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L’educatrice che aveva accompagnato Iuschra Gazi in gita, nel corso della quale la piccola è scomparsa, subirà un processo.

Unimamme, forse ricorderete tutte la vicenda che, l’estate scorsa, ha tenuto avvinta tutta l’Italia: la scomparsa di una bimba autistica, un’undicenne bengalese, Iuschra Gazi.

Bambina scomparsa sui monti: procedimento legale, ecco come avanza

La Procura di Brescia ha chiuso le indagini sulla scomparsa della piccola, avvenuta il 19 luglio scorso, in febbraio. Iuschra era in gita sull’Altopiano di Cariadeghe, a Serla, in provincia di Brescia, con l’associazione Fobap Onlus.

La piccola aveva la tendenza a scappare, cosa che aveva fatto anche quella giornata, prima dell’ultima, fatale volta.

Per giorni, speleologi, cani molecolari, droni, elicotteri, ecc… hanno cercato la bimba senza però trovarla.

Un testimone ha detto di averla vista correre via, anche una seconda persona, che però non è stata ritenuta altrettanto attendibile, ha detto questo.

In febbraio, come accennato, dopo 230 giorni dalla scomparsa, Iuschra è stata dichiarata morta. Su questa tragica conclusione non era stato d’accordo il padre della piccina, Mdliton Gazi, per il quale la figlia sarebbe stata rapita.

Nell’inchiesta per omicidio colposo l’unica indagata è Roberta Ratti, l’educatrice dell’associazione che aveva portato in gita la bambina.

Secondo l’inchiesta la donna avrebbe “avuto l’obbligo giuridico di garantire la salvaguardia della vita e l’incolumità fisica della minore”.

L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 26 settembre.

La famiglia di Iuschra è chiaramente distrutta dal dolore.
“Vorrei soltanto fosse ritrovata per poterla rivedere, per darle una degna sepoltura. La nostra vita è distrutta”.“

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda e del modo in cui si sono evolute le indagini di cui si parla su Fanpage?

Secondo voi è giusto che l’educatrice risponda legalmente di quanto avvenuto sui monti del Serla?

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