Manuel Bortuzzo nuova speranza

Manuel Bortuzzo: nuove speranze da due ricercatori svizzeri.

Come saprete Manuel Bortuzzo, il ragazzo ferito in un agguato a Roma, ora è in clinica a combattere per tornare a camminare.

Una nuova speranza proviene dalle ricerche svolte da Jocelyne Bloch, neurochirurgo al Policlinico universitario di Losanna, assistente di Gregorie Courtine titolare della cattedra della fondazione internazionale paraplegici.

Manuel Bortuzzo: una nuova speranza

I due sono a Roma per un convegno presso la Fondazione Santa Lucia in cui presentare i progressi delle ricerche sul recupero motorio di pazienti con lesioni midollari.

Pazienti come Manuel che, dopo l’agguato, è rimasto paralizzato.

“Noi vorremmo che un giorno il trattamento che stiamo mettendo a punto sia alla portata del maggior numero possibile di persone con paralisi. Questi risultati erano impensabili fino a pochi anni fa” dichiara il professor Bloch.

In Italia l’incidenza di lesioni midollari è di 15 casi all’anno ogni milione di abitanti.

Ecco un aggiornamento sugli studi compiuti.

  • sono stati presi in esame 7 pazienti con paraplegia cronica, avevano perso le gambe e avevano deficit permanenti
  • dopo 4 anni di terapia hanno potenziato le gambe e camminano

“Certo non immaginate una camminata normale. Muovono passi in laboratorio e sono in grado di farlo anche all’esterno, su superfici piane, con una programmazione tagliata su ciascuno di loro. Si sono allenati e allenati e hanno fatto tanta riabilitazione” chiarisce Bloch.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature nel 2018.

Ecco come viene spiegata questa nuova terapia: “la stimolazione elettrica epidurale consiste nell’applicazione di elettrodi nella zona lombo sacrale. E’ generata dallo stesso apparecchio usato anche per la cura del dolore cronico ed viene rilasciata in tempo reale cioè viene adattata al singolo paziente. Gli elettrodi sono piazzati in punti specifici in modo che possano attivare certi muscoli necessari per il movimento rispettandone la cinetica. Se il cammino è all’esterno del laboratorio, i passi vengono ore impostati“.

Bloch aggiunge: è stato meraviglioso vedere le espressioni di persone che credevano di non potersi più alzare dalla sedia a rotelle e che invece si guardano le gambe e sorridono“.

Le persone adattabili per questa tecnica sono:

  • chi ha il midollo spinale intatto per una lunghezza di almeno 5 – 6 cm.
  • la lesione deve essere superiore alla 10° vertebra

Tra gli spettatori c’era Franco Bortuzzo, il padre di Manuel.  “In generale se la lesione è causata da arma da fuoco è più difficile pensare di utilizzare questa tecnica perché in genere frammenti di metallo restano nella schiena. L’indicazione più appropriata per questo tipo di stimolazione sono lesioni in seguito a traumi”.

Unimamme, cosa ne pensate del parere di questi esperti riportato sul Corriere?