imprenditore paga scuola figli dipendenti

Imprenditore paga la scuola ai figli dei dipendenti. Una storia che viene dalla provincia di Vicenza.

La generosità di un imprenditore vicentino che decide di finanziare la suola dei figli dei suoi dipendenti. Il welfare innovativo che è un premio ai lavoratori ma anche un incentivo a fare figli. Ecco il bonus bebè aziendale.

Imprenditore paga la scuola ai figli dei dipendenti

bonus scuola aziendaleIn tempi di crisi del lavoro, disoccupazione e stipendi bassi, c’è un imprenditore che decide di fare un grandissimo regalo ai suoi dipendenti: sostenere le spese della scuola dei loro figli. Certo, l’imprenditore è titolare di un’azienda florida, che ha resistito agli anni più duri della crisi economica e che esporta quasi tutto il suo lavoro all’estero, ma non si tratta di un’iniziativa comune e niente affatto scontata.

L’imprenditore si chiama Vinicio Bulla ed è titolare della Rivit, un’azienda che leader che esporta in tutto il mondo tubi in acciaio inox e leghe speciali usate da aziende che estraggono gas e oli. La Rivit è nata nel 1975 e oggi impiega 150 dipendenti. La sua sede è a Caltrano, un piccolo comune della provincia di Vicenza, in quel Veneto operoso e ricco di imprese, fortemente radicate sul territorio. Bulla è un imprenditore vecchio stampo, la sua azienda è la sua famiglia, del resto ci lavorano i suoi tre figli, ma è anche molto legato ai suoi dipendenti, per i quali ha tirato la cinghia pur di non dover ricorrere alla cassa integrazione negli anni più duri della crisi economica degli anni scorsi. L’imprenditore ha resistito anche di fronte alle pressanti richieste di acquisto provenienti dall’estero.

La Rivit è un’azienda sana e robusta che premia i suoi dipendenti e ora lancia una iniziativa innovativa di welfare che si spera possa fare scuola. In tempi in cui per le famiglie diventa sempre più difficile e costoso mantenere più figli, ma anche uno solo, la Rivit di Vincenzo Bulla offre di pagare per i figli dei suoi dipendenti la retta di asilo nido e scuola materna per un periodo di sette anni. Una sorta di bonus bebè privato, ma decisamente più generoso.

Vincenzo Bulla che ha tre figli, tutti impiegati nella Rivit, ha espresso rammarico nel vedere tante famiglie con figli unici, anche tra i suoi dipendenti, per questo motivo, essendo lui profondamente legato alla famiglia e credente, ha deciso di elargire il generoso bonus.

Il progetto prevede un rimborso dei costi di asilo nido e scuola materna per i figli di tutti i suoi dipendenti fino all’arrivo alla scuola elementare, in base ad un accordo firmato a settembre 2018. L’accordo prevede che i dipendenti della Rivit possano ottenere il rimborso delle quote di iscrizione, delle rette, dei servizi mensa e scolastici pagati per la frequenza di asili nido e scuole materne. I genitori che lavorano alla Rivit potranno ricevere fino ad un massimo di 6.600 euro annui per figlio al nido (550 euro mensili) e di 3mila euro annui per la scuola materna (250 euro mensili).  Il progetto, entrato in vigore al momento della firma, lo scorso settembre, sarà applicato fino al 31 agosto 2025.

I dipendenti interessati dovranno solo presentare domanda con la documentazione delle spese sostenute. Il rimborso verrà corrisposto ogni anno con la retribuzione del mese di settembre. A fare richiesta saranno soprattutto uomini, visto si tratta della stragrande maggioranza dei lavoratori della Rivit.

Ai rimborsi indicati, inoltre, i dipendenti stabili dell’azienda avranno diritto anche ad un contributo una tantum per le nuove nascite e per le adozioni di figli oltre al primo. Il contributo prevede 2mila euro per il secondo figlio e 3mila per il terzo figlio e oltre.

Il progetto è stato elaborato con la consulenza di Confindustria Vicenza, all’avanguardia nei piani di welfare avanzati. Sono previsti rimborsi annui per complessivi 200mila euro, ma non si tratta di un tetto massimo rigido, poiché saranno accolte anche le richieste che dovessero superare la somma prevista.

Dopo tanti anni di lavoro l’imprenditore Vinicio Bulla ha voluto condividere i proventi della sua azienda con i suoi dipendenti. Un premio al loro impegno e alla loro professionalità, ma anche un intervento per la promozione della natalità. L’imprenditore ha spiegato di non voler morire con i soldi in banca. “Si parla tanto anche di conciliazione tra vita e lavoro delle persone. Ho deciso di fare, anziché di parlare; chi lavora qui merita di essere giustamente ricompensato e gratificato“, ha spiegato Vinicio Bulla.

Il progetto è consolidato e la cifra è a disposizione in banca esclusivamente per questo, sono i miei risparmi personali di 50-60 anni perché non voglio morire con i soldi in conto corrente, preferisco che restino all’azienda, soprattutto a chi produce, a chi lavora con me. Un progetto, questo, che la mia famiglia condivide” ha dichiarato Bulla ai microfoni del TG1.

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha definito questo progetto un modello, da proporre a tutti gli imprenditori veneti.

L’innovativo progetto di welfare della Rivit è stato illustrato dal Sole24Ore, nel blog di Brabara Ganz.

Sappiamo tutte, unimamme, quanto siano gravosi per le famiglie i costi per nido e scuola d’infanzia, un contributo come quello offerto da questa azienda vicentina è una misura di welfare preziosa che servirebbe in tutte le aziende d’Italia.

Che ne dite unimamme?

Riguardo al welfare dello Stato, vi ricordiamo: Bonus baby sitter e asilo 2019: cosa cambia e tutte le novità