità.

Riguardo invece alla sua stessa notorietà e alle sue ammiratrici Alberto Angela aggiunge: “io non commento. Il Web è quello che è, e questo è uno dei suoi volti. Sui social viaggia molta emotività”.

Unimamme, la vicenda della famiglia Angela e della bocciatura del noto divulgatore scientifico che poi ha avuto una brillante carriera accademica ci possono fare riflettere sul fatto che non devono essere i voti a definire i nostri figli e sicuramente non determinano il loro destino. A tutti può capitare qualche intoppo durante il percorso, come accaduto ad Alberto Angela e non è detto che questi ostacoli non li aiutino a motivarli di più.

Unimamme, cosa ne pensate dell’intervista rilasciata al Corriere?

Noi vi lasciamo con il parere di un esperto: “cari mamma e papà io non sono i voti che prendo a scuola”.