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Ragazza viene aggredita e stuprata ma sfugge al suo rapitore grazie a un’App

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Si parla spesso degli smartphone in accezione negativa, ma alle volte possono salvarci letteralmente la vita. È quello che è accaduto a Jaila Gladden, una studentessa americana della Georgia vittima di un rapimento. Grazie ad una app è riuscita a chiamare aiuto. L’episodio è accaduto il 4 settembre 2017.

Ragazza sfugge al suo rapitore grazie a un’app dello smartphone

Non se lo sarebbe mai aspettato Jaila Gladden, 19 anni, studentessa all’Università della West Georgia, che la sera in cui era uscita a fare spesa in una drogheria della cittadina di Carrollton in Georgia sarebbe stata rapita.

Jaila era uscita con la sua auto Honda Accord, per comprare del tè e delle medicine. Erano le 11.30 di sera, negli Stati Uniti i negozi rimangono aperti fino a tardi e tutta la notte.

Uscita dalla drogheria, la ragazza stava raggiungendo l’auto quando le si è avvicinato un uomo che le ha chiesto un accendino. La ragazza ha risposto di non averne ed è proseguita oltre. Quando è arrivata alla macchina, però, si è sentita un coltello puntato contro, era l’uomo che le aveva chiesto l’accendino che la ha intimato di salire sull’auto. L’uomo l’ha fatta sedere sul lato passeggero e si è messo alla guida della Honda della ragazza.

Ha guidato per qualche chilometro, fino ad un parcheggio abbandonato dove ha fermato l’auto e purtroppo ha aggredito Jaila, le ha strappato i vestiti di dosso e l’ha stuprata.

Dopo la violenza, l’uomo ha detto alla ragazza che era intenzionato a raggiungere il Michigan. Un viaggio lungo dalla Georgia per il quale aveva bisogno di soldi, che pensava di ottenere rapinando un distributore di benzina.

Jaila era seduta spaventata sul suo sedile. Quando l’uomo le ha chiesto dove fosse un distributore di benzina, la ragazza ha risposto che aveva bisogno di controllare sul suo smartphone e ha chiesto di poterlo avere indietro. Così l’uomo glie lo ha ridato. Con grande prontezza e freddezza, Jaila è stata in grado di abbassare la luminosità dello schermo, così che il suo rapitore non vedesse cosa stava facendo, e ha inviato la sua posizione al fidanzato, grazie alla app “Share My Location”, una funzione per iPhone.

La app ha inviato a Bryant, il fidanzato di Jaila, i dati GPS della ragazza. Il rapitore guidava senza togliere mai gli occhi dalla strada.

Quando Bryant ha ricevuto la posizione di Jaila sul suo cellulare si è chiesto come mai fosse ad Atlanta, a circa 50 km di distanza. La ragazza è stata in grado anche di mandare un messaggio di testo: “rapita“. Il fidanzato si è subito allarmato, perché Jaila non ha mai scherzato su queste cose.

Poi Jaila ha mandato altri messaggi al fidanzato: “coltello”, “spaventata”. Bryant è corso subito alla polizia.

Nel frattempo il rapitore non era riuscito a rapinare nessun distributore di benzina, perché avevano tutti la cassa protetta . Così ha chiesto a Jaila di trovargli dei supermercati come Kroger e Walmart, ma erano chiusi. Così ha detto alla ragazza che avrebbero dormito in macchina.

Intanto la polizia si era attivata, mandando una pattuglia alla ricerca dell’auto di Jaila Gladden. Una volta trovata l’auto, il rapitore, accortosi della polizia, ha provato a fuggire, ma è finito con l’auto contro una recinzione. Così è uscito dall’auto, ha scavalcato la recinzione ed è riuscito a fuggire.

In quel momento Jaila è uscita dall’auto ed è corsa verso gli agenti. Alla stazione di polizia c’era il fidanzato ad attenderla.

Dieci ore dopo gli agenti sono hanno catturato e arrestato il rapitore, di nome Timothy Wilson. L’uomo è stato rinchiuso in carcere con le accuse di rapimento, dirottamento di veicolo, aggressione aggravata, stupro, sodomia aggravata, resistenza e aggressione aggravata contro un agente di polizia. Ora è in attesa di processo.

Nonostante il dramma dell’aggressione e dello stupro, il terrore del sequestro, Jaila Gladden è stata bravissima ad inviare messaggi al suo fidanzato. La ragazza ha voluto rendere pubblica la sua storia per mettere in guardia gli altri.

Jaila Gladden ha raccontato questa storia in un’intervista a BuzzFeed.

Come commentare unimamme? Gli smartphone certe volte salvano la vita.

Segue il video del rapimento di Jaila Gladden ripreso da una videocamera di sorveglianza nel parcheggio della drogheria

In merito vi ricordiamo il dispositivo portatile contro le aggressioni.