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Bellezza autentica: per chi è madre di bambine è bene parlare loro della loro vera bellezza prima che lo facciano le pubblicità. 

Io ho due figlie, Paola che ha quasi 5 anni, e Vittoria, che ne ha quasi 3. Quando guardiamo i cartoni animati, tra una puntata e l’altra capita che ci siano delle pubblicità. Molte sono rivolte a ragazzine più grandi – che poi il più grandi è relativo – e sicuramente le mie bimbe ne sono in qualche maniera affascinate. In queste pubblicità si mostrano delle piccole donne intente a cambiare smalti, a trovare la migliore pettinatura, a capire quale sia la scarpa migliore. Non mi pare di aver mai visto una pubblicità con le bambine che studiano matematica o che usano un banco da lavoro giocattolo.

Senza fare troppo populismo, è vero che l’immagine che viene data delle bambine è quella di piacere, fino da piccolissime. Come se coltivare l’intelligenza fosse una cosa da maschi. Perché? Perché le bambine devono essere instradate su un percorso che non è l’unico possibile, come invece pare?

La risposta si trova ovviamente nell’industria dei giochi per l’infanzia, che cercano di vendere i loro prodotti infarcendoli di rosa e di stupidità. Chiariamoci: io non sono contraria che le mie figlie giochino con i trucchi  o con gli smalti finché si tratta di un gioco. Non voglio che imparino che la loro bellezza dipenda dal colore dello smalto o dai vestiti che indossano. Soprattutto quando saranno adolescenti, quando le mie parole non avranno più tanto peso perché sarà la forza del gruppo ad avere la meglio.

Le mie bambine – ma come tutte le bambine – devono poter avere un’infanzia da bimbe non da piccole adulte, non a imitare dei comportamenti che non hanno alcun senso. Dobbiamo essere noi genitori a far vedere loro che cos’è la vera beatitudine della vita, attraverso le gite fuori, le corse in bici, i fiori.

E voi unimamme cosa ne pensate? Intanto vi lasciamo con il post che parla di trucchi per bambine tossici: l’allarme del Ministero della Salute.