condivisione tra fratelli

Quello di cui vi parliamo qui sembra andare contro tutto ciò che abbiamo sempre saputo e che abbiamo sempre cercato di insegnare ai nostri figli. Cerchiamo di capire quali sono le teorie alla base di questo movimento d’opinione che ritiene che insegnare ai bambini a condividere con gli altri le cose sia sbagliato e controproducente.

Condivisione tra fratelli: perché è sbagliata

Noi abbiamo sempre cercato di insegnare ai bambini a giocare bene insieme agli altri e a condividere i giocattoli senza pretendere di averne l’esclusività. La dottoressa Laura Markham, autrice del libro “Genitori tranquilli, fratelli felici” sostiene una tesi molto particolare: “Forzare i bambini a condividere non insegna la lezione che vorremmo impartire loro. Infatti è sbagliato convincere i bambini che è giusto interrompere ciò che stanno facendo per dare qualcosa ad un altro bambino solo perché lui lo chiede”.

Secondo la dottoressa forzare la condivisione insegna le seguenti cose sbagliate ai bambini:

  • Se piango e urlo abbastanza forte ottengo ciò che voglio anche se in quel momento ce l’ha qualcun altro.
  • I genitori decidono arbitrariamente chi ha cosa in base a quanto forte reclamo quella cosa.
  • Io e mio fratello siamo in continua competizione per prendere ciò di cui abbiamo bisogno.
  • Devo essere avaro per ottenere ciò che voglio.
  • Devo giocare velocemente e sbrigarmi perché potrei dover cedere il mio gioco in qualsiasi momento

Inoltre sempre secondo le tesi della dottoressa Markham i bambini entrano in una specie di circolo vizioso per cui pensano che chi grida di più ha la meglio e quindi ogni volta grideranno un po’ di più e faranno ancora più scene con l’intento di accaparrarsi il gioco o l’oggetto in questione.

Ma qual è la soluzione che propone la Markham? Secondo lei bisogna incoraggiare l’autoregolamentarsi dei bimbi che possono organizzare autonomamente dei turni per l’utilizzo dei giocattoli. A quel punto possono cedere il gioco molto più gioiosamente quando il loro turno è finito. Solo così possono provare davvero la soddisfazione della condivisione con gli altri senza alcuna forzatura.

Ecco quello che dovrebbero imparare seguendo questo metodo:

  • Posso chiedere di avere una cosa. Talvolta è il mio turno e l’avrò subito, talvolta dovrò aspettare un pochino che tocchi a me.
  • Posso anche piangere, non c’è problema. Questo però non mi farà ottenere il gioco
  • Non posso avere tutto ciò che voglio.
  • Mentre aspetto il mio turno posso usare un altro gioco e divertirmi lo stesso. Così l’attesa sarà ancora più bella.
  • Tutti i miei amici o mio fratello devono rispettare i turni e tutti giocheranno con quel gioco prima o poi.
  • Posso giocare tranquillo senza l’ansia che qualcuno mi tolga il gioco perché mio fratello sta piangendo disperatamente.

La conclusione secondo la dottoressa Markham è quella di avere un bambino che impara ad avere pazienza e che può fare buon uso di queste situazioni in altri momenti della sua vita futura.

E voi unimamme cosa ne pensate?

(Fonte: popsugar)