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Gestosi, cosa è e come si cura

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la gestosi in gravidanza

Un disturbo da tenere seriamente sotto controllo, dato che colpisce ben il 7% delle donne in “dolce attesa”, è la gestosi. Come tanti disturbi legati alla gravidanza, la buona notizia è che la gestosi, o preeclampsia,  scompare con il termine della gravidanza stessa.

Cos’è e come si cura

Si tratta di una condizione che può verificarsi dalla 20° settimana di gravidanza e colpisce solo le donne incinte, da qui infatti deriva il termine “gestosi”. Non va sottovalutata perché mette potenzialmente a rischio la salute della mamme del bambino. Bisogna quindi diagnosticarla in tempo e, per farlo, occorre tenere sotto controllo la pressione arteriosa tramite esami delle urine. La gestosi viene chiamata anche preeclampsia.

La gestosi può manifestarsi in varie forme e con livelli diversi di gravità. Come accennato si presenta tardivamente, anche se sono segnalati rari casi di gestosi precoce. La sua massima espressione si verifica nel terzo trimestre, persino a poche settimane dal parto. In modo particolare, quando provoca crisi epilettiche, la condizione prende il nome di eclampsia. Due dei sintomi della gestosi sono il rigonfiamento (edema) dei piedi e presenza di proteine nelle urine (proteinuria).

I sintomi della gestosi

Si tratta di una sindrome subdola perché spesso la donna che ne è affetta non se ne accorge, non ha sensazioni specifiche.

Di seguito alcune delle caratteristiche della gestosi:

  • aumento della pressione arteriosa

Ci sono mamme che, in gravidanza, presentano una pressione sanguigna alta, ma hanno bambini sani, la pressione alta però può essere pericolosa sia per la mamma che per il feto. Le donne con ipertensione preesistente o cronica, hanno più probabilità di avere complicazioni durante la gravidanza. A loro volta gli effetti dell’ipertensione possono esere lievi o più severi. Nei casi più gravi, si sviluppa appunto la gestosi. Per avere più chiaro lo sviluppo bisogna tenere presente che la pressione sanguigna è la misura della forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie.  I valori sono:

  • 140 mm Hg per la “massima” (pressione sistolica)
  • e/o 90 mm Hg di “minima (pressione diastolica)

In questi casi si ha ipertensione in gravidanza.

Vediamo gli altri sintomi della gestosi:

  • perdita di proteine con le urine: in generale, in gravidanza si verifica un leggero aumento delle proteine nelle urine. Fuori dalla gravidanza viene tolletara una proteinuria fino a 150mg/l , mentre in gravidanza il limite sala a 290. Se la proteinuria è elevata bisogna consultare un medico
  • gonfiori agli arti inferiori
  • mal di testa frequenti
  • vista offuscata
  • dolori addominali
  • scotomi (macchie scure o luminose davanti agli occhi)
  • convulsioni
  • oliguria: scarsa quantità di urine

Non sempre questi indizi si manifestano.

Una particolare attenzione va assegnata alla ricerca di edemi nella regione sacrale, pigiando per qualche secondo nelle fossette sacrali per riscontrare un’eventuale presenza di “fovea” o infossamento espressione di edema, alle regioni orbicolari e agli arti inferiori. Inoltre è importantissima la valutazione della pressione arteriale.

Su quest’ultimo aspetto dovete tenere in considerazione che la pressione arteriosa è molto variabile. Le gestanti dovrebbero misurarla autonomamente, tre volte al giorno, in orari casuali, prendendo nota di tutto, anche delle attività svolte nel corso della giornata. Se una donna è affetta da epatogestosi potrebbero anche non esserci sintomi particolari a parte il rialzo degli enzimi epatici, o esprimersi attraverso prurito diffuso e malessere generale.

