fonte: Melanie Harris

 un bambino è stato picchiato in un asilo casalingo, il racconto di una mamma sconvolta.

Una mamma racconta di aver avuto suo figlio Luke nel settembre del 2016. In novembre ha iniziato a frequentare l’asilo nido. Una delle educatrici a cui il suo bambino era diventato molto affezionato, successivamente, ha aperto un asilo privato casalingo.

Bambino vittima di abusi: la drammatica scoperta

Così, nel giugno del 2017 la Luke è stato accolto nell’asilo privato di Sheila (nome inventato). La famiglia di questo bimbo e quella dell’insegnante, nel frattempo, sono diventate amiche, si frequentavano, avendo figli piccoli, così come i padri si divertivano insieme.

fonte: Melanie Harris

Un giorno, Richard, il marito di Sheila, che si era preso una vacanza dal suo lavoro di costruttore, ha chiamato la mamma di Luke per dirle che il bimbo era caduto dal divano.

La settimana dopo ha richiamato sostenendo che mentre Luke era su una sedia un bimbo l’aveva fatto cadere. Il piccolo si era graffiato il volto.

“Ero un po’ frustrata, ma ho pensato: i bambini sono bambini” ha pensato la mamma. In entrambe le occasioni la responsabile dell’asilo in casa, Sheila, era uscita per svolgere una veloce commissione.

fonte: Melanie Harris

Il 28 dicembre del 2017 la mamma di Luke ha fatto una comparsa improvvisa a causa di Sheila, poiché le era stato annullato un appuntamento voleva salutare il figlio prima di andare al lavoro.

“Sono andata lì e lui dormiva sul divano. Ho cercato di svegliarlo, ma lui apriva a stento gli occhi, l’ho sollevato perché sentivo che c’era qualcosa che non andava. Quando ho esaminato la sua testa mi sono accorta che era estramemente gonfia. Ho chiesto a RIchard cosa fosse successo perché Sheila non c’era e lui ha detto che mentre lui e Sheila erano in un’altra stanza Luke era salito su una sedia dondolo ed era caduto picchiando la testa su uno spigolo. Ha detto che Luke sembrava stare bene e che quindi non mi aveva chiamato. Non riuscivo a far rimanere Luke sveglio così ho smesso di fare domande, l’ho avvolto e cercato di non reagire in modo eccessivo”.

La mamma di Luke l’ha portato in ospedale dove ha spiegato l’accaduto e dove hanno fatto una tac alla testa del bambino. Il medico, guardando i risultati, ha insinuato che Luke era vittima di abusi e che avrebbe chiamato i servizi sociali.

fonte: Melanie Harris

“Non riuscivo a crederci, quelle persone erano nostri amici e avevano anche loro dei bambini”.

Nonostante l’increduulità iniziale la mamma di Luke ha dovuto capitolare quando le hanno detto che il figlio aveva una frattura alla tempia destra fin dietro l’orecchio destro.

“Diversi medici mi dicevano che mio figlio era stato abusato. Non riuscivo a capire come qualcuno volesse poter far del male a mio figlio.”

La mamma di Luke ha cercato di mantenere la calma per il bene del figlio, mentre veniva raggiunta anche dal marito, in ospedale. “Luke aveva un anno, una frattura alla testa e un possibile sanguinamento al cervello. Continuavano a ripeterlo.”.

Poi in ospedale sono arrivati 4 investigatori a chiedere cosa fosse successo. A sostenere la mamma di Luke e suo marito c’erano i suoceri, i suoi stessi genitori e un’amica. Luke è dovuto rimanere in osservazione per 48 ore.

I genitori di Luke hanno dovuto rilasciare delle dichiarazioni agli investigatori e fornire tutte le cartelle mediche del figlio per provare che non erano stati loro a ferire il piccolo.

“Quando qualcuno fa del male a un bambino i primi sospettati sono i genitori, ci si sente una m***a. Gli investigatori ci hanno chiesto di comportarci il più normale possibile con loro (Sheila e Richard) per non far capire che indagavano su di loro”.

Nel frattempo la mamma di Luke ha licenziato Sheila e ha iscritto il figlio nel precedente asilo. La sua mamma però doveva passare a ritirare le cose del figlio e ha commesso l'”errore” di portare in figlio in quell’occasione.

Lui è stato bene mentre eravamo lì finché non è arrivato Richard e allora si è attaccato a me come ne dipendesse la vita. Mi sono sentita come la peggior mamma del mondo.”.

Anche Richard e Sheila hanno rilasciato le loro dichiarazioni, il marito della donna ha confessato di aver spinto Luke giù dal divano nella prima occasione in cui si era fatto male.

Il proseguimento dell’indagine ha condotto all’arresto di Richard. L’uomo è stato accusato di 2 atti di crudeltà verso un minore per i primi 2 casi. Poi di 1 atto di 2° grado di crudeltà verso un minore per la rottura del cranio.

In seguito si è detto colpevole, nell’udienza fissata a un anno dai fatti e ora è una persona con la fedina penale sporca, un condannato.

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“La cosa più difficile è non avere nessuno con cui parlare perché nessuno dice niente di utile. Ecco alcuni esempi di ciò che mi hanno detto: io lo ucciderei/gli farei del male. Non non lo faresti, dici così perché questa è la risposta emotiva, una volta che subentra la logica sai che non lo faresti perché finire in prigione non aiuterebbe tuo figlio”.

“Un’altra è: non riesco a credere che l’abbia fatto è così bravo coi suoi figli. Chiedo se vogliano vedere una copia degli esami e parlare coi medici. Un’altra è: questo ti insegna a non fidarti di nessuno. Mi sono subito discostata da questo discorso perché sono che non è colpa mia e mi sentirò sempre colpevole per non averlo capito prima.

“Sono grata per il fatto che Luke sia così piccolo e che questo non sarà qualcosa che ricorderà. Sono grata per gli amici e i parenti che ci hanno sostenuto. In ultimo e più importante sono grata che non ci sia stato un danno permanente e che sia sopravvissuto”.

Unimamme, cosa ne pensate di quanto raccontato da questa mamma su Love What Matters?