Unimamme, oggi vi parliamo dell’incredibile vicenda di Teodora del Carmen Vásquez, una donna che ha trascorso in prigione gli ultimi dieci anni con un’accusa pesantissima.

Condannata ingiustamente per un aborto viene graziata

condannata per abortoLa donna è salvadoregna e il Salvador, per chi non lo sapesse, è uno dei pochi paesi del mondo (fortunatamente) dove l’aborto è completamente vietato e comporta gravi conseguenze.

La sentenza può arrivare fino a 8 anni dietro le sbarre, ma in molti casi in cui il feto o il neonato muoiono la pena si aggrava diventando omicidio, portando a 30 gli anni da trascorrere in prigione.

Teodora del Carmen Vásquez era stata condannata nel 2008  a 30 anni di carcere.

La protagonista di questa drammatica storia, che ha sempre proclamato la sua innocenza, ha dichiarato di aver chiamato un’ambulanza quando ha avvertito forti dolori addominali e poi di aver perso conoscenza.

Teodora aveva perso il figlio a causa di un’emorragia, ma quando aveva riaperto gli occhi, il neonato era morto e lei era circondata dalla polizia.

All’epoca aveva 23 anni ed era al nono mese di gravidanza.

Teodora del Carmen Vásquez è stata arrestata nel 2007 e poi processata nel 2008, venendo riconosciuta colpevole di omicidio.

Nel dicembre del 2017 la sua pena era stata riconfermata.

Dal 2000, in Salvador, più di 100 persone sono state condannate per crimini relativi all’aborto e, fino questo momento, Teodora era tra di loro.

Con un incredibile colpo di scena la corte suprema salvadoregna ha deciso di liberare la Vásquez, con questa motivazione: “potenti ragioni di giustizia ed equità che hanno garantito la grazia di cambiare la sua sentenza”.

Non è chiaro quando, esattamente, la suprema corte abbia deciso di cambiare la sua pena, ma non è la prima volta che l’Alta Corte del Salvador prende questa decisione.

Nel 2005 questo organo di giustizia aveva ridotto la sentenza di un’altra donna, Cristina Quintanilla, da 30 a 3 anni. La donna era finita in carcere in circostanze molto simili a quelle della Vásquez.

Il Salvador non è l’unico Paese dell’America Latina a criminalizzare l’aborto. Questo accade anche in Cile e nella Repubblica Dominicana, qui l’aborto non è permesso nemmeno in caso di violenza o di rischio per la salute della donna.

Tuttora, in Salvador, ci sono ancora 27 donne incarcerate per aver abortito. Ed è per loro che ora Teodora continuerà a battersi.

Ora è felice di essersi ricongiunta con i genitori e la figlia, che per 10 anni è stata privata della madre.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa storia e delle leggi presenti in questi Paesi di cui si parla sulla BBC?