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Reddito di cittadinanza: non spetta ai figli che vivono con i genitori

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reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza: non andrà ai figli che vivono con i genitori. Doccia gelata per molti giovani italiani.

Si fa un gran discutere in questi giorni sul provvedimento del governo per contrastare la povertà noto come reddito di cittadinanza. Si tratta di un provvedimento che il Movimento 5 Stelle vuole introdurre da tempo e per il quale aveva già presentato un disegno di legge nel 2013 durante la scorsa legislatura. Il reddito di cittadinanza è stato introdotto nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle ed è contenuto nel contratto di governo stipulato con la Lega.

Ecco come funziona il reddito di cittadinanza, a chi spetta e i requisiti per ottenerlo.

Reddito di cittadinanza: no ai figli che vivono con i genitori

Il reddito di cittadinanza provvedimento cuore della campagna elettorale dei Cinque Stelle sta suscitando un ampio dibattito nell’opinione pubblica e tra gli esperti di economia e finanza, riguardo le coperture necessarie per finanziarlo e al modo in cui verrà erogato. Stando alle anticipazioni, infatti, il reddito di cittadinanza non sarà un vero e proprio reddito ma una carta acquisti, che verrà ricaricata mensilmente e da consumare entro il mese presso esercizi commerciali convenzionati. Non sono ammesse spese non strettamente necessarie, anche se questo aspetto deve essere ancora definito. Ai percettori dunque non verrà consegnato denaro. Con la modalità di erogazione tramite carta si vorrebbero evitare abusi e usi impropri.

Il provvedimento deve essere ancora scritto su legge, sarà contenuto nella Legge di bilancio per il 2019, al momento le disposizioni sul reddito di cittadinanza sono contenute nel testo della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2018 (Def 2018). Nel Def si legge:

“L’Introduzione del Reddito di Cittadinanza ha un duplice scopo:

i) sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia di povertà relativa (pari a 780 euro mensili);

ii) fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la previsione di un percorso formativo vincolante, e dell’obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore.

L’attuazione efficace dell’obbligo formativo e della effettiva partecipazione al mercato del lavoro richiede il rafforzamento qualitativo e quantitativo dei centri per l’impiego, tenendo anche conto della necessità di coordinarsi con il livello di governo regionale. Due sono gli aspetti più rilevanti che si dovranno definire:

i) individuare le competenze da formare, funzionali allo sviluppo delle diverse Regioni;

ii) definire un sistema di tracciabilità dei fondi destinati alla ristrutturazione dei centri per l’impiego.

La ristrutturazione dei centri per dei centri per l’impiego dovrà puntare a rendere omogenee le prestazioni fornite, e realizzare una rete capillare in tutto il territorio nazionale. Il Governo intende attuare un piano di assunzioni di personale qualificato, in aggiunta a quanto già definito nella Legge di Bilancio per il 2018.

Sarà inoltre dedicata particolare attenzione alla realizzazione del Sistema Informativo Unitario e allo sviluppo di servizi avanzati per le imprese, in grado di facilitare l’attività di ricollocazione dei disoccupati. Infine, sarà necessario assicurare un adeguamento dei locali anche dal punto di vista strutturale, rendendo i centri per l’impiego un luogo in cui il lavoratore può trovare da subito un aiuto e condizioni adattate agli urgenti bisogni derivanti dalla perdita del posto di lavoro.

In sintesi con il Reddito di Cittadinanza, il Governo introduce la Cittadinanza digitale che apre le porte all’innovazione per il singolo cittadino e per il sistema Paese. Il Reddito di Cittadinanza opererà in via completamente digitale, riducendo tempi costi e possibilità di frodi. Nel contempo verrà attuata la piena interoperabilità delle banche dati a disposizione dello Stato e dei Centri per l’Impiego, consentendo l’incontro in tempo reale della domanda e dell’offerta di lavoro”.

Si tratta dunque di disposizioni ancora generiche, sebbene le linee principali del provvedimento siano definite e alcuni elementi sono stati anticipati dagli esponenti del governo.

Per finanziare il reddito di cittadinanza è previsto lo stanziamento di 10 miliardi di euro, una parte dei quali, 1 o 2 miliardi, saranno destinati a finanziare la riforma dei centri per l’impiego. L’introduzione del reddito di cittadinanza è prevista per aprile 2019, come annunciato dal governo, per consentire l’organizzazione dei centri per l’impiego.

