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Nato prematuro per 3 volte è quasi morto. Oggi ha 5 anni e ancora lotta (FOTO)

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Unimamme, oggi vi raccontiamo la storia di un bimbo nato prematuro ma che ha usato tutta la sua forza per combattere.

Bambino prematuro a 26 settimane: la sua storia

Alejandro Quesada è nato prematuro a 26 settimane insieme al gemello Adrian.

Il fratellino si è ripreso senza particolari problemi dopo aver trascorso alcuni mesi nel reparto di rianimazione intensiva neonatale, ma Alejandro ha dovuto invece affrontare numerose difficoltà.

Prima di compiere un anno il cuore di Alejandro si è arrestato per 3 volte.

Quando è accaduto la prima volta Alejandro era un neonato, il suo cuore non aveva palpitazioni e tutto ciò che potevano fare i genitori era pregare.

“Era tutto sfocato, al rallentatore. Dozzine di persone correvano intorno a me, proprio prima che il suo cuore si fermasse, c’era un prete nella stanza che stava battezzando mio figlio. Era chiaro che stava per andarsene, ma per un miracolo l’hanno resuscitato e lui è ancora con noi” ha dichiarato la mamma Lizzette Jimenez.

Prima di andare in arresto cardiaco nel 2012 Alejandro era quasi morto altre 2 volte.

“E di nuovo è stato resuscitato, riportato in vita, per un totale di 3 volte, doveva esserci un motivo.”

Ora Alejandro ha 5 anni e presenta diverse disabilità, invalidità della visione corticale, retinopatia bilaterale del prematuro, atrofia del cervello e atrofia che lo accompagneranno per tutta la vita.

“Anche se mio figlio è paralizzato, mangia attraverso un tubo per il cibo, non può camminare o parlare, in qualche modo è un bimbo di 5 anni. Ama le coccole e ama essere coinvolto” dichiara la sua mamma su Bradenton Herald.

Ad Alejandro piace la musica e la ascolta spesso sorridendo, in modo particolare Mozart.

Secondo la sua famiglia e le infermiere quei suoni gli trasmettono gioia.

Uno dei terapeuti del bimbo commenta: “non c’è dubbio che gli piaccia stare intorno alla propria famiglia, quando è felice i numeri dell’ossigeno salgono, i suoi occhi si illuminano. Quando invece non è a suo agio inizia a far scricchiolare il naso e i suoi segni vitali hanno una flessione. A quel punto i numeri diventano rossi”.

Raphael Martinez, invermiera che segue Alejandro commenta che lui e il fratello sono inseparabili. Adrian sa che il fratello è malato e fa il possibile per prendersi cura di lui.

“Gioca con lui e lo tratta come nessun altro”.

Alejandro riposa in una culla, ma crescendo per lui è difficile trovare la posizione giusta.

Purtroppo l’assicurazione della famiglia non copre un letto medico graduato, ma nemmeno sedie pediatriche o il seggiolino per auto.

Una sedia pediatrica, per esempio, gli permetterebbe di stare seduto a terra per una terapia più proattiva. Un seggiolino per auto gli consentirebbe di stare seduto in un angolo e non in verticale.

La famiglia però tiene alto lo spirito. Il padre Jose Quesada definisce Alejandro: “il paziente più coraggioso del mondo”.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa storia?

Noi vi lasciamo con un servizio fotografico su 15 prematuri che hanno ricevuto una laurea.


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