(Foto: Daniele Pezzati / Facebook)

Il messaggio di un chirurgo su Facebook: fiero del trapianto a Capodanno, ma stanco dei politici incompetenti a gestire la sanità.

C’è un altro messaggio di Capodanno diventato virale e da tenere in considerazione, oltre a quello del Presidente della Repubblica, ed è quello di un medico chirurgo di Pisa che ha raccontato su Facebook le gioie e le fatiche del suo lavoro durante le feste, con un richiamo forte alla politica.

Trapianto a Capodanno: chirurgo fiero ma stanco

Daniele Pezzati è un chirurgo dell’Unità operativa di chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, un centro d’eccellenza per i trapianti in Italia. Il medico svolge un lavoro molto impegnativo e di grande responsabilità che non sempre viene adeguatamente riconosciuto nel nostro Paese.

Tutti conosciamo il sovraccarico di lavoro per medici e infermieri negli ospedali italiani, costretti a turni massacranti e a fare i salti mortali, in una Sanità che non assume più o lo fa molto raramente. Pertanto, mentre il bisogno di personale medico è una realtà ormai consolidata e destinata ad aggravarsi nei prossimi anni con i pensionamenti in arrivo, la politica rimane al palo e la carenza di medici per il futuro rischia di diventare un’emergenza nazionale seria.

Nel frattempo, quelli in servizio svolgono un lavoro enorme, con una dedizione encomiabile e un impegno che spesso va oltre a quello richiesto: turni prolungati, straordinari, centinaia di ore di lavoro notturno, solo alcuni esempi. Un lavoro di cui non sempre la politica nazionale e locale sembra accorgersi, anzi alle volte purtroppo ci mette pure  i bastoni tra le ruote.

Più o meno è questo il senso del messaggio del del chirurgo Pezzati, orgoglioso del suo lavoro ma allo stesso tempo rammaricato per dover trascorrere tanto tempo lontano dalla famiglia, anche durante le feste natalizie, e soprattutto stanco di una politica che non comprende l’immane lavoro dei medici che lavorano nei reparti più impegnativi, come i centri per i trapianti, e spesso non è nemmeno adeguatamente formata ad occuparsi di sanità.

Daniele Pezzati ha scritto il suo sfogo su Facebook, pubblicandolo nel primo pomeriggio del 31 dicembre scorso, dopo una notte trascorsa ad effettuare un trapianto di fegato, lasciando il figlioletto a casa deluso perché il padre doveva andare al lavoro, e già pronto ad un altro intervento chirurgico in programma proprio la notte di Capodanno. Il dottor Pezzati ha manifestato il suo dispiacere per dover stare lontano da casa e dai suoi cari anche durante la sera del 31 dicembre, quando tutti festeggiano il capodanno, ma allo stesso tempo ha espresso anche l’orgoglio per la sua professione, l’impegno che richiede e gli obiettivi ambiziosi da perseguire. Una grande passione nella quale è sostenuto dalla famiglia. Non invece da quella politica che lo “spremono come un limone” e che il medico invita a provare a svolgere il suo lavoro.

La notte tra il 30 e il 31 dicembre, come racconta nel suo post su Facebook il chirurgo, il centro trapianti di Pisa ha eseguito il  suo 160esimo trapianto di fegato dall’inizio dell’anno, un altro record italiano. Mentre lo scorso maggio, il centro d’eccellenza ha festeggiato i 22 anni di attività con il raggiungimento di duemila trapianti. L’intervento delle prime ore del 31 dicembre non è stato, però, l’ultimo, come spiega il dottor Pezzati nel suo post, in giornata i medici sono partiti per andare a prelevare un altro fegato per il trapianto numero 161. Un intervento a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, con un impegno instancabile.

Nonostante tutto questo lavoro, il centro trapianti di Pisa rischia il depotenziamento. Infatti, l’ultima relazione del Centro nazionale trapianti ha assegnato un voto appena sufficiente al centro pisano, un giudizio che farebbe pensare all’intenzione di voler favorire il l’apertura di un altro centro trapianti all’ospedale Careggi di Firenze. Come scrive Pezzati nel suo post.

Stanotte a lavoro abbiamo eseguito il trapianto di fegato numero 160 dall’inizio dell’anno.
Si tratta di un record per il centro di Pisa e l’ennesimo primato italiano.
Purtroppo non c’è stato tempo di festeggiare se non con un rapido caffè perché siamo ripartiti subito per prelevare un altro fegato per il trapianto 161…
Tutto ciò in barba a chi ci ha denigrato sui giornali ed ai piani alti della politica che cercano disperatamente una scusa per depotenziarci ed aprire un (inutile) ulteriore centro a Firenze. Tutta gente che, mentre facevo oltre cento notti di lavoro nel 2018, 700 ore di lavoro notturno, migliaia di km in auto aereo ed elicottero per andare a prelevare organi, dormiva comodamente nel proprio letto salvo poi riempirsi la bocca con i risultati miei e dei miei colleghi.
A volte vorrei dire a questa gente di venire a farseli i trapianti così io potrò passare le domeniche, Ferragosto, Natale, capodanno con i miei figli e fare il “posto fisso “ alla Checco Zalone con 6.20 ore al giorno e stop.
Ieri sera mio figlio Federico era triste perché non giocavo con lui e me ne andavo a lavoro. Io più triste di lui gli ho risposto che dovevo aiutare un tato che stava male. Non sa cosa vuol dire ma dice con fierezza che il suo babbo fa i trapianti e lo vuole fare pure lui.
Sono fiero di ciò che faccio ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il sacrificio che costa fare ciò che faccio.
Posso solo ringraziare mia moglie e i miei figli per sopportare un marito/padre assente perenne per una insana passione.
Faccio a tutti gli auguri di buon anno perché stasera sarò troppo impegnato per farli: stranamente devo andare al lavoro
“.

Il post del medico è diventato virale, ottenendo oltre 35mila “mi piace” su Facebook e 13.400 condivisioni.

Che ne pensate unimamme? Siete d’accordo con il medico?

Il post del medico di Pisa è stato segnalato dalla Ministra della Salute Giulia Grillo sui suoi profili social insieme ad altri articoli sull’impegno dei medici per salvare vite in questi giorni di festa. La ministra ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro dei medici scrivendo a caratteri cubitali “orgogliosa di voi”, più sotto: “Questa è la sanità che dobbiamo difendere“, tuttavia non risponde nel merito alla questione sollevata dal medico pisano.

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