parlare di aborto spontaneo

A volte quando guardiamo le immagini patinate di personaggi pubblichi, giovani, ricchi, famosi e magari anche un po’ geniali mai potremmo immaginare che dietro i loro sorrisi si nascondano piccoli e grandi drammi, come nel caso del fondatore di Facebook: Mark Zuckerberg.

Il fondatore di Facebook invita a parlare di aborti spontanei

Qualche giorno fa il patrono del social network più famoso del mondo e sua moglie Priscilla Chan hanno annunciato di attendere una bambina, la loro primogenita.

Insieme all’annuncio però la coppia ha deciso di condividere un dramma personale: i tanto “invidiati” Zuckerberg hanno dovuto affrontare 3 precedenti aborti spontanei.

Purtroppo si tratta di una situazione che colpisce il 15% delle coppie che tentano di avere bambini. Inoltre, questo dramma è spesso vissuto nel completo isolamento degli aspiranti genitori.

“Molte persone non discutono gli aborti spontanei perché pensano che questi problemi li isoleranno e si rifletteranno su di te come se fossi difettoso o se avessi fatto qualcosa per causarlo. Quindi finisce che combatti da solo” ha scritto Zuckerberg.

Condividendo con milioni di persone le sue riflessioni, il leader del noto social network ha voluto far sì che anche altre coppie si sentissero meno sole e a proprio agio nel condividere le loro storie.

L’idea di Zuckerberg è stata accolta con una miriade di messaggi di sostegno nei cuoi confronti e con moltissimi post in cui altre persone hanno voluto raccontare il proprio vissuto.

post facebook

“Grazie per aver voluto condividere la tua esperienza, è stata una lunga strada solitaria a causa dei taboo che circondano il tema della fertilità in generale. Non deve per forza essere così quando così tanti di noi avrebbero potuto beneficiare di un maggior sostegno dal sistema in un momento così difficile. Il tuo post vuol dire tutto, non sto più nella pelle all’idea di incontrare la piccola” ha scritto un utente.

Altri messaggi poi evidenziano il fatto che in America i trattamenti per la fertilità non vengono sostenuti dalle compagnie assicurative.

Secondo l‘American College of Obstetrician & Gynecologist l’aborto spontaneo è il caso più comune di interruzione di gravidanza.

Si tratta di un’esperienza difficile sia a livello emotivo che fisico. A dispetto però del fatto che si tratta di una situazione diffusa sono in pochi a parlarne apertamente.

Io e Priscilla abbiamo una notizia davvero emozionante da comunicarvi. Stiamo aspettando una bambina. Sarà un nuovo capitolo della nostra vita. Siamo stati già tanto fortunati a toccare le vite di tante persone nel mondo, Cilla come medico ed educatrice, e io attraverso la comunità e opere di filantropia. Ora ci stiamo concentrando sul rendere il mondo un posto migliore per il nostro piccolo e la futura generazione.

Per cominciare vogliamo condividere un’esperienza. Abbiamo cercato di concepire un figlio per due anni e abbiamo avuto 3 aborti spontanei.

Ti senti molto speranzoso quando apprendi di stare per avere un bambino. Cominci a immaginare come diventerà e a sognare il suo futuro. Cominci a fare progetti e poi questi se ne vanno. Molte persone non parlano dell’aborto spontaneo perché temono che che i loro problemi li isoleranno o si rifletteranno su di loro come se avessero fatto qualcosa per provocarlo. Quindi si finisce per combattere da soli.

Nel mondo di oggi aperto e connesso discutere questo problema non ci isola, anzi ci fa sentire uniti, crea comprensione e tolleranza, ci dà speranza. 

Quando cominciamo a parlare ai nostri amici capiamo quanto questo accada di frequente che molte persone che conosciamo abbiano problemi simili ai nostri e che quasi tutti abbiano avuto figli sani, successivamente.

Noi speriamo che condividere la nostra esperienza dia ad altre persone la stessa speranza che stiamo sentendo e che aiuti altri ad essere a proprio agio nel condividere quello che hanno vissuto. 

La nostra buona notizia è che la nostra gravidanza è lontana abbastanza che il rischio di aborto è ridotto al minimo e noi siamo molto fiduciosi.

Cilla e la nostra bimba sono entrambe in salute. Sono davvero entusiasta all’idea di incontrarla e il nostro cane Beast non ha idea di cosa sta per arrivare.

In uno degli ultrasuoni ha mostrato un pollice in su come il Like, quindi sono convinto che abbia preso da me.

Guardiamo avanti per darle il benvenuto nel mondo e condividere altro molto presto, quando sarà pronta ad uscire e incontrare tutti.

Unimamme e voi come vi sentite dopo aver letto questo toccante messaggio?

Noi vi lasciamo con un’ulteriore riflessione di un papà su questo tema.

 

 

 

(Fonte: Mashable.com)