sindrome dell'ovaio policistico

Sindrome dell’ovaio policistico: da uno studio scientifico la scoperta sulle origini della disturbo

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS, dall’inglese Poly-Cystic Ovary Syndrome) è un disturbo molto comune tra le donne in età fertile. Come dice il nome è caratterizzata dalla presenza di cisti ovariche multiple nelle ovaie, le quali risultano ingrossate, accompagnata da alterazioni del sistema endocrino e del metabolismo, con un eccesso di ormoni androgeni (testosterone), che può manifestarsi con acne, irsutismo e disturbi dell’umore, e un maggiore rischio di insulinoresistenza, che può portare a sovrappeso e obesità, diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e ipercolesterolemia.

La sindrome dell’ovaio policistico colpisce una donna su cinque in età riproduttiva in tutto il mondo ed è una delle cause più comuni dellinfertilità femminile: i tre quarti delle donne affette da ovaio policistico fanno fatica a restare incinte.

Ora uno studio scientifico sostiene che la sindrome dell’ovaio policistico può essere causata da uno squilibrio ormonale addirittura prima della nascita. Una scoperte che se confermata sarebbe rivoluzionaria e aiuterebbe molte donne affette da questa sindrome, soprattutto a diventare mamme.

La sindrome dell’ovaio policistico è una delle condizioni ormonali più comuni nelle donne in età riproduttiva, ma finora non è stata presa in grande considerazione. Tuttavia i suoi effetti non sono di poco conto e possono dare luogo a seri problemi di salute. Oltre all’infertilità pensiamo ai rischi di malattie cardiovascolari aumentati dall’obesità, dal diabete di tipo 2 e dall’ipercolesterolemia. Si tratta dunque di un disturbo che va tenuto sotto controllo, con terapie adeguate.  Inoltre la sindrome dell’ovaio policistico provoca disturbi mestruali, come mestruazioni irregolari, assenza di mestruazioni per più mesi, cicli scarsi o prolungati.

Riguardo alle cause di questo disturbo, finora si è ritenuto che derivassero dalla combinazione di diversi fattori, di tipo genetico e ambientale. Anche se un recente studio scientifico avrebbe scoperto le origini della sindrome dell’ovaio policistico.

Sindrome dell’ovaio policistico: la causa

Lo studio scientifico è stato condotto finora solo sui topi, cavie da laboratorio, ma fa ben sperare nel raggiungimento del risultato negli esseri umani. L’autore principale dello studio è Paolo Giacobini, ricercatore italiano presso l’Università di Lille e presso il Jean-Pierre Aubert Research Center (JPArc), in Francia.

Paolo Giacobini e colleghi hanno scoperto che la sindrome dell’ovaio policistico potrebbe essere causata prima della nascita dall’eccessiva esposizione, all’interno dell’utero, ad un ormone chiamato anti-Müllerian.

I ricercatori hanno scoperto che le donne incinte con la sindrome dell’ovaio policistico hanno livelli di ormone anti-Müllerian il 30% più alti del normale. Poiché la sindrome è comune all’interno delle famiglie, si sono chiesti se questo squilibrio ormonale nelle donne in gravidanza possa portare alla stessa condizione nelle loro figlie.

Per verificare questa condizione, gli studiosi hanno iniettato dosi eccessive dell’ormone anti-Müllerian nei topi in gravidanza. Quando la prole di sesso femminile cresceva, i ricercatori hanno notato i tratti caratteristici della sindrome dell’ovaio policistico, tra cui la pubertà ritardata, l’ovulazione scarsa, il ritardo nel restare incinte e meno figli. L’ormone in eccesso sembrava scatenare questo effetto, sovrastimolando una serie di cellule cerebrali che aumentano il livello di testosterone.

I ricercatori sono riusciti a invertire questo effetto nei topi somministrando il cetrorelix, un farmaco che viene utilizzato di routine durante la fecondazione assistita (FIV) per controllare gli ormoni delle donne. A seguito del trattamento con questo farmaco, i topi hanno smesso di mostrare i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico.

Gli studiosi ora stanno pianificando una sperimentazione clinica con il cetrorelix nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico. La sperimentazione dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno. Se la scoperta fatta sui topi dovesse essere confermata e il farmaco sulle donne funzionasse si potrebbe trovare una cura efficace per ripristinare l’ovulazione nelle donne che soffrono di ovaio policistico e aumentare la loro percentuale di gravidanze.

Si tratta di una scoperta molto importante che porta a vedere in modo nuovo la sindrome dell’ovaio policistico e apre ad una vasta gamma di opportunità per altre indagini.

Lo studio scientifico è stato pubblicato sulla rivista Nature il 14 maggio 2018.

Che ne pensate unimamme di questa scoperta?

Vi ricordiamo anche il nostro articolo: Cisti ovariche e sindrome dell’ovaio policistico: sintomi e trattamenti