Un bambino è morto rimanendo con la testa incastrata tra le sbarre del letto a castello.

Un bambino di sette mesi è morto rimanendo incastrato con la testa in un lettino che divideva con il fratello.

La vittima di questo terribile incidente di cui vi parliamo per aumentare la consapevolezza e la vigilanza di voi genitori, è il piccolo Oscar Abbey, un bimbo originario di York.

Il bimbo era stato messo a letto nel letto-culla che condivideva col fratello maggiore. A trovare il figlio è stato suo papà Charlie Abbey, di 24 anni.

“Ho capito subito che se n’era andato”.

Sembra che abbia cercato di strisciare fuori da dietro, ma la testa è rimasta incastrata”.

La mamma di Oscar si è svegliata ascoltando le urla del marito che gridava: “non sta respirando”.

Craig Williams, a capo della Playtime Beds, che ha venduto il modello di lettino che ha innescato la tragedia aveva assicurato alla famiglia che la culla era sicura per qualsiasi età e anche dopo la morte di Oscar ha continuato a proclamare che i suoi letti ottemperavano agli standard inglesi per continuare a venderli.

Il processo ha stabilito che il bambino è morto per asfissia posizionale e che il piccolo era morto soffocato perché la sua testa si era incastrata tra le sbarre.

La ditta costruttrice del letto è stata ritenuta largamente negligente.

La famiglia aveva acquistato questo letto dopo un trasloco, trovandolo in offerta su internet per 655 sterline (circa 750 Euro). Dopo aver pagato un acconto di 100 sterline, il padre di Oscar, in una mail al produttore, aveva chiesto esplicitamente per quale età quel letto fosse indicato e William aveva risposto per qualsiasi. Sette giorni dopo la consegna del letto si è verificata la tragedia.

Il padre dei Oscar ha trovato il bimbo alle 6.30 del mattino mentre giaceva a faccia in giù con il corpo fuori dal letto e la testa incastrata tra le sbarre. Il bacino era passato dal buco, la testa no. I genitori hanno tentato di rianimarlo in tutti i modi, hanno chiamato l’ambulanza ma purtroppo il piccolo era deceduto.

Le indagini hanno accertato anche che la ditta Playtime Beds rubava il design dei propri letti da altre marche, trovandoli su internet.

Il processo ha ritenuto che il proprietario abbia ignorato i rischi per i bambini per risparmiare soldi. Sempre il proprietario ha cercato di sfuggire alle proprie responsabilità celando la propria identità, ma è stato scoperto.

Il padre di Oscar ha ricordato così la scoperta del cadavere del figlio: “il giorno stava arrivando, ho notato Oscar e ho visto che era incastrato. Mi sono inginocchiato vicino a lui e ho pensato che si fosse dimenato. Mi sono avvicinato e mi sono accorto che era gelato. Ho messo una mano sotto di lui e l’altra dall’altra parte della culla e l’ho fatto passare nel buco. Quando ho girato intorno a lui ho visto la sua faccia e mi sono accorto che non c’era più”.

Per fortuna i genitori si sono accorti che il figlio maggiore Maxwell si stava svegliando e hanno portato Oscar al piano di sotto impedendo che il piccolo lo vedesse.

Il processo contro il costruttore del lettino è ancora in corso.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa tragedia di cui si parla sul Daily Mail?

Riflettendo sulla sicurezza dei nostri figli, anche nella messa a letto, vi lasciamo con uno studio che ha indagato una causa della morta in culla poco conosciuta: i paracolpi da lettino.