Daniele Carli scrive al papà di Catania
foto fonte: La Nazione/ Daniele Carli scrive al papà di Catania

Daniele Carli, il papà che dimenticò la figlia Giorgia in auto nel 2008 si è rivolto  Luca Cavallaro, il padre del bimbo dimenticato in auto a Catania.

Unimamme, il dolore della famiglia di Leonardo Cavallaro, è ancora troppo fresco per qualsiasi dichiarazione, a parte quelle rilasciate agli inquirenti.

Tragedia di Catania: un dialogo tra papà

Luca Cavallaro, ingegnere 43enne, ha dimenticato per ore, il figlio di 2 anni in un parcheggio assolato, chiuso un macchina.

Quando il bimbo è stato portato al Pronto soccorso nell’ospedale dove lavoravano la mamma e il nonno materno non c’era più niente da fare.

Il dramma avvenuto a Catania è uguale a quello compiutosi a Pisa. Nel maggio del 2008 Daniele Carli, un altro papà, dimenticò la figlia Giorgia in un’auto per gran parte della giornata. Quando se ne accorse, purtroppo, non c’era più  niente da fare.

“Solo l’amore della sua famiglia potrà salvare quel papà di Catania dall’incubo”.

Carli ha indirizzato una lettera all’altro papà di Catania. “Voglio dire soltanto di lasciarti abbracciare dalla moglie, dai familiari, dagli amici, da tutta la comunità. Di raccogliere quelle mani tese. Io lo so quello che provi: sei caduto in un pozzo buio, profondo e gelido. Ma devi sapere che si può risalire, raccogliendo proprio quegli abbracci e quelle mani tese.

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“Lo farai con calma, senza fretta, ma così riscoprirai che si può tornare a vivere. Devi lasciarti aiutare dagli amici, da tua moglie, da chi ti vuole bene. Io sono fortunato: ho avuto e ho accanto una grande donna e una piccola donna che mi hanno riempito di amore. La grande donna è mia moglie che ha continuato ad abbracciarmi, a sorridermi a sostenermi nei pianti, tanti pianti, che ci siamo fatti insieme.

 La piccola donna è mia figlia Lavinia, che mi coccola continuamente. E poi ho avuto la fortuna quest’anno di andare avanti quando è nata Lucrezia che ha portato ancora più amore nella nostra famiglia. Un amore che non toglie nulla a quello che provavamo e proviamo ancora per Giorgia, che non è più con noi“.

Unimamme, cosa ne pensate di queste parole di sostegno pubblicate su La Nazione?