versione cefalica esterna
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Unimmame, oggi vi illustriamo una tecnica che può essere utilizzata se il vostro piccino si presenta podalico.

La versione cefalica esterna: scopriamo di cosa si tratta

 

 

 

La versione cefalica esterna è una procedura usata per girare un feto che si trova un posizione podalica o laterale (traversa) in una posizione a testa in giù (vertice) prima dell’inizio del travaglio.

Quando questo avviene con successo questa procedura permette di fare un parto vaginale.

La versione avviene prima che inizi il travaglio, di solito intorno alle 37 settimane.

Solitamente viene usata prima che il sacco amniotico si rompa, se questa procedura però non ha successo viene programmato un cesareo.

Vediamo insieme come avviene.

Monitoraggio fetale:

Per evitare di danneggiare il feto la procedura viene monitorata in maniera accurata:

  • ultrasuoni fetali: vengono usati per confermare la posizione del feto, dove si trova la placenta, l’ammontare del fluido amniotico.  Gli ultrasuoni fetali vengono usati per osservare la posizione del feto durante il tentativo di versione
  • il monitoraggio elettronico del cuore fetale viene usato prima, possibilmente durante e dopo un tentativo di versione. Un feto attivo la cui frequenza cardiaca aumenta normalmente viene giudicato sano. Se invece il cuore del feto batte normalmente, la procedura può essere fermata

La procedura:

Prima dell’inizio del procedimento potreste ricevere un’iniezione di medicina tocolitica per rilassare l’utero e prevenire le contrazioni uterine.

La medicina tocolitica più comune è la terbutalina.

Mentre l’utero è rilassato il medico provo a girare il feto. Con entrambe le mani sulla superficie dell’addome, una dalla testa del feto, l’altra sui glutei il medico spinge e rotola in feto in una posizione capovolta.

Sentire disagio durante la procedura è normale, specialmente se la procedura porta contrazioni dell’utero.

L’ammontare del disagio da quanto è sensibile il tuo addome e dalla forza con cui il dottore preme dell’addome.

Se il feto sembra provare disagio a causa della procedura, essa si ferma.

Inoltre, se il primo tentativo fallisce il medico potrebbe suggerirne un altro, possibilmente con anestesia epidurale per aiutare a rilassarsi e ridurre la pena associata con la procedura.

L’anestesia epidurale può aumentare il successo di tentativi ripetuti.

Raramente si verificano gravi complicazioni durante la versione, ma questa rimane comunque una possibilità. Per questo motivo la procedura avviene in un ospedale dove, in caso, si possa effettuare un cesareo d’emergenza.

Cosa aspettarsi dopo il trattamento

La versione può essere tentata quando:

  • la mamma è a 36 o 42 settimane di gravidanza. Prima di 36 settimane il feto potrebbe girarsi a posizione a testa in giù di sua spontanea volontà. Ma la versione ha più probabilità di successo se viene effettuata dopo la 36° settimana perché il feto è più piccolo e sorretto da più liquido amniotico e spazio per muoversi nell’utero.
  • la mamma è in attesa di un solo feto
  • il feto non è precipitato nel bacino (la testa non è bloccata nel bacino). Un feto in queste condizioni è difficile da muovere
  •  c’è abbastanza liquido amniotico intorno al feto per poterlo girare. Se il liquido amniotico è meno del normale (ologodramniosi) è più probabile che il feto possa ferirsi durante la procedura
  • la madre è già stata incinta prima. Una procedente gravidanza significa che la parete dell’addome è più flessibile e può alungarsi durante un tentativo di versione.
  • il feto è in completa posizione podalica o di sedere

Quando non viene effettuata:

  • rottura del sacco amniotico
  • la mamma ha una condizione (per esempio un problema cardiaco) che le impedisce di ricevere un medicinale tocolitico per evitare le contrazioni uterine
  • è necessario un parto cesareo, quando la placenta ricopre parzialmente o completamente la cervice (placenta previa) o si è staccata dalle pareti dell’utero (distacco della placenta).
  • il monitoraggio fetale mostra che il feto è in difficoltà
  • il feto ha una testa iperestesa. Questo significa che il collo è dritto, invece dovrebbe piegare la testa in avanti con il mento infilato nel petto
  • si sospetta che il feto abbia un difetto di nascita
  • la mamma è incinta di feti multipli
  • l’utero della mamma non ha una forma normale

Quanto è efficace:

La procedura è efficace al 58%, è più probabile che funzioni quando:

  • la mamma ha già avuto una gravidanza e un parto
  • il feto o un piede o una gamba non è caduto nel bacino
  • il feto è circondato da un liquido amniotico normale
  • la procedura si svolge vicino al termine

La procedura ha meno probabilità di successo:

  • il feto è incastrato nel bacino
  • il dottore non può afferrare la testa
  • l’utero è duro e teso al tatto

 

Rischi:

con il monitoraggio frequente i rischio sono bassi

  • torcimento o schiacciamento del cordone ombelicale, riduzione del flusso del sangue e dell’ossigeno al feto
  • l’inizio del travaglio, che può essere causato dalla rottura del sacco amniotico
  • rottura della placenta, rottura dell’utero, o danno al cordone omblicale.

 

Cosa pensare

C’è un bassissimo rischio di mischiare il sangue della mamma e del feto. A una mamma con sangue RH negativo vengono date iniezioni di immonuglobulina per prevenire la sensibilizzazione Rh che può causare complicazioni fetali in future gravidanze.

Infine a volte questa tecnica viene usata per far nascere un secondo bambino gemello o se un’emergenza minaccia la vita del feto. In questo caso il medico effettua la procedura di emergenza direttamente dentro l’utero.

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa tecnica di cui si parla su Web md?

Voi lo provereste in caso di necessità?

Il video che vi abbiamo presentato riguarda la procedura di cui vi abbiamo parlato ed è stata effettuata su un feto di 38 settimane. Il filmato ha ricevuto 17 mila Like, più di 23 mila condivisioni e 2,6 milioni di visualizzazioni, diventando virale.

 

Noi vi lasciamo con 12 splendide immagini che dimostrano che il parto podalico è possibile.