papà

Ieri si è conclusa la fuga che ha tenuto col fiato sospeso l’Italia, quella di Enzo Costanza, un papà affetto da turbe psichiche che mercoledì scorso è scomparso in macchina con il figlio di appena due settimane, diretto in Spagna, dove poi è stato ritrovato.

L’uomo, che secondo gli ultimi referti medici soffre di manie di persecuzione, è fuggito dopo che lui e la moglie avevano fatto acquisti al centro commerciale di Rivalta, vicino a Torino.

“Siamo andati al supermercato di Rivalta sono entrata per fare un regalo al bambino, mentre Enzo e il bambino sono rimasti ad aspettarmi in auto, nel parcheggio. Quando sono tornata non c’erano più ha riferito la mamma del piccolo ai militari.

Soltanto poco prima lei e il marito avevano fatto visita ad Alfonso Matropietro, lo psichiatra che dal 2006 segue Costanza.

Un’ora dopo l’improvvisa scomparsa l’uomo ha attraversato il traforo del Frejus dove la sua auto è stata filmata dalle telecamere di sicurezza. La sera tra martedì e mercoledì il papà in fuga e il figlio si sono fermati a dormire in un hotel di Lione dove, successivamente, grazie alla foto diffusa dai carabinieri di Torino, l’uomo è stato riconosciuto da un testimone: Manuele Vecchi, le cui parole hanno potuto rassicurare, almeno lievemente la mamma del piccino che attendeva ansiosamente notizie.

“L’ho visto mentre spingeva il passeggino. Una scena normale persino dolce. E’ uscito dall’ascensore con me. Il neonato aveva un tutina azzurra e un berrettino. Il padre aveva con sé una specie di borsa porta documenti e una sacchetto di nylon, di quelli della spesa, che ciondolava. Sembravano in salute. Stavano bene” ha dichiarato Vecchi alla polizia il giorno successivo.

Così, a poco a poco, si è stretto il cerchio intorno ad Enzo, anche se quest’ultimo si era già allontanato da Lione con la sua Fiat Freemont e il figlioletto.

Una segnalazione successiva, determinata dall’uso della carta di credito per fare il pieno di benzina, ha collocato padre e figlio in Spagna, presso una stazione di servizio all’altezza di Valencia.

Ancora una volta le telecamera, questa volta dell’autogrill, hanno restituito un’immagine un po’ sgranata, ma sicuramente attendibile.

Ed è stato poco dopo, nei pressi di un centro commerciale a Ciudar Real che l’uomo è stato finalmente fermato mentre stava effettuando degli acquisti per il figlio.

L’uso della carte di credito e un’ultima telefonata sono stati determinanti per individuare padre e figlio. Costanza infatti ha chiamato la moglie cercando di rassicurarla:tranquilla, ti riporto il bambino. Io, poi, non so cosa farò”.

L’uomo che in stato confusionale e non ha saputo rispondere in modo esaustivo alle domande dei rappresentanti delle forze dell’ordine che ipotizzano fosse diretto a Santiago da Compostela.

Costanza infatti è molto religioso e spesso aveva dichiarato di voler andare a Lourdes o al Santuario di Fatima. Suo figlio, trasportato in ospedale per alcuni controlli medici, è risultato sano e dal momento che non vi è stata violenza nei confronti del piccino per la autorità iberiche non sussistono responsabilità a carico del padre, mentre in Italia è indagato per sottrazione di minore.

Unimamme noi siamo molto felici che questa storia sia finita bene con il ritorno del neonato sano e salvo tra le braccia della mamma.

Voi cosa ne pensate di questa vicenda, Costanza è un uomo bisognoso di aiuto che non sapeva ciò che faceva a causa dei suoi problemi psichici, oppure il suo è stato un atto che avrebbe potuto portare ad esiti più drammatici?

Dite la vostra se vi va.

(Fonte: La Stampa/Repubblica Torino/ Ansa.it)