 

La gestosi e le sue forme

Si possono verificare diverse forme di gestosi, vediamole in modo più specifico:

  • ipertensione gestazionale: aumento di pressione arteriosa che sopraggiunge dopo la 20° settimana ed in assenza di proteine nelle urine o di altri segni
  • preeclampsia: aumento della pressione come nella ipertensione gestazionale, c’è la presenza di proteinuria – circa 0,3g/l in un campione delle 24 ore e presenza frequente di edemi
  • eclampsia: si parla di eclampsia quando, oltre all’ipertensione, proteinuria ed edemi ci sono anche crisi convulsive, è la complicazione peggiore, ma rara della gestosi, è , facilmente riconoscibile poiché associata a contrazioni che possono ricordare un attacco epilettico.
  • Sindrome Hellp (H: emolisi, E:elevati, L:fegato L:basso P. piastrine): patologia rara, aumento del valore sierico degli enzimi epatici. Considerata una complicazione della preeclampsia, sofferenza epatica di varia gravità

Le cause della gestosi e predisposizione

Le cause non sono ancora del tutto note, ma, quello che è certo è che: ” Le cause della malattia sono da ricercarsi in alterazioni della placenta che si svilupperebbero progressivamente durante la gravidanza per motivi ancora non del tutto chiari”.

Quindi a causa della placenta danneggiata si liberano nel corpo sostanze nocive.

Le cause note della gestosi sono diverse, i sintomi si presentano per:

  • donne che soffrono di ipertensione precedente alla gravidanza
  • donne che hanno già avuto una gravidanza con ipertensione o pre eclampsia
  • donne obese prima della gravidanza, l’aumento della BMI tra la prima e la seconda gravidanza aumenta de 50% il rischio di gestosi
  • donne con diabete o problemi renali
  • donne con gravidanza gemellare
  • età inferiore a 20 anni  sopra i 40 (in questo caso l’età avanzata ha un’incidenza del 10% nel caso di prime gravidanze, rispetto all’1,5% di chi ha avuto una gestazione fisiologica)
  • specifiche condizioni di salute: diabete, malattie renali, artrite reumatoide, lupus, sclerodermia

Tra i fattori predisponenti:

  • turbe coagulative, autoimmunitarie, ematologiche
  • fattori genetici
  • primiparità: la primipara è classificata a maggior rischio di gestosi, il fattore per cui cambiare partner aumenterebbe i rischi di gestosi non è confermato se si corregge il dato per il tempo intercorso rispetto all’ultima gravidanza
  • fumo eccessivo di sigaretta
  • etnia: le donne afrocaraibiche sono a maggior rischio di gestosi

La dieta non sembra incidere particolarmente su questo problema. Possono essere colpite da gestosi anche mamme che non hanno avuto nessuna di queste malattie.

Come dicevamo molti meccanismi della gestosi sono sconosciuti, ma un aspetto fondamentale è l’aumento delle resistenze nel distretto placentare. Se la gravidanza è normale, il trifoblasto (tessuto cellulare che nutre l’embrione) permea i vasi spirali uterini facendoli diventare capienti e capaci di accogliere alti flussi di sangue.

Questo processo inizia molto presto e raggiunge l’apice verso la 24° settimana di gravidanza facendo sì che la placenta sia ben vascolarizzata e che il bimbo riceva un adeguato sostentamento.

Quando questo processo non si realizza le arterie spirali si irrigidiranno e saranno più responsive ad amine vasocostrittori, causando perfusione placentare. Questo è alla base della gestosi.

Inoltre bisogna considerare che i fattori rappresentano un rischio se combinati tra loro, quindi sarebbe a rischio una donna che ne manifesta almeno due o più. Non bisogna trascurare però il fatto che la preeclampsia spesso si verifica alla prima gravidanza e senza avvisaglie particolari.

La diagnosi

Alla 24-25 ° settimana i flussi nelle arterie uterine dovrebbero avere un indice di resistenza inferiore a 0,63, senza incisura all’inizio della diastole. Indici di resistenza superiori indicano un aumento di rischio di gestosi, in modo particolare se sono presenti alla 24° – 25° settimana in ambedue le arterie uterine.

