La peste suina africana potrebbe diventare una minaccia molto concreta.

Recentemente in Belgio sono stati trovati cinghiali selvatici morti a causa di questa malattia virale che colpisce suini e cinghiali selvatici. Questo virus è innocuo gli uomini ma letale per gli animali. Il rischio infatti è quello di dover abbattere tutti i capi una volta iniziato il contagio.

Essendo il cinghiale uno dei principali serbatoio di sopravvivenza del virus, essendo questo diffuso in alcune aree italiane, potrebbe aumentare il rischio di diffusione.

“Non è vano ricordare che tutte le grandi “pestilenze del passato sono giunte da est” si legge su Agronotizie.

Quindi, per contrastare questo pericolo è necessaria una stretta collaborazione fra servizi veterinari e allevatori.

La peste suina africana, purtroppo, era già presente da anni in Sardegna, ma è stata eliminata proprio grazie al connubio veterinari e allevatori.

Questo virus ora arriva da Est. Sono infatti stati contagiati:

  • Bulgaria
  • Romania
  • Belgio
  • Romania
  • Ucraina
  • Lituania
  • Repubblica Ceca
  • Moldavia

e ora potrebbe minacciare i nostri allevamenti.

Purtroppo, se questa malattia dovesse varcare i confini italiani sarebbero guai seri per il bestiame, con danni enormi per il settore e per i lavoratori.

Secondo il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e forestali bisogna concentrarsi sui controlli transfrontalieri di carni a base di suino e cinghiale non autorizzati e sul monitoraggio degli spostamenti dei cinghiali selvatici.

“Eventualiabbattimenti programmati potrebbero rappresentare, in effetti, un contenimento più efficace del cinghiale e un’ulteriore prevenzione contro la peste suina africana, tenendo conto che i danni causati da cinghiali al settore agricolo rappresentano comunque un’emergenza da tempo e, sicuramente, da molto prima della scoperta di focolai di Peste suina africana in Belgio“.

Unimamme, cosa ne pensate di questo allarme riportato su Agronotizie?

Noi vi lasciamo con consigli sull’alimentazione nella prima infanzia.