Caos vaccini e inizio scuola: bambini rifiutati, mamme chiamano i carabinieri

caos vaccini

Come era prevedibile, con l’inizio della scuola e l’apertura degli asili sono arrivati i problemi con i certificati sulle vaccinazioni obbligatorie. Il termine ultimo di presentazione della documentazione richiesta dalla legge per i bambini iscritti all’asilo o alla scuola d’infanzia era ieri, lunedì 11 settembre.

In base alle nuove norme della legge sui vaccini obbligatori chi non ha presentato la documentazione, che attesti l’avvenuta vaccinazione o la richiesta alla Asl, non può portare i bambini all’asilo. La presentazione dei documenti infatti è necessaria per l’accesso alle scuole e ai servizi per l’infanzia.

In diverse parti d’Italia, i genitori no vax più intransigenti hanno portato lo stesso i figli all’asilo anche senza aver presentare i documenti. All’ingresso delle strutture si sono verificati attimi di tensione.

Caos Vaccini: mamme di bimbi non vaccinati chiamano i carabinieri

Prima in provincia di Udine, poi a Milano, è scoppiato il caos vaccini, o meglio il caos per la presentazione della documentazione richiesta dalla legge. Nonostante i Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione abbiano introdotto l’autocertificazione per agevolare le famiglie nella presentazione della documentazione che attesti l’avvenuta vaccinazione dei figli o almeno la richiesta di un appuntamento presso la Asl per vaccinarli.

Oggi in un asilo in centro a Milano un genitore ha chiamato i carabinieri quando si è visto rifiutare dalla preside l’ingresso del figlio perché non vaccinato. Il genitore, convinto no vax, non aveva fatto vaccinare il figlioletto e non aveva presentato alla scuola la documentazione richiesta.

Non essendo stata presentata la documentazione entro la scadenza di legge, nemmeno per una eventuale richiesta di vaccinazione, il bambino non poteva entrare all’asilo. Il genitore però si è presentato lo stesso a scuola e quando la preside si è rifiutata di far entrare il bambino, il genitore ha chiamato i carabinieri.

Quando i militari sono arrivati la preside li ha fatti entrare per accertare che tutto fosse in regola. Dopo un’ora i carabinieri sono usciti dagli uffici della scuola d’infanzia e non hanno potuto fare altro che accertare la mancata presentazione della documentazione richiesta dalla legge cui vaccini e quindi la mancanza dei requisiti per poter far entrare il bambino all’asilo. Il piccolo così è rimasto fuori.

I genitori però non si arrendono. “Siamo obiettori, non firmeremo mai dei documenti per vaccinare nostro figlio”, hanno detto, come riportato dal Corriere della Sera.

Nel frattempo, la preside dell’asilo ha stilato un verbale sull’accaduto, da inviare al Comune e alla Regione. Mentre i genitori no vax del bambino escluso dall’asilo, stanno pensando di fare ricorso al Tar.

Questo non è stato l’unico caso di opposizione alla legge: tre famiglie milanesi hanno presentato denuncia contro tre istituti scolastici per possibile violazione della privacy.

In Lombardia, su 33mila bambini iscritti agli asili nidi e alle scuole materne, oltre tremila non hanno presentato i certificati sulle vaccinazioni. I loro genitori non hanno consegnato né i documenti che attestano l’effettuazione di 10 vaccini obbligatori (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae B, morbillo, rosolia, parotite e varicella per chi non l’ha già fatta) né la richiesta  o l’autocertificazione della richiesta di appuntamento per eseguire i mancanti. Secondo la legge, tutti questi bambini non possono essere ammessi all’asilo. Si tratta del 10% dei bambini iscritti.

A fronte di questi problemi, però, ci sono anche delle storie che si concludono in modo positivo. Catia Borriello, alla guida dei Centri di vaccinazione di Milano e mamma di due bambini, ha spiegato come è riuscita a convincere fino a 500 genitori che erano scettici sui vaccini. La dottoressa ha spiegato di essere riuscita a convincere i genitori con il dialogo e la comprensione. I genitori non vanno mai giudicati, ha detto al Corriere della Sera. “I dubbi dei genitori vanno rispettati, le loro paure comprese”.

La dottoressa nel corso della sua carriera ha avuto almeno 500 colloqui con genitori preoccupati di vaccinare i propri figli. Finora è sempre riuscita a convincerli. Secondo Catia Borriello “servono umanità e comprensionee aggiungePer convincere i genitori no vax bisogna instaurare una relazione con loro.

Catia Borriello è il medico che dovrà chiamare a colloquio i genitori che si sono rifiutati di vaccinare i figli e non hanno presentato la documentazione richiesta per frequentare la scuola. Al momento i genitori di bambini iscritti ai nidi e alle scuole d’infanzia, perché per la scuola dell’obbligo c’è tempo fino al 31 ottobre. Le famiglie inadempienti Alle famiglie riceveranno a casa una lettera con la data per il colloquio.

L’approccio della dottoressa comunque sarà comprensivo e disponibile. Ai genitori più apprensivi saranno proposti percorsi personalizzati:

  • a chi vuole aspettare il primo anno di vita del figlio per vaccinarlo verrà data la possibilità di farlo;
  • chi è terrorizzato dal rischio di choc anafilattico potrà far vaccinare il figlio in ospedale alla presenza di un rianimatore e di un pediatra;
  • a chi è preoccupato per i problemi di salute del figlio verrà offerta un’ analisi approfondita delle sue condizioni cliniche alla presenza di immunologi e allergologi.

La dottoressa è fiduciosa: “Parleremo con i genitori e instaureremo con loro un rapporto di rispetto reciproco. “Bisogna trovare soluzioni mirate senza essere troppo rigidi»”, ha aggiunto. Catia Borriello ha raccontato il caso di una mamma che non voleva vaccinare assolutamente i suoi bambini, ma che alla fine è riuscita a convincere. “Il giorno in cui ho vaccinato i suoi bimbi mi ha abbracciato“, ha detto.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Firma: valeria bellagamba

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