mamma condivide la sua esperienza
Liz Mannegren e il suo bambino (MommyMannegren/Facebook)

La vicenda drammatica ma a lieto fine di una giovane mamma che ha voluto condividere la sua esperienza su Facebook, traendone un insegnamento per se stessa ma anche per le altre mamme.

Un episodio emblematico di tutte le pressioni a cui sono solitamente soggette le mamme e i compiti gravosi che non sempre riescono a portare a termine alla perfezione.

Questa vicenda vuole essere di esempio per tutte le mamme e vuole essere anche un incoraggiamento: non farsi troppi problemi, non sentirsi in colpa se non si riesce a fare tutto per bene e neanche quando si commettono degli errori.

Una mamma racconta come ha fatto cadere il figlio che si è fratturato il cranio

La storia di Liz Mannegren è impressionante a sentirsela raccontare, eppure comune a tante mamme. Come sappiamo gli incidenti domestici, purtroppo, accadono e anche alle mamme migliori del mondo può succedere di fare inavvertitamente del male al proprio amato bambino, ad esempio quando scivola via dalle braccia e cade per terra. Questo è quello che è accaduto a Liz in una mattina indaffarata mentre stava portava in braccio il figlioletto da una stanza all’altra.

Il bambino le è caduto dalle braccia e quando la mamma lo ha portato al pronto soccorso, al piccolo è stata diagnosticata una frattura del cranio. Un incidente molto serio, per fortuna poi superato. Il bambino è guarito e ora sta bene.

L’episodio risale a oltre due anni fa, ma è stato solo recentemente che Liz ha voluto rendere pubblica questa vicenda, raccontandola sulla sua pagina Facebook MommyMannegren.

L’intenzione della giovane mamma non è stata tanto quella di sfogarsi, quanto piuttosto quella di condividere un’esperienza drammatica per dimostrare che non esistono mamme perfette e che tutte, pur essendo delle mamme amorevoli e attente, possono sbagliare. Quindi non bisogna lasciarsi travolgere dal senso di colpa.

(MommyMannegren/Facebook)

 

Nel suo lungo post su Facebook Liz ha scritto:

Oggi è un anniversario doloroso da ricordare. Due anni fa ho fatto cadere il mio bambino e lui si è fratturato il cranio.

Quel giorno era iniziato come uno qualunque: pieno di cereali per la colazione, giocattoli da dentizione e pigri spuntini mattutini sul divano. Ho preso in braccio mio figlio, per portalo dal salotto alla cucina, come avevo fatto mille di volte prima e come avrei fatto mille volte dopo. In quel momento è successo.

Con tutta la forza e la velocità di un piccolo acrobata, mio figlio è scivolato all’indietro via dalle mie braccia ed è finito sul pavimento. In pochi secondi, un giorno perfettamente normale si è trasformato in un incubo assoluto.

Forse sapete di cosa sto parlando. La maggior parte di noi ha avuto almeno uno di quei giorni nella propri vita: un giorno in cui il tuo mondo ti crolla addosso, investendoti all’improvviso con la sua ferocia. Un giorno in cui guardi indietro e semplicemente ti chiedi “Come è potuto accadere?”

Siamo corsi al pronto soccorso con un bambino che piangeva e questa mamma in lacrime. Quando un piccolo gruppo di medici dell’ospedale si è radunato attorno a mio figlio e l’infermiera ci ha rassicurato di aver visto questi incidenti di continuo. “Mi è caduto il mio bambino una volta”, ha detto con un sorriso comprensivo, “tranne che l’ho fatto cadere sul cemento di un parcheggio”.

Quell’infermiera mi aveva dato un’occhiata e aveva visto il peso schiacciante della colpa di una mamma che faticavo a portare. Mentre c’era una piccola dose di conforto nel fatto che io non fossi la prima mamma a lasciar cadere il suo bambino, non alleviava i sentimenti di fallimento che mi stavano travolgendo. A peggiorare la situazione, quando i medici hanno chiesto una radiografia, hanno scoperto la ferita che avevo più temuto: una frattura del cranio.

Ero arrabbiata con me stessa per aver permesso che questo accadesse, per non averlo in qualche modo prevenuto afferrando mio figlio. Il mio bambino di era fidato di me per essere protetto e tenuto lontano dal pericolo, e io lo avevo letteralmente deluso.

Mi sentivo la madre peggiore del mondo.

La maternità è piena di lezioni difficili, e questa è stata particolarmente dura.

Per quanto proviamo, non possiamo proteggere i nostri figli da tutto. Ci saranno giorni in cui non saremo all’altezza. Giorni in cui i nostri sentimenti di fallimento e di colpa cresceranno sui momenti imperfetti. Giorni in cui la vita è difficile e complicata. Giorni in cui ci sentiremo inadeguati e a pezzi. Giorni in cui i nostri baci non sono abbastanza forti da cancellare i dolori e le ferite dei nostri bambini.

Oggi potremmo sentirci come un fallimento di madre, ma noi siamo di più dei nostri brutti giorni.

Questi giorni miserabili, angoscianti, completamente terribili servono come dei promemoria non troppo gentili per assaporare la vita. Gli incidenti accadono. La vita è fragile. Sono momenti come questi che ci ricordano di non dare mai questi giorni per scontati, ma di immergersi in ogni coccola, ogni respiro e ogni risata preziosa.

Sono momenti come questi che ci ricordano di non prendere mai questi giorni per scontati, ma di immergersi in ogni coccole, ogni respiro e ogni risata preziosa.

La maternità non è definita da una sola singola azione, ma piuttosto dal tutto. Mi guardo e vedo una donna che non è riuscita a prendere suo figlio in tempo. Mio figlio mi guarda e vede “mamma” – quella che lo consola e lo trattiene quando cade.

Quindi a tutte le madri alle prese con un bruto giorno e alle madri che combattono contro sentimenti di inadeguatezza e ineluttabile senso di colpa da mamma, tu sei PIÙ di oggi.

Oggi non definisce la tua maternità.

Oggi può essere orribile, ma NON significa che tu lo sia.

Quando le mamme non vengono sottoposte a pressioni dall’esterno – altre mamme, suocere ecc. – tendono spesso a crearsi delle pressioni da sole. Il desiderio di dare il meglio ai propri bambini e una società che trasmette modelli troppo esigenti di perfezione contribuiscono a mandare le mamme in crisi, con il rischio di fare peggio e non vivere la maternità con la giusta serenità per se stesse e i loro figli.

Persone come Liz Mannegren hanno deciso di ribellarsi a tutto questo, portando la loro esperienza di vita.

Liz Mannegren e il suo bambino (MommyMannegren/Facebook)

Liz e il figlio oggi, due anni dopo l’incidente.

(MommyMannegren/Facebook)

Che ne pensate di questa testimonianza unimamme? Vi ha colpito?

Sulle mamme che non possono essere perfette vi ricordiamo il nostro recente articolo: “Ho bisogno di te”: la commovente richiesta di aiuto di una mamma al marito