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Bambino di 2 anni ustionato è guarito grazie a una tecnica innovativa (FOTO)

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Unimamme, oggi vi parliamo della storia di un bambino e dell’incredibile modo in cui è guarito da una bruttissima avventura.

Un bambino ustionato è guarito: ecco come

Quando aveva 2 anni Zed Merrick si è rovesciato addosso una tazza di thé bollente causandosi un’ustione di 2° grado.

Le urla del bimbo riecheggiano ancora nelle orecchie della mamma, Nicky: quando l’abbiamo sentito gridare l’adrenalina ha preso il sopravvento, io gli ho tirato una brocca di acqua fredda sul suo petto, gli abbiamo tolto la t shirt dove l’ho messo sotto il getto dell’acqua fredda”.

La mamma ha dichiarato che l’avevano avvolto in asciugamani bagnati, lei indossava un giubbotto lanuginoso e ricorda che la lanugine era rimasta attaccata sul petto del bimbo.

In ospedale i medici hanno detto che Zed aveva una bruciatura spessa e profonda, chiamata anche ustione di secondo grado.

La madre del bimbo temeva che gli sarebbero rimaste le cicatrici per la vita.

“Era come un animale tra le mie braccia, si divincolava e gridava, l’ustione era orribile da vedere”.

Per fortuna era disponibile un nuovo trattamento chiamato ReCell.

Si tratta di una cura che si usa per le ustioni di grandi e piccoli ma non è disponibile in tutti gli ospedali del Regno Unito. Il trattamento viene applicato in aree dove altrimenti ci sarebbero vaste cicatrici o che richiederebbero innesti cutanei, grazie a questa cura invece si riducono i rischi di cicatrici.

Prima dell’applicazione viene rimosso il tessuto morto della pelle poi viene applicata la cura ReCell e, in 20 minuti, lo spray liquido da pelle chiamato sospensione rigenerativa epiteliale viene creata.

Tutta l’operazione ha richiesto, in tutto, 45 minuti.

Dopo 4 giorni, quando il bendaggio è stato cambiato, i medici hanno notato che la pelle stava guarendo brillantemente.

Dopo 9 mesi di trattamenti Zed era guarito e le cicatrici erano virtualmente invisibili.

Come ricorda il dottor Rawlins, che ha avuto in cura il bimbo, sul Daily Mail: “la cura è stata un successo, io riesco ancora a vedere tenui segni sul petto ma la maggior parte delle persone non vedrà nulla.”

Utilizzando un piccolo prelievo autologo si riesce a coprire ben 360 cm. di cute lesa in un tempo estremamente breve: 7 giorni avendo quindi una ripresa più veloce e una minor sofferenza del paziente, come si legge su Adnkronos.

“L’utilizzazione della sospensione di cellule epidermiche e’ una metodica che si e’ sviluppata in diversi PaesiPer esempio nel trattamento della vitiligine si e’ visto che effettivamente e’ un approccio terapeutico valido, se viene pero’ correttamente valutato e selezionato il paziente a cui effettuare il trapianto” dichiara Mauro Picardo, responsabile del Laboratorio di fisopatologia cutanea dell’Istituto dermatologico San Gallicano Irccs di Roma .

Infine una tecnica come quella di ReCell consente anche l’utilizzo in ambulatorio senza dover avere alle spalle un laboratorio che effettui le preparazioni, inoltre i tempi, la temperatura e la quantità di sostanze che servono per isolare le cellule ne facilitano la reperibilità.

La  mamma Nicky infine aggiunge che, a distanza di anni: ” a mio figlio piace nuotare e non ha timore a togliersi la parte superiore”. 

La tecnica utilizzata su Zed era già disponibile da diversi anni ma pare che questo bambino sia stato il primo paziente più giovane a usufruirne.

Dietro questo innovativo trattamento c’è l’opera di un medico: Fiona Wood, come si legge su Vice. 

La donna aveva cominciato ad elaborare la cura verso la fine degli anni Novanta, ma è stato solo nel 2002 che la comunità medica ne ha preso nota.

Nel 2002 un gruppo fondamentalista islamico ha fatto detonare due bombe a Bali causando 200 morti e moltissimi feriti. La maggior parte dei feriti aveva gravi ustioni. In quell’occasione la dottoressa Wood ha provato ReCell sul quale alcuni medici erano ancora molto scettici.

In quell’ospedale le persone curate furono quelle con meno cicatrici da ustioni. In seguito la dottoressa Wood insieme al partner Stoner hanno messo in commercio il prodotto.

“Noi dobbiamo credere di vivere in un ambiente con la capacità di un genio. Per condurre l’innovazione, per salvare vite”.

Unimamme, cosa ne pensate di questa storia?

Noi vi lasciamo con la storia di una bambina vittima di un banale incidente ma dalle gravi conseguenze.


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