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Pedofilia: arrestato l’uomo che ha violentato e ucciso la bambina di 7 anni

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Zainab Ansari (FAMILY HANDOUT/AFP/Getty Images)

Vi abbiamo raccontato la terribile vicenda di Zainab Ansari, la bambina pakistana di 7 anni sequestrata, stuprata e uccisa. Una violenza spaventosa che aveva impressionato tutto il Pakistan e scatenato accese proteste contro le autorità per le negligenze nella persecuzione dei pedofili e stupratori di bambini.

Ora la terribile storia di Zainab sembra giunta alla fine: è stato infatti arrestato l’uomo che l’avrebbe brutalizzata. Se questa notizia è in parte un sollievo, dall’altra cela una verità sconvolgente. Gli ultimi sviluppi.

Pedofilia: arrestato l’uomo che stuprò e uccise Zainab

La polizia pakistana del Punjab ha arrestato un uomo di 24 anni, Mohammed Imran che sarebbe l’autore del brutale stupro e omicidio della piccola Zainab, la bambina di 7 anni che il 4 gennaio scorso era sparita dalla città dove abitava con la famiglia, Kasur, nello stato pakistano del Punjab, mentre andava a lezione di religione islamica.

La bambina era stata ritrovata cadavere qualche giorno dopo, il corpicino abbandonato in una discarica. L’esame autoptico aveva accertato che la piccola era morta per strangolamento, ma prima di questa orribile fine era stata ripetutamente violentata e torturata. Un crimine mostruoso che aveva sconvolto il Pakistan, dando luogo a manifestazioni di piazza, anche violente. Tutta la società civile era scesa in strada per protestare contro la violenza mostruosa usata contro una bambina così piccola. Una protesta a cui avevano preso parte donne, uomini e bambini. Tutti insieme a chiedere giustizia per Zainab e gridare non alla pedofilia e agli abusi sui bambini.

Proteste per l’uccisione di Zainab (AP/Dayly Mail)

Anche una popolare giornalista televisiva dell’emittente nazionale Samaa TV, Kiran Naz, aveva espresso il suo cordoglio per la terribile vicenda mostrandosi in tv con la figlia piccola in braccio.

La tragica storia della piccola Zainab aveva scosso profondamente tutta la società, in un Paese in cui purtroppo gli abusi sui bambini e la pedofilia sono molto diffusi. Le cause sono da ricercare in ambienti di degrado economico, morale e sociale, spesso purtroppo aiutati da ignoranza, connivenza, omertà e corruzione. Contro questi mali della società pakistana la società civile si è sollevata, come mai era accaduto finora.

Poco prima di scomparire Zainab era stata filmata da alcune videocamere di sorveglianza mentre camminava tenuta per mano da un uomo. La piccola sembrava a suo agio, si trattava dunque di una persona conosciuta o di cui si fidava.

Sembrava un caso difficile da risolvere, ma la svolta è arrivata qualche giorno, grazie alle moderne tecniche di investigazione e soprattutto al Dna. Il 23 gennaio scorso, la polizia pakistana ha arrestato un giovane uomo di 24 anni, ritenuto il presunto stupratore e omicida della piccola Zainab. L’uomo è stato identificato grazie al suo Dna trovato sul corpo della bambina.

Arresto di Mohammed Imran (EPA/Daily Mail)

Purtroppo però la brutalità dell’arrestato non si esaurisce al caso di Zainab. L’uomo, infatti, sarebbe l’autore di una serie di stupri e omicidi seriali che hanno per vittime altre bambine. Il Dna dell’uomo è stato trovato dagli investigatori sui corpi di altre sette bambine, tutte stuprate e uccise come Zainab.

L’uomo avrebbe attratto le bambine offrendo loro del cibo, ottenendo così la loro fiducia. Ma quello che è ancora più sconvolgente è che Mohammed Imran non sarebbe un maniaco, o uno di quei serial killer o torturatori e omicidi psicopatici, che torturano e uccidono le vittime per una pulsione o un piacere personale. Secondo la polizia, l’uomo farebbe parte di una rete internazionale di pedopornografia, alla quale sarebbe legato da ben 37 conti bancari. Una banda organizzata alla quale evidentemente dava in pasto gli abusi sui bambini e le loro uccisioni. Una rete nella quale sarebbe coinvolto perfino un ministro, secondo quanto riporta il DailyMail. Una vicenda agghiacciante se fosse confermata.

Al momento dell’arresto, il veicolo blindato che trasportava il presunto stupratore e omicida di bambine è stato preso d’assalto da una folla inferocita, contenuta a stento dalla polizia.

(ARIF ALI/AFP/Getty Images)

Nel frattempo, nella società pakistana c’è chi chiede al Senato di reintrodurre la pena dell’impiccagione in pubblico per chi violenta i bambini sotto i 14 anni di età.

Mohammed Imran è stato portato davanti al giudice nella città di Lahore. Stando a quanto riporta Al Jazeera avrebbe confessato il delitto.

Nel 2016 in Pakistan si sono verificati 4.139 casi di abusi sessuali sui bambini, secondo quanto riporta Sahil, un’organizzazione che documenta gli abusi sui bambini nel Paese.

Come commentare unimamme? Ci sono poche parole, possiamo solo augurarci che la polizia diventi sempre più brava a scoprire e arrestare questi bruti e che parlarne aumenti la consapevolezza e spinga sempre meno persone a compiere atti del genere.