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I genitori portano la gravidanza a termine dopo la diagnosi fatale in utero

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anencefalia

Non tutte le gravidanza purtroppo finiscono bene, ma nonostante ciò le loro storie vanno assolutamente raccontate. Quella di una coppia americana è fra queste.

Una diagnosi fatale non ha fermato una coppia di genitori, che ha scelto di non abortire la figlia

Durante un’ecografia di routine a 12 settimane dalla sua prima gravidanza, Stephanie Schoonover e suo marito, Andy, sono rimasti devastati nell’apprendere che la loro bambina aveva l’anencefalia, un difetto che fa nascere senza parti del cranio e del cervello.

La coppia di Austin, Texas, ha chiesto l’opinione di uno specialista che ha consigliato di interrompere la gravidanza.

I due hanno raccontato a Today: “Era solo qualcosa che non riuscivamo a capire, così abbiamo lasciato l’appuntamento dal medico e siamo tornati a casa provando vero dolore“. Ha spiegato la coppia: “Non inizi una gravidanza pensando che la morte ti incontrerà al momento della nascita“.

Nonostante questo, hanno però deciso di andare avanti, consapevoli che Grace – questo il nome che hanno deciso di dare alla loro bambina – aveva elevate probabilità di nascere morta o comunque di morire poco dopo la nascita, se non durante il parto.

Abbiamo provato tanto amore per lei e abbiamo voluto essere i suoi genitori“, hanno sottolineato.

I mesi successivi sono così trascorsi con la coppia che ha scattato diverse foto con la donna col pancione, per immortalare quei ricordi.

Alla 39esima settimana di gestazione, la donna è andata in travaglio e Grace è nata viva. Purtroppo, però, l’anencefalia non lascia scampo e la piccola è morta 10 ore e mezza dopo il parto, tra le braccia della sua mamma.

I genitori sottolineano ora: “Abbiamo passato del tempo a raccontarle tutte le ragioni per cui l’abbiamo amata, e lo abbiamo poi condiviso con tutti perché lei era importante per noi e le abbiamo detto che l’avremmo portata con noi sempre“.

Dopo la morte di Grace, i genitori hanno trascorso altre 14 ore con il corpo della figlia, facendole il bagno e vestendola, prendendosi il tempo necessario per affrontare la perdita.

Nei mesi successivi, la coppia, sposata nel giugno 2014, ha iniziato ad elaborare il lutto, seppure tra tante difficoltà.

In ogni caso, si tratta di una perdita davvero sfortunata, sia se si interrompe la gravidanza sia se la si porta a termine, c’è del dolore”, ha detto questa mamma.” Tutto il dolore e tutte le sofferenze che abbiamo attraversato ne è valsa assolutamente la pena. Vale la pena di soffrire“.
E’ stato un processo lento, ma ce l’hanno fatta.

E alla fine hanno dato il benvenuto al loro secondo figlio, una bambina di nome Ava Grace, nell’agosto 2016.

Per ricordare la prima figlia, hanno aperto un’associazione che supporta le famiglie, che come la la loro, devono affrontare una gravidanza sapendo che ci sarà una perdita: Carrying to term (portare a termine).

Una storia drammatica ma che parla di amore.

Che ne pensate unimamme?