stupro

La Cassazione ha stabilito che se una persona ha subito uno stupro e aveva bevuto di sua spontanea volontà prima non c’è l’aggravante per l’aggressore.

Stupro: una sentenza che fa discutere

Una recente sentenza della Cassazione ha fatto molto discutere. La terza sezione penale della Cassazione ha ordinato un nuovo processo per abbassare le pene stabilite nei confronti di due cinquantenni colpevoli dello stupro di una ragazza.

Secondo quanto stabilito dai giudici dal momento che la donna aveva assunto volontariamente gli alcolici è caduta l’aggravante prevista in questi casi.

Si tratta di una sentenza non definitiva ma preliminare a un nuovo processo che quindi potrebbe alleggerire la posizione degli imputati e porre anche un precedente per successivi alleggerimenti di pena.

I giudici hanno dichiarato che la donna non poteva fornire un “valido consenso” all’atto sessuale, confermando quindi “la violenza sessuale di gruppo con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica”, ma hanno escluso l’aggravante perché “deve essere il soggetto attivo del reato» a usare l’alcol per la violenza «somministrandola alla vittima».

In pratica se qualcuno beve senza essere forzato dal proprio aguzzino questi è colpevole tanto quanto se la vittima fosse stata sobria e in grado di difendersi.

Chi subisce l’aggressione è pero “meno vittima”, anche se la condizione psicofisica è la stessa, ovvero quella di minorata difesa.

La sentenza, non molto velatamente, lascia intendere che la vittima è responsabile delle sue condizioni di minorata difesa e non riconosce l’aggravante di chi si è approfittato di una persona in condizioni di vulnerabilità.

Naturalmente questa sentenza ha sollevato molte critiche, anche in ambito politico, Alessia Rotta, vicepresidente vicaria del Pd si è espressa così: “la sentenza ci porta indietro di decenni”. 

Unimamme, voi cosa ne pensate?

Noi vi lasciamo con le nuove leggi svedesi sullo stupro.