  • Se la placente è lateralizzata: il flusso nell’arteria uterina dal lato opposto della placenta potrà essere normale o più alto della norma, ci sono anche incisure
  • Se la placenta è mediana: i flussi dovrebbero essere adeguati e a bassa resistenza, senza, incisure, in entrambi i lati

Invece flussi precoci possono anticipare un basso rischio di gestosi. Il medico inoltre, se ci fossero fattori di rischio, dovrebbe seguire con grande attenzione la crescita del feto, svolgendo:

  • ecocolordoppler
  • valutazione del flusso nel dotto venoso
  • accellerazione in aorta e polmonare

I dati ottenuti con la  cardiotografia non sono garanzia, purtroppo, di diagnosi precoce.

Prevenzione e terapia

Le mamme dovrebbero eseguire una valutazione genetica dei fattori di coagulazione e aver ben presente il proprio stato di salute prima di iniziare il concepimento.

In questo modo si potrà contrastare la malattia sul nascere, se possibile, ma in realtà non esiste un modo per prevenire la gestosi.

Per esempio le donne nate da madre che ha avuto la gestosi hanno maggior rischio a loro volta di avere la gestosi, a loro volta i padri nati da gravidanza con gestosi hanno maggior rischio di avere una compagna con gravidanza gestotica, probabilmente a causa dell’influenza dei geni fetali.

Se sussistono fattori di predisposizione noti o flussi alterati nelle arterie uterine bisognerebbe usare:

  • aspirinetta (attenzione, non è la cardioaspirina), è l’aspirina a basso dosaggio, quando viene assunta prima delle 12 settimane secondo alcuni studi abbassa il rischio di preeclampsia
  • eparina a basso peso molecolare: sembra che questo farmaco, al di là della sua funzione anticoagulante, sembra che questo farmaco possa inibire il sistema del complemento, che è costituito da una serie di molecole, attivate dai fenomeni infiammatori. Agire all’inizio della gravidanza ovviamente garantirebbe una maggior efficacia

Non dimenticare poi il controllo delle urine e del flusso arterioso. Se vi è ipertensione bisognerà adottare farmaci anti ipertensivi e fare particolare attenzione all’andamento della gravidanza.

Se assumete già farmaci per la pressione sanguigna chiedete al medico se è necessario modificare la quantità da assumere o smettete di prenderle in gravidanza. Gli esperti consigliano di evitare gli ACE inibitori e gli antagonisti del ricettore angiotensina in gravidanza, mentre altri farmaci per la pressione arteriosa possono essere usati senza problemi. In ogni caso è sempre bene consultare il medico prima di decidere di interrompere l’assunzione di farmaci.

Inoltre si consiglia di:

  • mangiare cibi equilibrati e poco calorici, con poco sale.
  • Assumete molte fibre tramite frutta e verdura e molta acqua. Evitate alcol, fumo e cibi troppo grassi,
  • è anche bene perdere peso se siete in sovrappeso, praticare regolarmente attività fisica
  • riposo a letto preferendo la posizione su un fianco a quella sulla schiena
  • diuretici per aumentare la quantità di urina emessa

Come accertato da studi scientifici fare sport in gravidanza diminuisce i problemi di salute dei bambini.

La epatogestosi non complicata può essere trattata con epatoprotettori, acido ursodeossicolico, ecc… la preeclampsia è grave e necessita di un ricovero, stesso discorso per la Sindrome di HELLP.

Infine bisogna ammettere che il vero, unico rimedio per la gestosi è il parto. Se la gestosi è sospetta o confermata la gravidanza dovrà essere strettamente monitorata, se poi c’è un peggioramento dovrà essere indotto il parto.

Se dopo il parto le funzioni renali, epatiche, ecc… si normalizzano non è necessaria alcuna terapia successiva, ma rimane comunque importante che la paziente faccia esami di controllo.

Nel caso di una seconda gravidanza bisognerebbe prima:

  • effettuare una valutazione della gravità della gestosi,
  • del modo in cui la donna ha reagito alle cure
  • del fatto che la gestosi sia stato o meno causata da un disturbo cronico
  • dal numero di bambini che la donna ha avuto

Chi ha avuto una gestosi durante la precedente gravidanza ha il rischio del 15% di avere ancora lo stesso problema durante la 2°. Se la seconda gravidanza procede regolarmente il rischio rimane comunque più alto anche per la terza, anche se in misura minore. Dopo 2 gravidanze con gestosi il rischio per una terza con gestosi è del 30%.

