“Ho scelto di essere una cattiva madre”: la confessione di una mamma

Una mamma racconta perché ha scelto a volte di non essere una mamma perfetta e di essere invece una madre più egoista.

Essere genitori è un compito molto difficile, anche perché si è sottoposti ad un’ansia da prestazione non indifferente. La società, ma anche chi ti è vicino, non fa altro che giudicarti, che sottolineare i tuoi errori e non puntare il dito per dirti che sbagli. In particolare quello che resiste è il mito della mamma “perfetta” , nonostante quello che si vuole far credere.

In molte di noi c’è la voglia di far vedere di essere migliore, di avere il figlio più bravo, ma soprattutto di riuscire a fare tutto. In molte, ma non in tutte.

E’ il caso di una mamma che invece non ci ha mai neanche provato, e che spiega perché non aspira al titolo di mamma dell’anno.

Ecco cosa fa una mamma che non è perfetta 

Lei si chiama  Dina Leygerman e ha descritto su Romper 8 motivi per cui non è una mamma perfetta. 

Noi li abbiamo tradotti per voi:

1- Ho lasciato mia figlia dopo 6 settimane da quando è nata per tornare al lavoro: Ho lasciato mia figlia nelle braccia di una baby sitter e mi sono ributtata nel lavoro dopo 6 settimane che era nata. Sicuramente, avevo bisogno di tornare al lavoro così la mia famiglia poteva permettersi i pannolini, ma penso che se avessimo declassato il nostro appartamento, fatto cambiamenti nelle spese, avessimo smesso di vivere la casa, smesso di gioire per ogni tipo di attività piacevole, cancellato internet e i piani telefonici, avremmo messo da parte abbastanza soldi per farmi stare a casa più a lungo. E’ stata una mia scelta. Ho scelto io di essere una cattiva madre

2 – Ho lasciato mio figlio all’asilo quando avevo un giorno libero dal lavoro: Quando ho avuto qualche giorno libero dal lavoro (cosa che non accade mai), l’ho portato all’asilo. So perfettamente che è difficile stare con mio figlio durante la settimana per il mio ritmo di lavoro. E sapete una cosa? Non mi sento colpevole. Non mi sono mai sentita colpevole per non sentirmi colpevole. Se sono fortunata di avere un giorno libero dal lavoro, faccio un giorno libero. Un vero giorno libero. Un giorno in cui nessuno mi disturbi, non devo pranzare con nessuno o che devo mettere nel letto per un sonnellino. Ho veramente due giorni di stacco dal lavoro in un anno, perciò me li prendo tutti

3 – Quando sono uscita con le mie amiche mentre mio figlio era malato: Avevo organizzato una serata fuori con le mie amiche da un mese e mio figlio si è ammalato all’ultimo minuto. Dovevo disdire? Potreste dire “sì” ma io dico “perchè?” Se avete un compagno che vi sostituisce, che è perfettamente capace di prendersi cura di un bambino malato (un bambino che dormirà un’ora dopo che tu te ne sei andata), perché non uscire con i tuoi amici? Ero sicura che mio figlio stesse bene e sono uscita con le mie amiche. (Mi sono sentita un pochino in colpa, nonostante il bicchiere di vino). 

4 – Quando volevo dormire e non mi sono alzata per il cambio del pannolino:  l’ho fatto un sacco di volte, devo ammetterlo. Sentivo mio figlio piangere e non mi alzavo. Alcune volte ho sperato che mio figlio smettesse di piangere e tornasse a letto e altre che ho aspettato che mio marito si alzasse. Ok, ho fatto finta. Non sono fiera di questo, o sì?

5 – Quando spero di essere malata così non devo fare niente: Ok, ho avuto un problema intestinale e nessuno mi è venuto a disturbare. Ma quando mi sono sentita meglio, il giorno dopo, ho sperato di essere ancora malata così mi avrebbero lasciata solo per un altro giorno. Questo è veramente un appello di aiuto. Ho voluto sperare di essere malata per poter stare in pace a casa. Certo, ero in un “brutto” momento ma non c’è nessuno che simpatizza con me per la mia causa di pace e tranquillità? 

6 – Quando ho detto a mia figlia che la lezione di arte era cancellata, ma non era vero: Abbiamo un sacco di attività extra curriculari durante la settimana e dopo un giorno pieno di lavoro, non vorrei proprio tornare a casa e portare mia figlia alle sue attività. Ma, sapete, è un impegno che ci siamo presi tutti e tutti onorano i loro impegni. C’è stato però un momento in cui non me la sentivo di portarla e così le ho detto che la lezione era stata cancellata. Non era vero. Ho mentito.  

7 – Quando non ho dato i biscotti per la festa della scuola:  Invece li ho comprati. Al supermercato. Ma erano fatti senza noccioline, i brownie contano per quello, no?   

E voi unimamme che ne pensate? Anche voi a volte scegliete di essere “cattive madri”? Personalmente credo di aver usato almeno un paio di punti (soprattutto quello in cui sto male e spero di stare male ancora un po’ per godermi del meritato riposo).

Intanto vi segnaliamo  il post che parla di una mamma che spiega come truccarsi ma non ci riesce perché i suoi figli non la lasciano stare. 

Firma: Valentina Colmi

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