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La Biblioteca di Elisa è il sogno realizzato di Elisa Scala, una bambina di soli 11 anni morta nel 2015 per una leucemia fulminante.

Elisa aveva solo 11 anni quando la malattia se l’è portata via. Una cosa improvvisa, che ha lasciato tutti sgomenti. Ma se come dice Henry Scott Holland  “Non sono morto, sono solo passato dall’altra parte”, anche la piccola non se n’è mai andata veramente, visto che qui è rimasto tanto di lei.

Elisa infatti era un’amante dei libri, le piaceva da matti leggere. E oggi ha realizzato il sogno di una biblioteca per la sua scuola, che adesso porta il suo nome: il suo ricordo quindi non rimarrà confinato solo nel cuore delle persone che le hanno voluto bene, ma anche tra i tanti volumi che verranno passati di mano in mano e che permetteranno di conoscere mondi nuovi e sconosciuti, di conoscere ed imparare.

La biblioteca di Elisa: il grande sogno si è realizzato e non solo

La bambina amava leggere e praticare sport, basket e judo. Aveva iniziato ad andare a scuola all’istituto comprensivo Motta Camastra di Rocca Cencia, alla periferia di Roma dove però non c’era una vera e propria biblioteca.

Elisa – durante la malattia attendendo il trapianto e le cure – voleva provare a riempire gli scaffali:   “La scuola era iniziata il 15 settembre – ha raccontato Giorgio Scala, papà di Elisa a Repubblica.ite lei, con noi, aveva espresso il desiderio di fare proprio qui una stanza per i libri. Purtroppo di lì a poco l’abbiamo persa. Per questo abbiamo voluto costruire questa biblioteca a sua somiglianza. Questo progetto ha aiutato me e mia moglie ad andare avanti, continuando a vivere nel suo ricordo”.

I genitori dopo la sua morte hanno voluto portare avanti il suo desiderio: provare a donare una biblioteca alla scuola media cercando libri nuovi e usati da donare. L’unico desiderio era che ogni volume portasse una dedica per lei. Così, anche grazie alla pagina Facebook, “LabibliotecadiElisa” il sogno si è avverato: prima sono arrivati volumi da Roma, poi da tutta Italia e persino dall’estero come dall’Inghilterra e dall’Australia.

Lei si raccontava così: “Io sono, anzi mi definirei ‘amica’ dei libri. Ti propongo di leggere i libri, perché impari a conoscere il mondo: anche se sono, anzi ti sembrano ‘alti’ non ti devi spaventare, perché quando li inizi a leggere immaginerai tutte le immagini che lo scrittore ha cercato di descrivere e potrai stare in milioni di posti diversi e rileggendoli potrai viaggiare quante volte vorrai. Leggere un libro è interessante perché ti fa crescere ed aprire la mente”.

Ma non è finita qui: la “Biblioteca di Elisa” è stata inaugurata nel 2015 a dicembre, in tempo record, e nel 2016, superate le 5mila donazioni (oggi ne conta più di 20mila) è diventata addirittura un Bibliopoint delle biblioteche di Roma, permettendo quindi alla cittadinanza di frequentarla. Qui i bambini dell’Istituto Via Motta Camastra di Rocca Cencia  – ma non solo loro –  hanno a disposizione uno spazio per leggere, partecipare a concorsi letterari e di disegno e dedicarsi alla lettura.

Sempre nel 2016 la biblioteca è entrata a far parte del circuito “Nati per leggere”, sull’importanza della diffusione della lettura tra gli 0 e i 6 anni, ospitando anche testimonial importanti e letture per la legalità.

A questo punto i genitori di Elisa, Giorgio e Maria, hanno iniziato ad aiutare anche realtà più piccole che non potevano avere biblioteche per ragazzi: a  Sampeyre, in provincia di Cuneo, è nato così il “primo scaffale di Elisa”,  a 1.800 metri e sempre a Roma hanno creato un progetto chiamanto “Scaffale permanente rotativo” presso la scuola paritaria San Francesco di Torre Gaia, sempre alla periferia. Qui sono stati dati 70 Libri in prestito che sono sostituibili dopo 60 giorni con altri libri scelti insegnanti e ragazzi.

L’ultima grande soddisfazione è di marzo 2018 (prima una rappresentanza è andata addirittura al Festival della letteratura per ragazzi di Barcellona per raccontare la storia di Elisa): finalmente il comune ha dato l’autorizzazione a intitolare la scuola di Rocca Cencia con il nome di Elisa. Quindi la scuola si chiama ora Istituto Comprensivo “Elisa Scala”. 

La “Biblioteca di Elisa” è diventato un luogo frequentatissimo, dove si possono fare laboratori, incontri e soprattutto respirare la presenza di Elisa, così piccola, ma così grande.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Intanto vi lasciamo con il post che parla di una biblioteca per ragazzi pensata per “sfuggire” ai genitori.