La platea dei possibili beneficiari della misura è di circa 6,5 milioni di persone. Tanti, infatti, sono gli individui che nel nostro Paese vivono sotto la soglia di povertà. Un numero impressionante che include anche gli stranieri regolarmente residenti in Italia. Nel conteggio degli individui poveri, infatti, si tiene conto della popolazione residente, quella che presenta la dichiarazione dei redditi e paga le tasse in Italia.

Il governo avrebbe voluto escludere gli stranieri dal reddito di cittadinanza, ma non può farlo perché sarebbe incostituzionale. In caso di cittadini dell’Unione europea, poi, l’esclusione violerebbe il principio di parità di trattamento imposto dalle norme europee agli Stati membri per tutti i cittadini dell’Unione residenti in qualunque stato dell’Unione. Pertanto il governo ha introdotto il limite della residenza in Italia da almeno 10 anni.

Dei 6,5 milioni di poveri, alcuni potrebbero essere evasori fiscali oppure lavorare in nero e risultare al di sotto della soglia di povertà perché pur non essendolo. Saranno necessari opportuni controlli fiscali per evitare abusi. In ogni caso nella determinazione del reddito, al di sotto del quale si è sotto la soglia di povertà, si terrà conto della situazione patrimoniale della famiglia da documentare con il modello ISEE, che va allegato alla domanda di richiesta del reddito di cittadinanza.

Chi ha un reddito pari a zero e non possiede immobili avrà diritto all’intero importo mensile di 780 euro, mentre negli altri casi il reddito corrisposto sarà un’integrazione fino a raggiungere i 780 euro mensili.

A chi non ha fonti di reddito, ma una casa di proprietà  verrà detratta una somma di circa 380 euro, chiamata “affitto imputato”. Quindi chi non ha lavoro né altre fonti di reddito ma ha la casa, riceverà solo 400 euro mensili.

Inoltre, la quota del reddito di cittadinanza cambia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Per esempio in una famiglia con genitori disoccupati e figli a carico il redditto sale a 1.630 euro, mentre per una famiglia con due genitori e un solo figlio la quota è di 1.014 euro.

Da questi elementi, situazione patrimoniale della famiglia e casa di proprietà, si evince che il reddito di cittadinanza non andrà ai giovani disoccupati o neet che vivono con i genitori. A meno che i genitori siano a loro volta molto poveri, disoccupati o con un lavoro saltuario per il quale percepiscono un salario sotto la soglia di povertà.

Chi è in possesso dei requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza può presentare domanda presso il centro per l’impiego, iscrivendosi contestualmente alle sue liste se non lo ha già fatto. Infatti, i percettori di questo sussidio non potranno restare inattivi, ma dovranno iscriversi alle liste per la ricerca di un lavoro e dovranno darsi da fare loro stessi per trovare un impiego. Inoltre, non potranno rifiutare tre offerte di lavoro consecutive dai centri per l’impiego che siano congrue e non troppo lontane dal luogo di residenza.

Chi percepisce il reddito di cittadinanza sarà anche tenuto a prestare gratuitamente la propria attività lavorativa per 8 ore alla settimana, presso il comune di residenza.

Il reddito di cittadinanza, dunque, non è erogato a tutti, ma solo a chi possiede determinati requisiti. Quindi la denominazione di “cittadinanza” non è corretta, così come quella di reddito perché si tratta piuttosto di una social card per acquisti, che può essere utilizzata con un bancomat, con il tesserino sanitario o un’apposita applicazione per smartphone. Mentre non è possibile ritirare contanti. Potranno essere acquistati solo beni di prima necessità e presso strutture convenzionate. Il sistema elettronico serve a tracciare gli acquisti.

I requisiti per il reddito di cittadinanza:

  • Essere maggiorenni
  • Essere residenti in Italia da almeno 10 anni
  • Essere disoccupati o inoccupati
  • Avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà in Italia, stabilita dall’ISTAT
  • Iscrizione per i disoccuppati a un centro per l’impiego
  • Offrire circa 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili
  • Frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale
  • Effettuare la ricerca di un lavoro per almeno due ore al giorno
  • Comunicare tempestivamente ogni variazione di reddito
  • Obbligatorio accettare una delle prime tre offerte di lavoro pervenute.

Cosa ne pensate unimamme di questi requisiti? Secondo voi è giusto escludere i figli che vivono con i genitori?


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