Terzo figlio: tutte le cose che le mamme smettono di fare

Tutte le cose che si smettono di fare quando arriva il terzo figlio, per sopravvivenza ma anche perché si impara dalle esperienze precedenti.

A me piacciono le famiglie numerose, mi sono sempre piaciute. Sarà che sono figlia unica e l’idea di avere più di un figlio l’ho desiderata da subito.

Dove andiamo in vacanza c’è una famiglia con 5 bambini: nonostante la confusione che inevitabilmente questo porta, per me è un modello a cui aspirare. Certo, non avendo aiuti non sarebbe semplice e dato che ho già due figlie, credo che un terzo bimbo potrebbe essere sufficiente.

Di solito si dice che più bambini si hanno e più quelli successivi al primo diventino indipendenti molto prima. Non so se sia vero, ma sicuramente con Vittoria eravamo già preparati quindi stiamo vivendo la sua crescita con molte meno ansie e questo si riflette anche in lei: probabilmente se avessi davvero 5 figli, l’ultimo saprebbe darsi il biberon da solo a pochi mesi.

Man mano che si acquista esperienza, ci si rende conto che ci sono delle cose che si sono compiute con il primo figlio che non si vogliono assolutamente ripetere, come racconta una mamma di tre figli Katie Bingham-Smith, sul sito Scary Mommy

Ecco ciò che non si fa più quando arriva il terzo figlio

1 – Si smette di dire alle persone di venire in ospedale per la nascita: mi ricordo che per Paola sono arrivati tantissimi parenti. Io non stavo bene, avevo avuto un parto difficile, in più avevo molte difficoltà ad allattare. La stanza era piccola e le persone sommate alla famiglia dell’altra mamma in camera rendevano l’aria irrespirabile. Senza contare che tutti vogliono tenere in braccio il bambino, ti chiedono come stai e tu devi fare finta di stare bene perché è così che deve essere. Con Vittoria – complice il fatto che nel frattempo ci siamo trasferiti – sono venuti mio papà e mia mamma, più una coppia di amici, oltre a mio marito. Una bellezza.

2 – Si smette di provare a fare tutto: una mamma cerca di essere sempre all’altezza del proprio compito, ma con tre figli è dura essere ugualmente presente per tutti e prestare la stessa attenzione. Per cui è meglio lasciar perdere la perfezione: se per poter sopravvivere si mettono i primi due figli davanti alla tv o se per pranzo si cucinano bastoncini di pesce surgelati, non ci si deve sentire in colpa.

3 – Si smette di dire alle persone di venire a casa: i primi tempi della nascita di un bambino, di solito, i parenti che non sono riusciti a venire in ospedale insistono per venire a trovarti a casa. Per buona educazione uno spesso accetta che arrivino, per cui tu – che magari non dormi da giorni – devi anche essere ospitale e preparare una torta o il the di benvenuto. Per sopravvivenza è meglio che questo non succeda: se le persone vogliono venire a casa, che aiutino con le pulizie o che tengano i bambini in modo che tu possa fare una doccia o un bel sonnellino.

4 – Si smette di dire “sì” tutto il tempo: una neomamma, soprattutto una mamma del terzo figlio, è stanca. Non ha bisogno di gente che la importuni; per cui sono bene accette – come dicevamo prima – le persone che la aiutano e che non sono un’ulteriore fonte di stress, ma anche con i bambini non si può essere sempre disponibili, perché è importante che imparino che la mamma non deve essere sempre a loro disposizione (e qui scattano i sensi di colpa, ma impariamo ad accettarli).

E voi unimamme cosa ne pensate? Concordate con questa mamma?

Intanto vi lasciamo con il post che parla dei buoni motivi per avere il terzo figlio. 

Firma: Valentina Colmi

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