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Chicco: “Fate l’amore e fate figli”, ma lo spot finisce nella bufera (VIDEO)

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Spot chicco

Il nuovo spot della Chicco che incita un nuovo baby boom legandosi al fallimento dell’Italia ai Mondiali ha fatto infuriare i consumatori che lo definiscono “fascista”.

Non sarà il 1982 o il 2006, ma anche quest’anno le notti possono ancora diventare magiche” scrive Chicco su Facebook per presentare il suo nuovo spot. Nel video, la nota azienda di prodotti per l’infanzia gioca sulla correlazione tra la passione per il calcio tutta italiana e quella per la famiglia.

Chicco: lo spot che incita gli italiani a fare l’amore

2018: per la prima volta in 60 anni l’Italia Non gioca il mondiale. Una tragedia – racconta la voce fuori campo – la grande Azzurra, conquistatrice di 4 mondiali! Ogni goal, ogni urlo di allegria, ogni mondiale vinto, per finire sempre con un baby boom, un’esplosione puntuale dell’indice di natalità, una pioggia di neonati che ci ha allagato di ottimismo facendo dell’Italia una nazione straordinaria”.

Oggi però la realtà è diversa – continua lo speaker – e la soluzione ovvia: facciamo un altro baby boom! Abbiamo bisogno di bambini! Migliaia, milioni, trilioni di bambini! Bambini che ci aiuteranno a crescere, portando l’Italia dove è giusto che stia. Facciamolo per l’Italia! Facciamolo tutti, l’uno con l’altro, sommiamoci, moltiplichiamoci fino all’infinito. Facciamolo per amore, o semplicemente per il piacere di farlo. Facciamolo ovunque, dovunque e comunque sia, ma facciamolo”.

Facciamolo per l’Italia. Perché in questo mondiale i goal li segnamo noi” è la conclusione.

Lo spot Chicco è fascista? I consumatori insorgono

Un messaggio che però non è stato gradito da tutti i consumatori. Tra applausi e complimenti, infatti, ben presto sono comparse le prime polemiche e i primi paragoni: ”Se Mussolini fosse vivo farebbe creare una pubblicità esattamente come questa”, “Salvini ha detto che se il primogenito lo chiamiamo Matteo ci dà 500 euro e una medaglia per ogni figlio che diamo alla patria… o era mussolini?”, “Avete assunto Mussolini come responsabile marketing?”, “Questa pubblicità in stile Ventennio potevate risparmiarvela”.

In molti, poi, si sono sentiti offesi dallo spot, chiarendo che molte coppie oggi non fanno figli non certo per egoismo ma perché la società non viene loro incontro: “La natalità in Italia è bassa perché sono pochi i trentenni non precari”, “Avete insultato parecchi giovani, con questo spot. Tutti coloro che non possono permettersi un figlio e sono tanti“, “Se potessi, farei 2, 3, 10 figli, ma…non credo me li crescerebbe o mi darebbe una mano a livello economico l’azienda Chicco“.

L’azienda ha cercato di rispondere a tutti, chiedendo di prendere lo spot con maggiore leggerezza (“l’amore è la condizione necessaria per avere un bambino. Si può parlarne con un po’ di leggerezza!”), assicurando che non nasconde alcuna ideologia fascista (“nel ventennio non si parlava di amore in questo modo. Lo spot parla delle coppie e del loro rapporto, senza troppi tabù“) e chiarendo di essere consapevole dei problemi che spingono molte coppie oggi a rimandare o rinunciare all’idea di avere figli (“siamo consapevoli delle difficoltà che possono esserci in ogni coppia e siamo vicini a chi vive situazioni complesse“).

E voi Unimamme che ne pensate di questo spot? Che effetto vi ha fatto?


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