Il fatto che la gestosi si sia manifestata già una volta non è però una controindicazione a un’ulteriore gravidanza.

Tenete presente che la gestosi non regredisce mai spontaneamente, un eventuale miglioramento dei sintomi deve indurre il ginecologo a una immediata valutazione dello stato del feto. Questo perché la morte del feto provoca una rapida scomparsa dei sintomi.

 

I rischi della preeclampsia

Una volta appurato che si tratta di una condizone molto antica, tanto che persino gli antichi Greci si erano accorti che le donne gravide a volte morivano dopo aver avuto le convulsioni, e che la causa precisa non è ancora nota, vediamo cosa accade nello specifico.

Probabilmente sono coinvolti meccanismi autoimmuni e infiammatori, con un danno generalizzato alle pareti della placenta, proprio quest’ultimo organo, di cui vi abbiamo dato un vasto approfondimento, è quello che funziona male.

Da una parte produce sostanze nocive che danneggiano la circolazione della mamma e dall’altra non consente al bambino il trasferimento di ossigeno ed elementi nutritivi indispensabili.

Oltre ai sintomi già elencati della gestosi ci sono anche:

  • nausea e vomito (a volte vomito improvviso, senza precedente nausea, viene detto “vomito neurogeno)
  • emicranie (di solito frontali)
  • dolori addominali a sbarra
  • diminuzione della quantità di urina
  • disturbi visivi come diplopia o scotoma

Se la preeclampsia non viene diagnosticata in tempo le conseguenze possono essere gravi. A volte di manifesta in forma lieve, ma altre compare subito in forma grave:

  • convulsioni
  • perdita di coscienza
  • emorragie cerebrali

A causa di queste gravi conseguenze la preeclampsia è una delel cause principali di mortalità materna sia in gravidanza che durante il parto, in tutti i Paesi, da quelli non sviluppati a quelli sviluppati.

In Italia la preeclampsia riguarda l’1% delle mamme. Le conseguenze possono essere:

  • distacco della placenta
  • insufficienza renale acuta
  • edema polmonare

La gestosi non aumenta nella donna il rischio di sviluppare ipertensione cronica o altri problemi cardiaci correlati. Nelle donne con pressione sanguigna arteriosa che hanno la preeclampsia dopo la 20° settimana di gravidanza le complicanze a breve termine scompaiono nel corso di 6 settimane dopo il parto. Nella maggior parte dei casi di gestosi, dopo il parto, le pazienti riprendono la regolarità renale e la pressione sanguigna si normalizza nell’arco di pochi giorni.

Ci sono alcune donne però che possono sviluppare la pressione alta o altre malattie cardiache più avanti, nel corso della vita.

Inoltre se all’origine della gestosi c’è una malatia vascolare o renale già in atto prima della gravidanza la gestosi ne provoca un ulteriore aggravamento

Per il piccolo i rischi principali sono:

  • morte endo-uterina,
  • ritardo di crescita: spesso i bimbi con questo problema sono venuti al mondo tramite taglio cesareo, nel ritardo di crescita a termine la via vaginale può essere praticabile sotto monitoraggio continuo in situazioni ostetriche favorevoli (testa bassa, collo dell’utero morbido e raccorciato)
  • rischio di parto pretermine, i medici la chiamano prematurità iatrogena (i medici stabiliscono che la gravidanza non può proseguire)

Per quanto riguarda le eventuali conseguenze in età adulta, durante la vita fetale si verifica una programmazione metabolica dei tessuti, che condiziona una situazione di insulino resistenza. In età adulto questo può aumentare il rischio di sindrome metabolica con diabete di tipo 2, ipertensione e maggior rischio cardiovascolare. Le bimbe nate con gestosi hanno maggior rischio di avere la gestosi in una futura gravidanza.

Un’ultima nota più rassicurante, anche se la pressione alta i problemi relativi sono seri, la maggior parte delle persone che hanno la pressione alta e sviluppano la gestosi hanno gravidanze con figli sani.

Unimamme, voi eravate al corrente dei problemi che comporta la gestosi e delle sue forme più pericolose?

Voi l’avete avuta?