Lina Sastri è stata ospite di Vieni da me, dove ha condiviso alcuni dettagli della sua vita.

Lina Sastri ha avuto il piacere di condividere alcuni ricordi della sua vita durante la trasmissione Vieni da me.

L’attrice ha ricordato le collaborazioni con Eduardo De Filippo.

“Sono stata molto fortunata a lavorare con Eduardo De Filippi. L’ho capito, però, dopo perché l’ho incontrato quando ero ancora molto giovane ed ero presuntuosa e arrogante come tutti i ragazzi. Ho scoperto così quanto mi capisse la mia fragilità, la mia insicurezza e quanto mi abbia aiutato a crescere quindi grazie Eduardo”.

La Sastri ha ricordato anche Gianfranco Giannini.

“Altra cosa io ho sì la patente, ma quando girai un film non sapevo guidare, per questo presi la patente per l’occasione. Nel film dovevo guidare una Panda nella prima scena a Napoli, insieme a Giancarlo Giannini. Io ad un certo punto dovevo frenare. Giancarlo mi disse di partire. Io feci un macello, tanto che mi misero una macchina con il doppio cambio automatico”.

Di Woody Allen invece ha detto: “ho partecipato a un film di Woody Allen, in coppia con Roberto Benigni, ma ho fatto una piccola partecipazione. In questa occasione fu molto carino con me Woody. Io ero terrorizzata. Dopo un minuto mi ha chiamato il direttore della fotografia, bellissimo, dicendomi che Allen voleva parlarmi. Mi disse che voleva fare una scena più lunga con me protagonista. Devo dire che lui mi ha ricordato Eduardo. Non hanno nulla a che vedere i due personaggi, ma avevano lo stesso modo di lavorare”.

La Sastri ha lavorato anche con Nanni Moretti:

Io non penso di essere fatta per il cinema. Con Nanni Moretti facevo il ruolo della schizofrenica. E’ una persona non facile Nanni. E’ venuto tante volte a teatro a vedermi ed è rimasto entusiasta. Uomo severo con se stesso e con gli altri”.

La Sastri ha ricordato anche la mamma, Ninetta.

Ninetta era mia madre. Aveva una voce meravigliosa. Cantava come le donne della nostra terra. Avevo scritto un libro in suo onore. Lei è morta a causa dell’Alzheimer, brutta malattia. Alla nostra famiglia ha lasciato tutto quello che di più prezioso abbiamo. Ho portato uno spettacolo a teatro che parla di questa storia e spero di poterne fare un film”.

Unimamme, cosa ne pensate di queste rivelazioni di cui si parla su Novella 2000?